Nigeria

Debito estero alle stelle

NIGERIA – Il debito estero ha toccato gli 85,9 miliardi di dollari, il più alto nella storia del Paese (che in queste settimane celebra i 60 anni dell’indipendenza dalla Gran Bretagna). La crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus ha fatto schizzare in alto dell’8,31% il debito.

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Ghana Free

    Wi-Fi disponibile in 13 università

    GHANA – Sono tredici, per il momento, le università ghanesi in cui è stato attivato il wi-fi, con il sostegno dell’Electricity Company of Ghana (ECG) e della sua rete in fibra ottica. La rete gratuita di connessione a Internet senza filo per gli atenei nazionali è stata inaugurata nei giorni scorsi dal vicepresidente Mahamudu Bawumia. Fa parte di un più vasto progetto di connessione wi-fi per tutte le 722 Senior High Schools, 46 Colleges of Education e 15 istituti universitari pubblici. Le due università mancanti avranno la rete attraverso un altro fornitore, la Northern Electricity Company (Nedco).   All’inaugurazione della rete, presso l’Istituto di giornalismo di Accra, Bawumia ha ricordato che quando il governo ha lanciato il progetto di wi-fi a scuola, nessuno avrebbe potuto prevedere che l’insegnamento a distanza con nuove tecnologie sarebbe stato così centrale, come conseguenza della pandemia di coronavirus. La mossa, ha detto il vicepresidente, ha aiutato gli istituti del Ghana a preparare gli studenti a entrare nella quarta rivoluzione industriale. [CC]
  • Mali Free

    In funzione il parco solare di Kita

    MALI – È operativo il parco solare di Kita, nell’ovest del Mali, a 180 chilometri dalla capitale, Bamako. L’installazione è in grado di fornire 50 megawatt di energia e di alimentare 120.000 famiglie. L’elettricità prodotta è venduta alla Electricité du Mali (EDM) per 30 anni. La centrale solare è estesa su 100 ettari di terreno ed è composta da 187.000 pannelli solari. Il progetto è stato sviluppato dalla società francese Akuo Energy, sulla base di un modello build-own-operate & transfer (Boot), una forma specifica di partenarito pubblico-privato. La Akuo Kita Solar (AKS), compagnia creata ad hoc, è titolare del contratto di compravendita. L’investimento necessario per la realizzazione del progetto è stato di circa 80 milioni di euro, finanziati da Akuo ed i suoi partner : la Banca dell’Africa Occidentale per lo sviluppo, Emerging Africa Infrastructure Fund di  Investec Asset Management, Netherlands Development Finance Corporation, la Banca per lo sviluppo agricolo del Mali, Green Africa Power (GAP) e GuarantCo. Pash Global, investitore nelle energie ‘pulite’, ha acquisito il 49,9% delle quote del progetto a gennaio del 2020. [CC]
  • Mali Free

    Con Tamat al via progetto ‘Baara Ni Yiriwa, Lavoro e...

    MALI - Tutto pronto per l’avvio del progetto di cooperazione ‘Baara Ni Yiriwa’ (Lavoro e sviluppo) in Mali. Il direttore generale di Tamt, Piero Sunzini, accompagnato dalla responsabile del progetto Denisa Savulescu, ha tenuto in Mali una serie di incontri propedeutici all’avvio.  La delegazione ha avuto la possibilità di incontrare il cardinale Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako, con il quale è stato consolidato un proficuo percorso di collaborazione, e i responsabili locali di Caritas Mali e della ong Le Tonus con i quali sono stati definiti aspetti operativi finalizzati alla gestione locale del progetto. ‘Baara Ni Yiriwa’ è un progetto della durata di 36 mesi che che si svolgerà nella regione di Koulikoro, Cercle de Kati, in 4 villaggi dei comuni di Yélékebougou e Kambila e che prosegue lungo il solco del progetto europeo AwartMali coordinato da Tamat e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea (Amif); il progetto non solo continuerà a sensibilizzare e informare a livello locale sui rischi della migrazione, ma risponderà concretamente ai bisogni di creazione d’opportunità, chiaramente espressi dalle popolazioni locali nel corso della campagna di sensibilizzazione, attraverso formazione e lavoro in campo agricolo e nel settore dell’artigianato. ‘Baara Ni Yiriwa – Lavoro e Sviluppo in Mali’ è un progetto coordinato da Tamat, finanziato dal Ministero dell’Interno italiano (Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione), in collaborazione con Fondazione Ismu, il Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale (Cesi) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Haut Conseil des Maliens des Maliens à l’Extérieur – Italie (H.C.M.E Italie), Le Tonus ong (Mali) e Caritas Mali. [CO]
  • Nigeria Free

    Premio per la libertà di stampa all’editore del...

    NIGERIA – Co-fondatore, direttore ed editore del Premium Times, Dapo Olorunyomi è uno dei quattro vincitori del premio internazionale per la libertà di stampa (International Press Freedom Award) del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) con sede a New York. La cerimonia di premiazione si è svolta pochi giorni fa in forma virtuale. «Che si occupino di coprire la pandemia o proteste, ovunque i giornalisti sono sotto attacco. La verità che cercano di portarci è sotto attacco», ha  detto l’attrice Meryl Streep, presentando la premiazione. Dapo Olorunyomi guida uno dei più attendibili giornali nigeriani e uno dei più noti per il giornalismo investigativo in Africa, scrive il Cpj. Per anni Olorunyomi è stato sottoposto a pressioni, fino all’arresto nel 2017, insieme a un reporter, per un’inchiesta che il giornale stava conducendo su un alto ufficiale militare. Per aver denunciato, agli inizi della sua carriera, la dittatura di Sani Abacha, anche attraverso la pubblicazione clandestina The News, Olorunyomi fu minacciato di morte e costretto a nascondersi, nel 1995. Nel 1996, la Cpj e Amnesty International aiutarono a organizzare la sua fuga in esilio negli Stati Uniti. Tra i vari traguardi della sua carriera, Olorunyomi ha fondato il Wole Soyinka Centre for Investigative Journalism a Lagos, e ha co-fondato il Premium Times Centre for Investigative Journalism. È  consigliere delle organizzazioni Africa Check e International Consortium of Investigative Journalism. Il premio per la libertà di stampa 2020 è anche stato conferito a Mohamed Mosaed, giornalista iraniano, alla corrispondente russa Svetlana Prokopyeva e a Shahidul Alam del Bangladesh. [CC]
  • Niger Free

    Presidenziali, saranno 30 i candidati

    NIGER – In trenta sono stati ritenuti idonei dalla Corte costituzionale a concorrere per l’elezione presidenziale nigerina del 27 dicembre prossimo. Undici richieste di candidature sono state respinte dall’organo supremo. Tra queste, spicca quella di Hama Amadou, del partito Moden, arrivato secondo alle elezioni del 2016 vinte da Mahamadou Issoufou. Il principale oppositore è dal 2017 al centro di una vicenda giudiziaria di traffico di neonati, vicenda che l’esponente politico e i suoi sostenitori hanno sempre ritenuta politicamente motivata per escluderlo dalla corsa alle elezioni. In questo contesto, concorre come favorito il delfino di Issoufou, l’ex ministro dell’Interno e degli Esteri Mohamed Bazoum, 60 anni, figura di primo piano del Partito nigerino per la democrazia e il socialismo (Pnds). Nella corsa alla poltrona presidenziale si è qualificato Salou Djibo, 55 anni, leader del golpe militare del 18 febbraio 2010 contro il presidente Mamadou Tandja. Nel 2011 rese il potere al presidente eletto Issoufou. Il generale in pensione si candida con il partito Pace, giustizia, progresso (Pjp). Per la terza volta si candida Seini Oumarou, già alto rappresentante del capo dello Stato e primo ministro tra il 2007 e il 2009. In lizza c’è anche l’ex presidente Mahmane Ousmane, eletto nel 1993 alle prime elezioni democratiche, ma rovesciato da un golpe a gennaio 1996. Al voto - che è monitorato e organizzato dalla Commissione elettorale nazionale indipendente - saranno chiamati circa 7,5 milioni di cittadini; la campagna elettorale si aprirà il 5 dicembre per chiudersi il successivo 25 dicembre. [CC]
  • Costa Avorio Free

    Gli USA investono nella competitività della filiera...

    COSTA D’AVORIO - Esportare tra 5000 e 8000 tonnellate di anacardi negli Stati Uniti nel 2021 per un valore stimato tra i 22 e i 35 milioni di dollari: questo il risultato atteso dall’avvio del Progetto USDA West Africa Pro-Cashew Project, finanziato dal Dipartimento dell’Agricoltura americano con un investimento di 23 milioni di dollari per un periodo di cinque anni, a destinazione di cinque paesi dell’Africa Occidentale: Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Burkina Faso e Benin. “Questa iniziativa è in linea con l’obiettivo della Costa d’Avorio di trasformare la metà della propria produzione di anacardi entro il 2024”, si è rallegrato Kobenan Kouassi Adjoumani, ministro dell’Agricoltura della Costa d’Avorio, che ospiterà la sede regionale di Pro-Cashew, il cui lancio è stato inaugurato la scorsa settimana. Durante la cerimonia, l’ambasciatore americano in Costa d’Avorio,  Richard K. Bell, ha ricordato che il progetto parteciperà alla professionalizzazione e alla modernizzazione della filiera anacardi, consentendo di migliorare le condizioni di vita di tutti gli attori della catena. Pro-Cashew è già operativo in tre dei paesi beneficiari dell’iniziativa e lo sarà presto anche in Burkina Faso e in Benin, precisano i responsabili locali del progetto. La Costa d’Avorio è il quinto produttore mondiale di anacardi, mentre le importazioni di questa noce hanno registrato negli Stati Uniti un aumento del quasi 30% nei primi otto mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo nel 2019, per un totale di 126.509 tonnellate. [CN]