Gabon

Produzione di medicinali nella zona economica speciale

GABON – Si prepara a lanciare la produzione dei primi medicinali generici fabbricati in Gabon la Santé Pharmaceutique SA, società privata con sede nella zona economica speciale di Nkok.

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  • CamerunNigeria Free

    Cooperazione su produzione di banane

    CAMERUN / NIGERIA - I produttori camerunesi e nigeriani di banane e piantaggine hanno deciso di collaborare per incrementare la produzione di queste colture. Come riferisce la stampa locale, l’accordo è stato raggiunto martedì a Yaounde, capitale del Camerun, dopo che i produttori hanno incontrato il ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Paese, Gabriel Mbairobe. “Siamo lieti che oggi gli attori del settore delle banane e della piantaggine stiano iniziando a trovare il modo di trasformare il settore”, ha dichiarato Mbairobe ai giornalisti dopo l’incontro. “La Nigeria è una grande economia africana con un’enorme popolazione e il Camerun, un grande Paese agricolo, può nutrire questa popolazione. Rinnoveremo l’economia locale e aumenteremo l’occupazione”, ha dichiarato da parte sua Albert Agha Ngwana, che ha guidato la delegazione nigeriana. La banana è il terzo prodotto d’esportazione del Camerun, dopo il petrolio e il legno, ma il Paese sta lavorando per far sì che diventi il primo prodotto d’esportazione entro il 2025, ha dichiarato Samuel Tony Obam Bikoue, rappresentante di una cooperativa agroforestale locale, che ha accolto la delegazione nigeriana in Camerun. Il Camerun ha esportato 13.203 tonnellate di banane a luglio, con un aumento di circa il 6% rispetto all’anno precedente, secondo le statistiche pubblicate dall’Associazione banane del Camerun. [VGM]
  • R.D. CongoRwanda Free

    Blinken, cartellino giallo a Kigali

    REP DEM CONGO - Il capo della diplomazia statunitense, Antony Blinken, ha espresso forte preoccupazione per le notizie credibili secondo cui il Rwanda ha sostenuto l’M23. Lo ha detto martedì a Kinshasa durante una conferenza stampa organizzata insieme al vice primo ministro, ministro degli Affari esteri, Christophe Lutundula. Antony Blinken ha chiarito che la sua visita a Kinshasa e poi a Kigali doveva sostenere gli sforzi di mediazione in corso per porre fine alle violenze nell’est della Repubblica Democratica del Congo. “Vogliamo che questa violenza nell’est del Paese finisca. Rispettiamo la sovranità della Repubblica Democratica del Congo”, ha poi affermato, insistendo: “tutti i Paesi devono rispettare l’integrità territoriale dei loro vicini”. Ha poi chiesto a ciascuna parte in questa regione di essere in grado di fermare il sostegno al gruppo armato M23 e a tutti gli altri gruppi armati non statali. Il capo della diplomazia americana ha dialogato con il presidente della Repubblica, Felix Tshisekedi su diversi temi e oltre a quello delle tensioni tra Kinshasa e Kigali, quello dei blocchi petroliferi recentemente messi all’asta dal governo congolese, alcuni dei quali ubicati in aree sensibili e/o protette. Blinken ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro che esaminerà questo problema. La Repubblica Democratica del Congo, ha detto Blinken, “ha bisogno di risorse aggiuntive, supporto e finanziamenti per fare ciò che è necessario per proteggere la foresta pluviale e le torbiere, che sono già sottoposti a un’enorme sfida indipendentemente da qualsiasi esplorazione o sfruttamento energetico”. I due Paesi intendono lavorare “insieme, molto strettamente per assicurarsi che queste risorse siano protette e che ciò che è insostituibile non venga danneggiato, ma allo stesso tempo che ci sia il supporto necessario affinché la Repubblica Democratica del Congo per svolgere il lavoro di cui ha bisogno”. Il mese scorso il Congo ha lanciato una gara d’appalto per 30 blocchi di petrolio e gas, nonostante le proteste di gruppi ambientalisti che temono che qualsiasi esplorazione possa danneggiare la seconda foresta pluviale tropicale più grande del mondo, vaste torbiere e habitat animali protetti. [CC]
  • Camerun Free

    Causa maltempo, prorogato di nuovo progetto...

    CAMERUN - Terminerà ad agosto del prossimo anno, dopo aver già ottenuto una prima proroga della scadenza a fine 2021, il progetto agropastorale del Programma nazionale di sviluppo partecipativo, finanziato per un importo di 30 milioni di euro da parte dell’Unione Europea, nell’ambito dell’11esimo Fondo europeo di sviluppo, che dovrebbe quindi beneficiare di una nuova estensione a causa del maltempo in corso nel Paese.

    Le forti piogge, arrivate all’inizio di quest’anno nel nord del Paese, stanno rallentando il lavoro sul campo. L’esecuzione di alcuni progetti – informano i media nazionali – è addirittura sospesa. Una ripresa dei lavori è prevista tra novembre e dicembre prossimo. Ciò avrà un impatto sul completamento dei progetti in 93 comuni in 13 dipartimenti delle regioni del Nord, Adamaoua ed Est. [GT]

  • GabonTogo Free

    Presto abolizione roaming tra Gabon e Togo

    GABON / TOGO - L’abolizione delle tariffe di roaming tra Gabon e Togo sarà presto effettiva: lo ha annunciato l’Authority delle telecomunicazioni togolese. L’attuazione di questo accordo comporterà una drastica riduzione dei prezzi delle comunicazioni mobili (voce, dati e sms) in roaming, favorendo così la mobilità dei cittadini tra i due Paesi, ha affermato la stessa Authority. In concreto, sarà possibile utilizzare una carta sim togolese in Gabon e viceversa senza pagare le tariffe di roaming che rendono estremamente costose queste comunicazioni. La ricezione delle chiamate sarà gratuita e le chiamate effettuate nel Paese visitato saranno addebitate alle tariffe locali. I due operatori nazionali (Togocom e Moov Africa) sono associati a questa operazione. [MS]
  • R.D. CongoRwanda Free

    Blinken oggi in visita a Kinshasa

    REP DEM CONGO - Prosegue la visita in Africa del Segretario di Stato americano Antony Blinken, che dopo essere stato nei giorni scorsi in Sudafrica è atteso oggi a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Il Segretario di Stato incontrerà Felix Tshisekedi, il presidente della Repubblica, e altre figure politiche congolesi. Secondo fonti della presidenza della Repubblica e del ministero degli Affari Esteri, la sicurezza giocherà un ruolo di primo piano nelle discussioni tra le autorità congolesi e il leader americano. La Rdc, osserva l’emittente Rfi, si aspetta molto dagli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda l’attivismo del gruppo armato M23 e le tensioni tra Kinshasa e Kigali. Prima di lasciare il Sudafrica, anche Antony Blinken ha espresso la sua “preoccupazione” per questo scenario di tensione tra il Congo e il Rwanda e ha detto di temere un peggioramento di situazione.  Ha assicurato che Washington “cercherà di abbassare la tensione e la violenza” attraverso la diplomazia, sperando di aiutare i due Paesi a “risolvere le loro divergenze”. Secondo il corrispondente di Rfi a Kinshasa, le autorità congolesi aspettano che Antony Blinken condanni apertamente il Rwanda, convinti che le autorità di Kigali – sotto il regime di Paul Kagame – sostengano il movimento armato M23 nell’Est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo l’entourage di Tshisekedi, le autorità congolesi sperano anche che gli Stati Uniti inseriscano l’M23 nella loro lista dei movimenti terroristici come hanno fatto nel marzo 2021 con il gruppo di origine ugandese Adf. Sempre secondo Rfi, anche la società civile incoraggia il segretario di Stato americano “a fare pressioni su Kigali” insieme ad altri partner internazionali “perché il Ruanda ritiri i suoi uomini dal territorio congolese”, come ha detto Floribert Anzuluni, coordinatore di Filimbi, movimento pro-democrazia. Sempre nel capitolo sulla sicurezza, Kinshasa chiederà anche ad Antony Blinken di essere coinvolto affinché le misure che circondano le importazioni congolesi di armi e altro materiale bellico vengano revocate. I Paesi che esportano in Congo-Kinshasa sono tenuti a notificare al Comitato per le sanzioni istituito dal Consiglio di sicurezza tutte le transazioni di armi verso il territorio congolese. Considerato da Kinshasa come una forma di embargo, questo sistema di notifica, affermano fonti delle Nazioni Unite, consente di garantire che il materiale bellico inviato alla RDC sia effettivamente consegnato all’unico destinatario autorizzato, ovvero il governo congolese. Tuttavia, sono decenni che il Paese, in particolare l’est, è invaso da milizie armate. Oltre alle questioni di sicurezza, saranno all’ordine del giorno altri settori della cooperazione bilaterale come l’economia, la salute e la politica. Le autorità congolesi si aspettano di più dal partenariato privilegiato per la pace, la prosperità e la conservazione ambientale stipulato dagli Stati Uniti e dalla Repubblica democratica del Congo nel 2019. [CC]
  • Ciad Free

    Firmato accordo di pace a Doha

    CIAD - Il governo di transizione del Ciad e una trentina di movimenti politico-militari hanno firmato oggi l’accordo di pace di Doha dopo cinque mesi di colloqui mediati dal Qatar. Secondo il sito ciadiano Alwihda Info, l’intesa prevede un cessate il fuoco generale che entra in vigore al momento della firma. Il Consiglio militare di transizione (Cmt) si impegna a non intraprendere alcuna operazione militare o di polizia contro i movimenti politico-militari firmatari; dal canto loro, i movimenti si impegnano a non intraprendere alcuna intrusione, azione armata o attacco di alcun genere nei confronti del Cmt. Le parti concordano sull’avvio di un programma di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (Ddr). Concordano sull’adozione e l’applicazione di una legge di amnistia per tutte le condanne relative alla partecipazione a ribellioni e/o attacchi alla sicurezza dello Stato. Le parti si sono messe d’accordo su misure volte a garantire l’incolumità fisica dei membri dei movimenti politico-militari firmatari, dei loro beni e dei loro parenti, al loro ritorno in Ciad. I movimenti rinunciano definitivamente alla lotta armata e all’uso della violenza in tutte le sue forme. L’accordo prevede l’interruzione il reclutamento di nuovi combattenti e la dichiarazione del numero effettivo, comprese le armi. Si prevede anche la liberazione reciproca delle forze di difesa e sicurezza e dei combattenti fatti prigionieri durante i vari scontri. L’accordo comporta l’inserimento nell’ordine del giorno del Comitato Organizzatore del dialogo nazionale inclusivo di 20 temi tra cui la riforma dell’esercito, la revisione della Carta transitoria, l’ineleggibilità dei membri degli organi di transizione nel primo post-transizione. L’accordo menziona lo svolgimento, quanto prima a N’Djamena, del dialogo nazionale inclusivo, le cui risoluzioni saranno vincolanti. L’avvio di tale dialogo inclusivo è in programma per il 20 agosto prossimo. Il Fact, uno dei principali gruppi ribelli, ritenuto responsabile dell’uccisione dell’ex presidente Idriss Deby Itno a seguito di ferite sul campo di battaglia, ha fatto sapere ieri che rifiutava l’accordo, a causa della mancata presa in considerazione di alcune loro richieste. Il Fact dice, però, che rimane “disponibile al dialogo ovunque e sempre”. [CC]