Africa

Due giorni online di business forum tra Turchia e Africa

AFRICA – Una due giorni online per approfondire le relazioni economiche e commerciali tra Turchia e Africa avrà luogo giovedì 8 e venerdì 9 ottobre.

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    Esportazioni record di karitè

    AFRICA – Esportazioni record di karitè dall'Africa occidentale. Nonostante i rallentamenti subiti negli ultimi mesi, a causa del Covid-19, l'Africa occidentale ha esportato 500.000 tonnellate di karité tra agosto 2019 e luglio 2020. Lo rivelano le statistiche raccolte dai ricercatori della rete N'kalo. In cinque anni, le spedizioni di shea africano sono quasi raddoppiate. L'Europa, dove questo vegetale viene sempre più utilizzato al posto del burro di cacao o dell’olio di palma nell’industria dolciaria, assorbe l'80% delle esportazioni dell'Africa occidentale. Il Ghana è diventato il principale esportatore africano. Il Paese ha raddoppiato tra il 2019 e il 2020 le sue vendite all'estero rispetto all’anno precedente. Al secondo posto, nella regione dell’Africa occidentale, si colloca il Burkina Faso, con il 25%. In terza posizione il Benin che con le sue esportazioni, attraverso Cotonou, precede la Costa d'Avorio. Lo scorso settembre è stato inaugurato a Tema, in Ghana, il più grande stabilimento di trasformazione di burro di karitè d’Africa. Nel 2019, si stimava che il commercio del karitè nel Paese generasse 200 milioni di dollari all’anno. [VGM]
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    MSC premiato come “Best Shipping Line: Asia-Africa”

    AFRICA – La compagnia di navigazione svizzera Mediterranean Shipping Company (MSC) è stata premiata, per il secondo anno consecutivo, come “Best Shipping Line: Asia-Africa” ​​agli Asian Freight, Logistics and Supply Chain Awards 2020. Il premio attesta le performance nel settore del gruppo MSC che sulle rotte tra Asia-Africa opera con tre servizi diretti (Petra, Ingwe e Africa Express) ed è anche l'unico vettore che svolge in maniera autonoma questi collegamenti. Questo è un “mercato stimolante e dinamico”, ha dichiarato MSC, “in Africa Occidentale abbiamo schierato le navi di maggiori dimensioni grazie alla presenza dei terminal più grandi ed efficienti con un capillare network di servizi feeder. In Sudafrica, la compagnia ha un forte assetto interno e l'Africa orientale sta mostrando una buona crescita”. [VGM]
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    Codeway: Agenda 2030 e Accordo di Parigi i pilastri...

    AFRICA - “Per la prima volta in vent’anni, la crisi innescata dalla pandemia ha portato a un aumento delle persone in stato di povertà assoluta - +71 milioni rispetto all’inizio del 2020 -, e un ulteriore incremento del numero di persone esposte a insicurezza alimentare”: lo ha detto ieri la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re intervenendo a Codeway - Cooperation and Development Expo.  Ci troviamo di fronte a una “crisi multi-dimensionale senza precedenti” ha detto la vice ministra  che “ha messo a nudo le vulnerabilità dei nostri modelli di sviluppo”.  In primo luogo, bisogna sconfiggere il virus con gli strumenti messi a disposizione dalla scienza, ha detto ancora Del Re: “Saranno poi necessari strumenti innovativi per finanziare la ripresa e lo sviluppo, trovando un equilibrio complessivo tra politiche fiscali, economiche e sociali” e incoraggiando la collaborazione tra “governi, privati e organismi della società civile”. I pilastri di qualunque intervento, ha concluso Del Re restano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che costituiscono “la cornice universale di riferimento per quello che chiamiamo la 'migliore ripresa', il 'recover better', di cui si parla molto nel quadro delle Nazioni Unite e in altri fori internazionali”. [CO]
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    Internazionalizzazione sostenibile: prospettive e...

    AFRICA - L’Italia, con la legge 125/2014 sulla cooperazione, favorisce, tra l’altro, il supporto finanziario di progetti di cooperazione proposti da imprese profit, inoltre con i recenti accentramenti in capo al Maeci sia degli strumenti per la promozione che di quelli per la cooperazione internazionale, sta stimolando l’evoluzione degli approcci ai mercati esteri verso una nuova combinazione tra internazionalizzazione e cooperazione sostenibile allo sviluppo.  Anche le grandi istituzioni finanziarie mondiali spingono il sistema produttivo globale verso i principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anticipando che in futuro l’erogazione di parte dei finanziamenti sarà subordinata al rispetto di tali principi coerentemente con gli obiettivi del millennio dell’Agenda 2030.  L’Africa rappresenta per l’Italia sia una grande opportunità per lo sviluppo dei rapporti commerciali che un formidabile laboratorio per la modellizzazione di approcci partecipati in grado di cogliere il doppio obiettivo di creare opportunità di business per le imprese italiane e contribuire alla crescita strutturale dei sistemi economici locali, sviluppando anche cultura imprenditoriale e competenze tecniche. Quindi, imprese, aggregazione di imprese, università, sistema finanziario, uniti in progetti di sviluppo locale finalizzati alla organizzazione e gestione di iniziative mirate al trasferimento di soluzioni tecnologiche integrate per affrontare le problematiche legate, per esempio, anche al cambiamento climatico.  Quest’ultimo genera infatti nuove necessità di interventi complessi e combinati che riguardano la lotta alla desertificazione, l’efficientamento della gestione idrica, il potenziamento del ricorso alle energie rinnovabili, gli interventi sulla riorganizzazione agronomica delle produzioni.  In questi ambiti l’Italia può giocare la sua parte. Le eccellenze tecnologiche italiane e le straordinarie esperienze maturate in questi ambiti costituiscono certamente un fattore di competitività rilevante che, per poter essere espresso con tutta la sua efficacia, presuppone una capacità di risposta sistemica in grado di proporre soluzioni integrate e sostenibili nel tempo.    [Questo articolo è stato firmato da Enzo Faloci sul numero di novembre di Africa e Affari. Esperto di internazionalizzazione del settore profit e progetti di cooperazione internazionale, in 25 anni di attività Faloci ha gestito e coordinato progetti di promozione e di assistenza tecnica in oltre 45 Paesi. Attualmente è direttore di Umbria Export Scarl]
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    Internazionalizzazione sostenibile: prospettive e...

    AFRICA - Il tentativo di accostare due termini complessi e articolati come quelli di internazionalizzazione e sostenibilità del business può essere per certi versi azzardato, ma senza dubbio intercetta e descrive un processo inesorabile e quanto mai attuale.  Non è più il tempo, infatti, di considerare i mercati esteri solo come destinazioni di prodotti o, magari, come opportunità per lo sfruttamento dei differenziali dei costi produttivi e di sistema. Non solo export, quindi, ma internazionalizzazione combinata con la cooperazione allo sviluppo sostenibile, soprattutto in alcune aree del pianeta, come l’Africa.  Le imprese in grado di proporre prodotti e servizi sostenibili saranno maggiormente competitive a livello globale soprattutto nel contesto dei mercati emergenti dove, sempre di più, saranno richieste collaborazioni commerciali e industriali internazionali in grado anche di trasferire modelli organizzativi e processi produttivi ispirati alla sostenibilità ambientale e sociale.  Le coscienze mondiali hanno un’attenzione crescente verso queste tematiche e le nuove generazioni, che fra qualche anno esprimeranno la domanda a livello globale, tendenzialmente sembrano dimostrarsi sempre più sensibili ai temi della sostenibilità e quindi a un business inclusivo capace di contribuire anche a un processo di redistribuzione globale della ricchezza e alla conseguente crescita di aree geo-economiche che rappresenteranno mercati strategici con cui il nostro Paese potrà collaborare. Saranno inoltre i progetti di sistema che combineranno e proporranno soluzioni articolate e integrate a problemi e necessità complesse di sviluppo ad avere maggior capacità di penetrazione e a essere in grado di creare opportunità economiche per le imprese che avranno maturato questa modalità di approccio. [SEGUE]
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    Start-up e Pmi innovative nel Mediterraneo, inaugurato...

    Investmed – Start-up innovative e sostenibili nel Mediterraneo, è il nome del nuovo progetto co-finanziato dall’Unione Europea dedicato alle eccellenze imprenditoriali di sei Paesi dell’area euro-mediterranea e inaugurato ufficialmente dalla Presidente di Businessmed, Barbara Beltrame Giacomello. Beneficiarie dell’iniziativa promossa da Business med e da un consorzio di 13 partner provenienti da Egitto, Grecia, Italia, Libano, Spagna e Tunisia sono start-up innovative mediterranee.  “E nostro dovere supportare i giovani imprenditori ad accedere ai mercati internazionali e generare nuove opportunità di crescita economica e nuovi posti di lavoro nell’area euro-mediterranea”  ha detto Beltrame Giacomello. “Dobbiamo guardare al futuro - ha aggiunto - e ciò che ci aspetta sarà ancora più impegnativo poiché continueremo a promuovere la diversità di genere dando ampio spazio alle donne imprenditrici perché possano costruire il business del futuro, progetti resilienti, sostenibili e innovativi. L’uguaglianza di genere è un prerequisito fondamentale per lo sviluppo economico e Investmed permetterà di rivisitare il nesso tra imprenditorialità e sostenibilità per il viaggio imprenditoriale dei giovani del Mediterraneo”. Tra i risultati attesi del progetto, sottolinea una nota, 315 giovani laureati, imprenditori, aspiranti imprenditori e start-up guidate da giovani donne imprenditrici beneficeranno di un programma di formazione ad hoc che permetterà lo sviluppo di 42 nuove idee imprenditoriali, 40 nuovi contratti di lavoro firmati e il lancio di 30 nuovi prodotti e servizi. Investmed permetterà altresì la formazione di 10 dipendenti delle autorità pubbliche dei Paesi del Mediterraneo che orienteranno le imprese recentemente create alla tutela dei diritti della protezione intellettuale. [CO]