Africa Occidentale

Seminario sul Golfo di Guinea con Africa Rivista

A. OCCIDENTALE – «Golfo di Guinea, la costa d’oro e degli schiavi » è il titolo del seminario organizzato dalla Rivista Africa il 17 e 18 ottobre prossimo a Milano in in diretta streaming .

A cura di Marco Aime, antropologo e scrittore, professore di antropologia culturale all’Università di Genova, considerato uno dei maggiori esperti del Sahel in Italia, il programma prevede un excursus storico-antropologico sulla regione che si affaccia sul Golfo di Guinea, che in passato venne chiamato Costa d’Oro e poi Costa degli Schiavi. Una regione complessa, stretta fra deserto e oceano, che ha conosciuto lo sviluppo di importanti regni, alcuni dei quali fioriti grazie anche alla tratta degli schiavi, che ha pesantemente segnato queste terre. Una regione che rappresenta anche il confine meridionale dell’avanzata islamica, arrestatasi lungo quella che viene definita la “linea del cavallo”.

Sulle coste dell’Atlantico sono sorti nel tempo regni come il Dahomey (Benin) e quello Ashanti (Ghana) la cui fortuna si è costruita sul tragico commercio degli schiavi. La tratta, che strappò ai loro villaggi milioni di donne e uomini, sconvolse la storia dell’Africa intera e rivoluzionò quella delle Americhe.

«Faremo alcuni approfondimenti sulle caratteristiche culturali e sociali di alcune etnie della regione e sui cambiamenti che hanno subito nel tempo. Sul Golfo di Guinea si affacciano Paesi francofoni (Costa d’Avorio, Togo, Benin, Camerun) e anglofoni (Ghana, Nigeria, parte del Camerun), a causa del colonialismo. Le loro rispettive storie sono state condizionate dalle differenze di approccio coloniale di Gran Bretagna e Francia.» scrive Africa Rivista nella presentazione.

«Compiremo così un viaggio letterario attraverso le pagine di alcuni grandi autori locali come Chinua Achebe, Wole Soyinka (primo premio Nobel africano per la Letteratura) e Amadou Kourouma. Infine, uno sguardo sul presente e sui problemi che segnano i Paesi del Golfo, dall’estremismo islamico di Boko Haram fino al boom economico e tecnologico del Ghana.»

Il seminario è per chiunque sia interessato ad approfondire le proprie conoscenze sulla storia, la cultura e i popoli nonché sulle attuali dinamiche economiche e sociali dell’Africa occidentale.

Ci sono ancora posti disponibili per la diretta streaming (non più in sede). Per l’iscrizione e per informazioni dettagliate sul programma e la quota di partecipazione, cliccare sul seguente link . [CC]

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    GHANA - Avrà una capacità di generazione di elettricità di 250 megawatt l’impianto fotovoltaico in costruzione nei pressi della diga idroelettrica di Bui, nella regione occidentale di Brong-Ahafo.

    A renderlo noto è l’Autorità per l’energia di Bui (BPA), che gestisce già l’impianto idroelettrico e investirà una cifra pari a circa 480 milioni di dollari per realizzare il  nuovo parco fotovoltaico.

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    MALI - Ultimo appuntamento oggi de “Il futuro della cooperazione internazionale in Sahel”, un'intera settimana di incontri, dibattiti, mostre, proiezioni dedicata al progetto AwArtMali e organizzata da Tamat Ngo.  A partire dalle 16:30 presso il Cinema Méliès, Via della Viola 1, Perugia si terrà la conferenza ‘Dialoghi su AwartMali: un progetto per il presente e il futuro di migrazione e sviluppo in Mali’, oraganizzata in collaborazione con Africa Rivista. I lavori verranno introdotti da Piero Sunzini, direttore generale di Tamat. Interverranno Simone Foresi (Tamat), che presenterà il progetto, e i partner e gli stakeholder del progetto che porteranno dei contributi (ri) immaginando insieme AwartMali. A seguire, Marco Trovato, direttore editoriale di Africa Rivista che sarà in presenza al Cinema Méliès introdurrà e modererà i ‘Dialoghi su AwartMali’.  Interverranno Mahamoud Boune (Alto Consiglio dei Maliani d’Italia), Ahmadou Doumbia (Le Tonus ONG, Mali, in collegamento da Kati), Luca Merotta (Fondazione ISMU in collegamento da Milano), Savvas Charalambous (Cardet Ong, Cipro, in collegamento da Nicosia), Elodie Adam (Congenia, Spagna, in collegamento da Valladolid), Saray Espejo Benito, (Instrategies, Spagna, in collegamento da Barcellona), Paolo Saglia (Giusti Eventi), Maurizio Schmidt (Farneto Teatro in collegamento da Milano), Amadou Sidibe (Le Tonus Ong, Mali, in collegamento da Kati). Parteciperanno anche Amadou Djallo e Sangare Mogony del gruppo rap maliano Kira Kono in collegamento da Kati. AwArtMali è un progetto che è stato finanziato dalla DG Home Affairs, DG Home Affairs, Migration and Security Funds, Financial Resources and Monitoring, Union actions attraverso il fondo Asilo Integrazione e Migrazione (Amif) del Ministero dell'Interno, e che ha visto come capofila Tamat Ngo, organizzazione non governativa impegnata da 25 anni in progetti di cooperazione internazionale, in partnership con alcune importanti realtà italiane come Fondazione ISMU (Istituto di studi sulla Multietnicità), l’agenzia di comunicazione Giusti Eventi e l’Associazione culturale Teatro Farneto.  Aderenti al progetto anche due partner spagnoli, attivi nella promozione di opportunità per migranti in Spagna, Congenia e Intrategies, e la organizzazione no profit cipriota per la ricerca e lo sviluppo Cardet, specializzata nelle applicazioni tecnologiche nella formazione e informazione in favore delle persone migranti.
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    MALI – È tornato ieri a Bamako il mediatore dell’Ecowas/Cedeao nella crisi maliana, l’ex presidente nigeriano Goodluck Jonathan. La visita mira a verificare se le condizioni di transizione fissate dalla giunta golpista e dal comitato nazionale sono idonee e accettabili per l’organismo regionale dell'Africa occidentale. In caso affermativo, l’Ecowas dovrebbe rimuovere le sanzioni imposte dopo la presa di potere da parte dei militari, che il 18 agosto scorso hanno costretto l’ex presidente Ibrahim Boubacar Keita, provocando la svolta attesa da mesi dal movimento di protesta M5-Rfp. L’Ecowas vuole garanzie, dopo la nomina alla presidenza di un ex ufficiale militare in pensione, Bah N'Daw, e la designazione di un vicepresidente, finora capo della giunta, il colonnello Assimi Goita. Per rispettare le raccomandazioni dell’Ecowas, mancano ancora un primo ministro civile e la certezza che i militari non siano intenzionati, dietro le quinte, a tenere le redini del potere. La cerimonia di giuramento del presidente designato N'Daw è prevista per domani. Jonathan dovrebbe essere presente.  [CC]
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    NIGERIA - Il governo federale di Abuja ha approvato l’assegnazione del contratto per la costruzione del progetto ferroviario destinato a collegare Kano con la città nigerina di Maradi al gruppo portoghese Mota-Engil.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che il progetto ha un valore economico pari a 1,95 miliardi di dollari e prevede la realizzazione di una linea a scartamento standard lunga circa 387 chilometri, inclusa una diramazione tra Kano e la località di Dutse nello stato di Jigawa.

    In base alle informazioni rese note, il contratto include la costruzione di 12 nuove stazioni ferroviarie, tra cui Dutse, Gaya, Wudil kano, Dambatta, Kazaure, Daura, Shargale, Marshi,Katisna e Jibia.

    Il progetto avrà fondamentali conseguenze positive nel facilitare i collegamenti tra regioni meridionali e settentrionali della Nigeria, oltre a offrire uno sbocco al mare diretto per i mercati del vicino Niger e dell’intera regione sahelo-sahariana che potranno in questo modo instradare le proprie importazioni ed esportazioni verso i porti nigeriani. [MV]