Mali

Golpe: Keita costretto alle dimissioni, i militari si presentano in tv

MALI – In seguito al pronunciamento militare di ieri che aveva portato all’arresto del capo di Stato Ibrahim Boubacar Keita (noto con l’acronimo Ibk) e del primo ministro Boubou Cissé, oltre che di altri esponenti di governo e di alcuni alti ufficiali, è stato lo stesso Ibk in un intervento trasmesso intorno alla mezzanotte dalla televisione pubblica Ortm a rimettere il suo mandato e contemporaneamente a sciogliere governo e Assemblea nazionale. 

Nell’intervento (qui la versione integrale in francese), Ibk ha difeso il suo operato, preso atto delle manifestazioni degli ultimi mesi e dell’intervento militare, e affermato la volontà di lasciare il potere “perché non si versi altro sangue”. 

Intanto, stamattina – con il Paese che ha chiuso le frontiere – sempre sulle frequenze della Ortm, si sono presentati in pubblico alcuni dei componenti del Comitato nazionale per la salvezza del popolo (Comité national pour le salut du peuple, Cnsp), i militari che presumibilmente hanno guidato il pronunciamento di ieri partito dalla caserma di Kati, alle porte di Bamako. 

A parlare attorniato da altri quattro ufficiali, è stato il colonnello maggiore Ismael Wagué, capo di stato maggiore aggiunto dell’aviazione. 

“Noi, le forze patriottiche raggruppate all’interno del Comitato nazionale per la salvezza del popolo (Cnsp), abbiamo deciso di assumerci le nostre responsabilità davanti al popolo e davanti alla storia” ha dichiarato Wagué. 

Nel loro messaggio alla nazione, i militari che hanno preso il potere in Mali e spinto Keita a dimettersi sostengono di voler mettere in atto una “transizione politica civile” che dovrebbe portare alle elezioni generali entro un “tempo ragionevole”. Gli stessi hanno poi garantito il rispetto di tutti gli accordi internazionali, la continuità dei servizi pubblici e hanno sottolineato l’importanza delle missioni internazionali presenti nel Paese (Minusma e Barkhane) che i militari considerano “partner per il ripristino della stabilità”. 

Il pronunciamento è stato condannato in maniera unanime da tutte le organizzazioni internazionali (Unione Africana, Unione Europea, Ecowas, Nazioni Unite) che hanno chiesto il rilascio dei componenti del governo e del capo dello Stato oltre che il ripristino delle garanzie costituzionali. 

Tuttavia sembra il golpe abbia avuto successo, raccogliendo anche il sostegno di una parte della piazza. Alcuni osservatori hanno sottolineato come il colpo di Stato – contrariamente al 2012 quando a muoversi furono sottufficiali – abbia visto il coinvolgimento di alti ufficiali. 

Resta da verificare quale sarà l’atteggiamento dell’opposizione che aveva annunciato una serie di manifestazioni proprio per chiedere le dimissioni di Keita. [MS]

© Riproduzione riservata

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Mali Free

    Ex ministro Esteri Ouane scelto per guidare governo

    MALI - L’ex ministro degli Esteri Moctar Ouane è stato nominato primo ministro ad interim del Mali. Lo ha riferito ieri la televisione di stato, dando così notizia di uno sviluppo che potrebbe portare alla revoca delle sanzioni imposte dall’Ecowas - l’organizzazione che riunisce i Paesi dell’Africa occidentale - all’indomani del colpo di stato militare del mese scorso. Diplomatico di lungo corso, Ouane, 64 anni, è stato ambasciatore del Mali presso le Nazioni Unite nel 1995-2002 e ha servito come ministro degli Esteri dal 2004 al 2009. L’Ecowas aveva chiesto che fosse scelto un esponente civile alla guida del governo come condizione per la revoca delle sanzioni. La nomina di Ouane arriva due giorni dopo che l’ex colonnello Bah Ndaw ha prestato giuramento come presidente del Paese e il colonnello Assimi Goita, leader del golpe, come vicepresidente. Con Ouane si completa dunque il trittico che avrà il compito di supervisionare la transizione di 18 mesi seguita al rovesciamento del 18 agosto del presidente Ibrahim Boubacar Keita. [MS]
  • Togo Free

    Si dimettono premier e governo

    TOGO - Il primo ministro Komi Selom Klassou e il suo governo si sono dimessi in un rimpasto politico atteso da tempo e ritardato dalla pandemia di coronavirus. Il presidente del Paese, Faure Gnassingbe, rieletto a febbraio, nominerà a breve un nuovo premier. La notizia è stata riferita dall’ufficio di presidenza.  Gli ultimi sviluppi erano attesi dalla vittoria di Gnassingbe a febbraio per un quarto mandato, ma i cambiamenti sono stati ritardati dalla pandemia. Komi Selom Klassou era primo ministro dal 2015. Gnassingbe guida il Togo dal 2005, anno in cui subentrò al defunto padre Gnassingbe Eyadema, che aveva governato nei precedenti 38 anni. [MS]
  • Burkina Faso Free

    Aiuti sviluppo, nel 2019 superati 1,5 miliardi di...

    BURKINA FASO - Gli aiuti allo sviluppo al Burkina Faso sono ammontati a 907 miliardi di franchi Cfa (quasi 1,55 miliardi di dollari) nel 2019. A riferire il dato è stato il Ministero dell'Economia e delle Finanze del Paese, in un rapporto reso noto nel fine settimana. Il dato rappresenta un aumento del 4% rispetto all’anno precedente, secondo la stessa fonte. I primi dieci partner del Burkina Faso nel 2019 sono stati il Gruppo della Banca Mondiale, le Nazioni Unite, il Fondo Globale, l’Unione Europea, la Banca Islamica per lo Sviluppo, la Germania, gli Stati Uniti, la Francia, la Svezia e la Banca Africana di Sviluppo. La delegata del ministero per la gestione del territorio, Pauline Zoure, ha affermato che il 65,6% delle risorse è stato concesso sotto forma di sovvenzioni. Ha aggiunto che le sovvenzioni sono state incanalate principalmente in settori quali salute, agricoltura, ambiente, approvvigionamento idrico, occupazione e istruzione. [MS]
  • Africa OccidentaleCosta Avorio Free

    Introduzione nuova valuta Eco slitterà di diversi anni

    COSTA D’AVORIO / AFRICA OCCIDENTALE - Il danno economico causato dalla pandemia di coronavirus costringe a rinviare di diversi anni i piani per introdurre una nuova valuta regionale in Africa occidentale. A dirlo è stato il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Dramane Ouattara, che ha anche quantificato questo rinvio in almeno tre anni.  Il blocco dell’Unione economica e monetaria ovest-africana - che riunisce otto paesi per lo più di lingua francese - aveva deciso lo scorso dicembre di iniziare a eliminare gradualmente il franco Cfa, da sette decenni valuta comune. Un’operazione che avrebbe dovuto cominciare già quest’anno.  All'inizio di questo mese, il blocco aveva annunciato l’intenzione di lavorare su una nuova tabella di marcia, a causa dei danni economici inferti dalla pandemia.  Il deficit di bilancio della regione dovrebbe ammontare a circa l’8% del pil quest’anno, rispetto al 3% previsto nei criteri di convergenza che devono essere soddisfatti prima dell’introduzione della nuova valuta, secondo la stessa Ueoma. “Sappiamo che l’eco (questo il nome della nuova valuta, ndr)  non può essere introdotto quest’anno a causa di covid e delle difficoltà che abbiamo nei diversi Stati”, ha detto ai giornalisti Ouattara. “Pensiamo che sarà difficile rientrare nel deficit del 3% per due o tre anni, quindi personalmente non vedo l’eco arrivare prima di tre o anche quattro anni”. [MS]
  • Mali Free

    Restano in vigore le sanzioni Ecowas

    MALI - La Comunità economica dell’Africa occidentale (Ecowas) ha dichiarato ufficialmente che non revocherà le sanzioni imposte al Mali dopo il colpo di stato militare di cinque settimane fa.

    I responsabili dell’organizzazione hanno detto che manterranno le misure finché non sarà nominato un primo ministro civile.

    L’annuncio è arrivato dopo il giuramento, che si è tenuto venerdì, di Bah Ndaw a nuovo presidente del Mali. Ex ministro della difesa, nelle intenzioni degli ufficiali golpisti, rimarrà al potere finché non saranno indette nuove elezioni (probabilmente fra 18 mesi).

    Il nuovo presidente è stato scelto dal leader del golpe, il colonnello Assimi Goita, ora a capo del governo di transizione. Nella stessa cerimonia del giuramento del capo dello Stato, Goita ha giurato come vicepresidente.

    I corrispondenti della stampa internazionale affermano che il nuovo presidente dovrà subito affrontare la crisi economica e porre fine alla violenza jihadista e intercomunitaria che da anni sconvolgono il Nord e il centro del Paese. [Africa Rivista]

  • Mali Free

    Ndaw e Goita, primo tandem ufficiale della transizione

    MALI - Il presidente designato Bah Ndaw e il vicepresidente, colonnello Assimi Goita, hanno prestato giuramento come annunciato, oggi nella capitale Bamako, per una transizione di 18 mesi. Le nuove istituzioni che d’ora in poi saranno insediate sono eredi dell’estromissione del presidente eletto Ibrahim Boucakar Keita, costretto alle dimissioni il 18 agosto da militari ammutinati nella scia di un’ondata di proteste antigovernative. Sebbene la giunta militare abbia goduto di una grande simpatia popolare in un primo tempo, l’avere a che spartire con i soldati non piace a una parte dell’opposizione politica né dell’opinione che teme una manomessa dei militari sulla via politica del Paese. Per altri invece, i nuovi militari portano un vento di novità che potrebbe essere di buon auspicio per riassestare la situazione. «Il Mali è scosso, calpestato, indebolito, umiliato dai propri figli, da noi stessi, e da nessun altro che noi stessi» ha sottolineato l’ex ufficiale dell’Aviazione militare, oggi in pensione, nel suo discorso d’investitura. Tra le linee guida annunciate dal presidente di transizione, la buona gestione delle  - poche – risorse dello Stato, la lotta all’impunità contro la corruzione, giustizia per i dirottamenti di fondi pubblici, la lotta al covid-19. A fianco del presidente, ha giurato il capo della giunta golpista uscente, Assimi Goita, alla carica di vice presidente. La loro nomina è il risultato di consultazioni nazionali, organizzate dalla stessa giunta, alla quale hanno partecipato quasi tutti i rappresentanti delle forze vive della nazioni. Le conclusioni, tuttavia, non sono state accettate in maniera consensuale e alcuni lamentano che sulla scelta dei due leader non ci sia stata scelta. [CC]