Mauritania

Riapertura dei cieli mauritani

MAURITANIA – Riaprono i cieli della Mauritania dopo sei mesi d’interruzione legata alla pandemia di coronavirus. La compagnia Mauritania Airlines ha volano nel fine settimana verso Bamako, capitale del Mali, e verso Dakar, la capitale senegalese.

(104 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Mali Free

    Attacco a un villaggio nella regione di Mopti

    MALI – Civili uccisi, bestiame rubato, abitazioni incendiate: è con grande violenza che il villaggio di Minimakanda, nella regione di Mopti, è stato attaccato due volte da uomini armati sia lunedì che martedì. La notizia è girata in rete ieri, lanciata da testimoni, ma nessun’alta precisione è stata comunicata da fonti ufficiali. Il bilancio delle vittime sarebbe tra quattro e otto morti. Centinaia di abitanti sono fuggiti verso villaggi circostanti. Gli attacchi non sono stati rivendicati, ma si parla sia di terroristi jihadisti, sia di milizie di autodifesa (in particolare di cacciatori dogon) forse in rappresaglie contro una comunità di Peul a Libbé. [CC]
  • Burkina Faso Free

    Il cotone burkinabé per produrre t-shirt

    BURKINA FASO - Il ministro del Commercio, dell'Industria e dell'Artigianato, Harouna Kaboré, ha presentato una collezione di t-shirt, calzini e boxer tutti rigorosamente «Made in Burkina Faso». Il tessuto di questi articoli è prodotto da Cotexa, una società con sede a Tanghin-Dassouri, non lontano dalla capitale Ouagadougou. Questa azienda produce il tessuto partendo dal filato fornito dalla Filature du Sahel (Filsah) che, a sua volta, lo ha ottenuto dal cotone prodotto in Burkina Faso. Ad oggi solo il 2% del cotone burkinabé viene lavorato localmente. Harouna Kaboré, ministro dell'Industria, ha spiegato che l'obiettivo del governo è trasformare almeno il 25% della produzione nazionale di cotone entro il 2023. Cotexa, che ha beneficiato di sussidi statali, ha una capacità di produzione di 2.200.000 metri lineari di tessuto, ovvero 189.000 metri al mese. Una capacità che potrebbe essere aumentata prossimamente. [EC]  
  • Burkina Faso Free

    Presidenziali: risultati parziali, Kaboré nettamente...

    BURKINA FASO - È in testa con un netto distacco dai suoi avversari il presidente uscente Roch Marc Christian Kaboré, secondo i risultati parziali provvisori divulgati ieri pomeriggio, alle 17:00, dalla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni). Al voto per le elezioni presidenziali svoltosi domenica 22 novembre, Kaboré ha raccolto per il momento il 57,5% delle preferenze. In seconda posizione, con il 15,6% si colloca Eddie Komboigo, candidato del Congresso per la democrazia e il progresso, e in terza posizione Zephirin Diabré col 12,9% delle preferenze. I risultati parziali si basano su più della metà delle schede scrutinate. È ricominciata la compilazione dei risultati dopo una battuta d’arresto e critiche mosse alla Ceni da un gruppo di candidati dell’opposizione che denunciano irregolarità. [CC]
  • Guinea Free

    Bauxite, secondo produttore mondiale solo dietro l...

    GUINEA – Il significativo aumento di produzione di bauxite in Guinea ha fatto del Paese africano il secondo produttore mondiale del minerale, dopo l’Australia e prima della Cina, che ha ormai superato. Lo scrive l’agenzia Ecofin sulla base di una propria analisi dei dati dell’ultimo rapporto Commodity Markets Outlook della Banca Mondiale, pubblicato ad ottobre. Tra il 2018 e il 2019 la produzione di bauxite della Guinea è passata da 59,6 milioni di tonnellate nel 2018 a 70,2 milioni di tonnellate nel 2019, un incremento del 18% che ha permesso alla Guinea di superare la Cina come secondo produttore mondiale. L’Australia rimane nettamente avanti, con una produzione di 105 milioni di tonnellate nel 2019. a Guinea sarà almeno fino al 2029 uno dei tre leader mondiali della produzione di bauxite, insieme all’Australia e all’Indonesia. Lo hanno affermato gli analisti della Fitch Solutions Macro Research nel rapporto sulla produzione di questa roccia utilizzata per produrre alluminio. [CC]
  • Togo Free

    La filiera del cotone passa nelle mani di Olam

    TOGO – La multinazionale di Singapore Olam ha acquisito il 51% delle quote della Nouvelle société cotonnière du Togo (Nsct), già società statale convertita in società mista con il 60% controllato dallo Stato. I media ufficiali riferiscono che la transazione è stata finalizzata dopo cinque mesi di trattative tra Olam e il governo. La multinazionale presente nel settore dell’agri-business ha sborsato 15,3 milioni di euro per assumere in controllo della compagnia di cotone. Rimangono azionisti il Raggruppamento dei produttori, col 25%, e lo Stato, col 24% delle quote societarie. «In base ai termini dell’accordo, la Nsct sarà responsabile di tutte le attività della filiera cotone nel Paese, degli impegni nei confronti degli agricoltori alla commercializzazione, passando dalla sgranatura e dalla vendita», si legge sul sito Republique togolaise. Il governo pensa che l’operazione di privatizzazione e di vendita al colosso Olam darà una spinta allo sviluppo e alla professionalizzazione del settore. Nella campagna 2019-2020, la Nsct ha prodotto 116.000 tonnellate, un risultato in calo rispetto all'anno precedente e inferiore alle attese. Nel 2018, Olam aveva acquisito la società cotoniera del Ciad e nel 2008, la compagnia di cotone della Costa d'Avorio, dove lavora con 16.000 coltivatori. [CC]
  • Gambia Free

    Annunciato piano generale per sviluppo allevamento

    GAMBIA - Il governo di Banjul si appresta ad approvare un piano nazionale per la valorizzazione dell’allevamento di bestiame in Gambia.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che il documento è stato preparato dal Dipartimento dei servizi per il bestiame (DLS) grazie a fondi ottenuti dalla Banca islamica per lo sviluppo (IDB).

    Obiettivo dell’iniziativa è ridurre la povertà tra gli allevatori, alla luce del fatto che oltre il 70% della popolazione del paese dipende dall’allevamento di piccoli ruminanti per il proprio sostentamento e la generazione di reddito.

    “La mancanza di mangimi per animali, lo scarso sviluppo delle capacità degli allevatori, le vecchie leggi del settore rimaste immutate per decenni, nonché una scarsa pianificazione settoriale sono tutte sfide da risolvere”, ha dichiarato Karl Rich, dell’Istituto internazionale di ricerca sul bestiame (ILRI), che ha lavorato come consulente per la redazione del piano. [MV]