Mozambico

Cabo Delgado (2), quali perché dietro la destabilizzazione?

MOZAMBICO – Perché i miliziani stanno destabilizzando la regione? Su questo aspetto non c’è nulla di certo. Secondo alcuni esperti di terrorismo internazionale, al-Shabab sarebbe uno strumento in mano a gruppi di potere che cercano di impossessarsi dei ricchi giacimenti di idrocarburi della provincia oppure sarebbero la pedina che alcuni politici muovono da Maputo per contrastare il governo legittimo. «Le ricchezze del sottosuolo possono essere la causa di questa ribellione? – si chiede mons. Luis Fernando Lisboa, vescovo di Pemba -. Difficile dirlo. In merito non abbiamo certezze. Sappiamo che altrove, in Nigeria, ma anche in Iraq e in Siria, gruppi jihadisti hanno sempre cercato di impossessarsi dei campi petroliferi. Qui nel Nord del Mozambico abbiamo grandi giacimenti di gas. Può essere che ci sia qualcuno che sfrutta queste milizie per impossessarsi di queste aree. A mio parere, però, ci sono altre ragioni. Il Mozambico è uno dei Paesi più poveri al mondo e la provincia di Cabo Delgado è sempre stata emarginata. Questa povertà spinge i giovani nelle braccia di fondamentalisti, tanto più che al-Shabab paga i miliziani e offre loro cibo».

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Ultimi articoli della sezione Africa Australe

  • Angola Free

    Sostegno per adesione a iniziativa su trasparenza...

    ANGOLA - L’Iniziativa internazionale per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI) ha reso noto il proprio sostegno alla richiesta del governo di Luanda di aderire all’organismo che promuove uno standard di riferimento per la trasparenza nella gestione delle risorse naturali.

    A comunicarlo è stata la stessa EITI, ricordando che il governo di Luanda ha formalizzato lo scorso 22 settembre l’intenzione di aderire all’organismo.

    Secondo le informazioni rese note, l’Angola impiegherà un periodo compreso tra sei e 18 mesi per attuare tutte le misure richieste per garantire l’idoneità dell’adesione.

    Tra le misure previste a ancora da attuare, figura l’obbligo di sviluppare un piano di lavoro coordinato con l’industria del settore estrattivo e la società civile per stabilire le procedure riguardanti ciascuna giurisdizione, nonché l’obbligo di integrare gli standard dell’EITI nella legislazione nazionale.

    Inoltre, il paese è tenuto a mappare e analizzare le informazioni, la legislazione e i sistemi di reporting esistenti che possono facilitare la divulgazione di accordi con gli standard EITI. [MV]

  • Madagascar Free

    Fine dello stato d’emergenza sanitario

    MADAGASCAR - Il presidente malgascio Andry Rajoelina ha dichiarato domenica sera la fine dello stato d’emergenza sanitaria in Madagascar.

    A darne notizia sono i media locali, ricordando che la misura era stata introdotta lo scorso 21 marzo in seguito all’aumento di casi di contagio legati alla pandemia di covid-19.

    Restano tuttavia in vigore nel Paese una serie di misure per contrastare la diffusione della pandemia, tra cui il divieto ai voli aerei interni e con l’estero (a esclusione di voli charter con la località turistica di Nosy Be provenienti da Paesi non interessati dalla cosiddetta seconda ondata della pandemia) e l’obbligo per la popolazione di portare dispositivi di protezione individuale (mascherine), oltre al divieto di riunioni con più di 200 partecipanti.

    Secondo gli ultimi dati a disposizione, in Madagascar attualmente si contano 348 casi attivi di persone contagiate da coronavirus, di cui tre sono stati registrati nella giornata di ieri. [MV]

  • Sudafrica Free

    Agrochimica: Rovensa acquista gruppo sudafricano

    SUDAFRICA - Ammonta a oltre 146 milioni di dollari l’acquisizione del gruppo Rovensa in Sudafrica nel mercato dei prodotti agrochimici.

    Lo riferisce la stampa sudafricana, precisando che il gruppo di prodotti chimici e fertilizzanti Omnia Holdings ha accettato di vendere la Oro Agri (una sussidiaria del gruppo) alla Rovensa.

    Omnia - che aveva acquisito Oro Agri nel maggio 2018 - ha detto oggi che il prezzo supera i benefici a lungo termine di Oro Agri, che richiede anche molto capitale per essere integrato con altre operazioni aziendali.

    Oro Agri si occupa di ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione, marketing e vendita di una gamma differenziata di prodotti volti a migliorare le rese delle colture, molti dei quali brevettati.

    Oro Agri possiede e gestisce strutture interne di produzione e ricerca e sviluppo in SA, Brasile, Stati Uniti ed Europa.

    Oro Agri ha generato il 15% degli utili del gruppo Omnia.

    Rovensa è uno dei principali palare del settore dell’agroindustria globale ed è organizzato in tre principali business unit: BioNutrizione, BioControllo e Protezione delle Piante.

    Con i suoi centri di ricerca, laboratori, stabilimenti e uffici dislocati in Italia (Ascenza fa parte del gruppo), Portogallo, Spagna, Francia, Irlanda e Brasile, Rovensa fa sapere di star ”sviluppando un portafoglio di soluzioni innovative per la protezione e la nutrizione delle piante”.

  • Angola Free

    Inaugurata anche una fabbrica di telefonini e tablet

    ANGOLA – Nella zona economica speciale di Luanda, il presidente della Repubblica Joao Lourenço ha anche inaugurato una fabbrica di telefoni cellulari e di tablet, la Afrione Angola.   Anche in questo caso il progetto è il risultato di una partnership con gli Emirati Arabi Uniti.   Circa 100.000 dispositivi dovrebbero essere prodotti dalla Afrione ogni anno, grazie in buona parte a personale angolano assunto nella fabbrica. Lo stabilimento, che occupa oltre mille metri quadrati di spazio, è composto dal reparto di assemblaggio, da quello dedicato al magazzino e dagli uffici.   L’investitore sarebbe interessato ad aprire centri di distribuzione nelle province di Cabinda, Uige, Huambo e Benguela.   I telefoni della Afrione saranno di diverse tipologie, dalla base venduta al circa 6 dollari a smartphone più evoluti da 300 dollari. [CC]
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    Inaugurato primo impianto assemblaggio trattori del...

    ANGOLA – E’ stato inaugurato nei giorni scorsi, alla presenza del presidente angolano Joao Lourenco, il primo impianto di assemblaggio di trattori agricoli dell’Angola. Lo riferiscono i media locali e internazionali, precisando che l’impianto ha sede  nella Zona Economica Speciale (ZEE) di Luanda ed è stato  finanziato dagli Emirati Arabi Uniti (UAE). L'impianto di assemblaggio - la Kaheel Agricultura Angola  - avrà una capacità di produzione annuale di 3.000 unità, secondo un accordo di investimento del valore di 65 milioni di dollari USA tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Angola. La fabbrica, la prima del suo genere in Angola, è entrata in funzione nella prima metà del 2020. Impiega oltre l'80% di manodopera angolana. Secondo il Segretario di Stato per l'industria dell'Angola, Ivan do Prado, il paese ha speso più di 3 milioni di dollari per importare trattori dal 2017 al 2020. Il prezzo di vendita dei trattori della Kaheel dovrebbe aggirarsi attorno ai 35.000 dollari, contro circa 85.000 per un mezzo importato.
  • Zambia Free

    Lusaka si avvicina al default

    ZAMBIA - La Zambia potrebbe essere il primo Paese africano a dichiarare la sua insolvenza a pagare le proprie obbligazioni dall’inizio della pandemia di covid-19.

    A riportarlo sono due tra i principali media economici al mondo, il quotidiano britannico Financial Times e l’agenzia specializzata Bloomberg.

    Secondo quel che viene riportato, il rischio di default è legato all’approvazione o meno da parte dei creditori privati di una moratoria sul pagamento degli interessi simile a quella già accordata dai Paesi del G20. Tuttavia, un gruppo di creditori avrebbe già respinto la proposta, spingendo lo Zambia ad anticipare che non sarebbe stato in grado di pagare le cedole sulle emissioni da 3 miliardi di dollari di eurobond.

    Al centro della questione sono le modalità di trattamento dei creditori commerciali durante una ristrutturazione pianificata del debito, perciò i detentori di eurobond emessi dallo Zambia vogliono che il governo di Lusaka sottoscriva un programma economico con il Fondo monetario internazionale (FMI) prima di affrontare la questione del suo debito commerciale.

    Ma i livelli di debito dello Zambia sono significativamente al di sopra delle soglie dell’istituzione finanziaria con sede a Washington e le elezioni previste tra 10 mesi rendono ancora meno probabili la possibilità di tagli profondi alla spesa pubblica. Inoltre, sussistono molti interrogativi sulla trasparenza dei prestiti forniti dalla Cina, che rappresentano circa un terzo dei 12 miliardi di dollari del debito estero della nazione.

    Sui mercati, gli eurobond dello Zambia sono crollati e vengono ora scambiati al di sotto della metà del loro valore nominale.

    Secondo quel che ha dichiarato il segretario del Tesoro Fredson Yamba, l’unico debito in valuta estera che lo Zambia continuerà a pagare in tempo è quello con le agenzie multilaterali e il debito contratto per alcuni progetti prioritari che hanno un impatto economico e sociale immediato.

    "Se lo Zambia non riuscisse a raggiungere un accordo con i suoi creditori commerciali, compresi i detentori dei suoi eurobond, sui termini delle sospensioni appropriate, la Repubblica con il suo spazio fiscale limitato non sarà in grado di effettuare pagamenti", ha affermato Yamba. [MV]