Africa

Il parere dell’esperto, con l’Africa verso un futuro sostenibile

AFRICA – Gli ultimi mesi ci hanno costretto a riflettere su alcune delle principali sfide che, oggi, siamo chiamati ad affrontare: crisi climatica, recessione economica, efficienza dei sistemi sanitari. Tutte queste questioni, in un modo o nell’altro, hanno un unico comune denominatore: l’energia. 

Tutti i settori economici, sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli avanzati, fanno affidamento sull’energia, la cui assenza rallenta inevitabilmente la crescita: questa correlazione è particolarmente evidente osservando il caso africano, dove l’inaffidabilità dell’approvvigionamento elettrico, caratterizzato da frequenti blackout e cali di tensione, costa all’economia del continente il 2% del pil ogni anno.

Gli eccezionali progressi compiuti dall’Africa negli ultimi anni spingono comunque a guardare al suo futuro con grande ottimismo: la crescita socioeconomica molto positiva dell’ultimo decennio, particolarmente dinamica in termini di urbanizzazione e trasformazione digitale, ha portato a parlare addirittura di “secolo africano”. Tuttavia, quasi il 70% della popolazione vive ancora senza accesso all’energia, non solo nelle zone rurali ma anche nelle grandi città. Questa condizione non solo ostacola la crescita economica, ma impedisce il pieno sviluppo sociale di 600 milioni di persone. L’assenza di accesso all’elettricità equivale alla negazione di un diritto umano: senza energia, soprattutto nelle aree metropolitane sempre più popolose, è inevitabilmente negato anche l’accesso all’acqua corrente, alla sanità e all’educazione.

La notizia positiva è che l’Africa ha le credenziali per soddisfare le sue crescenti esigenze: il continente, infatti, è estremamente ricco di risorse energetiche rinnovabili, riconosciute come le tecnologie più economiche e rapide da installare. Quella meno positiva è che, nonostante ciò, l’Africa conta solo il 2% delle energie rinnovabili installate nell’ultimo decennio a livello mondiale. Programmi di supporto dedicati darebbero senza dubbio lo slancio necessario agli investimenti internazionali.

Sfruttare il potenziale di energie rinnovabili – competitive, facilmente gestibili e adatte a tutti i Paesi africani – risulta fondamentale e strategico per garantire un processo di sviluppo sostenibile in Africa, soprattutto nel contesto attuale: anche se l’impatto di covid-19 è stato inferiore rispetto ad altri continenti, la pandemia sta colpendo pesantemente le economie africane, tanto che ci si aspetta che il tasso di crescita del pil continentale cali dal 3,2% allo 0%. Per garantire un flusso continuo di elettricità e, quindi, avere una opportunità di ripresa economica, il coinvolgimento del settore privato è necessario (oltre che atteso da tempo), dato che le finanze pubbliche da sole non sono in grado di fornire gli investimenti necessari. L’apertura dei mercati agli investitori internazionali potrà fornire i mezzi necessari, ma richiederà anche uno sforzo comune per lo sviluppo di strumenti e strategie uniche ed efficaci che rendano i mercati africani un’opzione allettante per gli investitori internazionali. L’Africa ha bisogno di un approccio cooperativo e il rapporto che immaginiamo è proprio quello della cooperazione: Africa ed Europa come partner, come delineato dalla strategia dell’Unione Europea con l’Africa.

L’Africa si trova di fronte un’opportunità unica. Non ha senso puntare sui fossili, spendendo di più e aggravando la catastrofe climatica, per poi trovarci tra qualche decennio a parlare di transizione alle energie pulite: il continente può, fin da ora, garantire l’accesso all’energia alla sua popolazione in modo sostenibile e non inquinante. Ma dobbiamo anche affrontare, e farlo con serietà, un altro tema. La questione primaria è lo sviluppo dell’Africa, e garantire l’accesso all’energia è un mezzo per migliorare la vita a milioni di persone. C’è chi propone che, dato il suo potenziale, l’Africa diventi la “centrale energetica” del mondo; un giorno, forse. Ciò su cui dobbiamo concentrarci ora è fornire elettricità alle popolazioni africane, prima ancora di considerare l’idea di importarla in Europa: pensare diversamente è sbagliato e inaccettabile. L’enorme potenziale del continente deve essere dedicato al miglioramento delle condizioni di vita del popolo africano nella sua ricerca verso un futuro sostenibile e dignitoso. Per questo, ancora una volta, diciamo: energia verde, in Africa, con l’Africa, per l’Africa. [di Roberto Vigotti, segretario generale di RES4Africa Foundation – Questo articolo è stato pubblicato sul numero 8/2020 del mensile Africa e Affari]

 

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    Cooperazione, per VM Sereni "Africa non sia tagliata...

    AFRICA “Per sostenere la pace e la stabilità in Africa, l’Italia è pienamente impegnata, insieme ai governi del continente che condividono tale obiettivo, ad affrontare sfide comuni come la lotta al terrorismo, all’immigrazione illegale e alla criminalità organizzata transnazionale”: lo ha dichiarato all’evento promosso dall’OCSE “Africa’s development dynamics 2021: Digital transformation for quality jobs” la vice-ministra degli Esteri Marina Sereni.

    A darne notizia è stata la Farnesina, precisando che la vice-ministra ha inoltre aggiunto: “Per quanto riguarda invece lo sforzo per contenere gli effetti economico-finanziari accelerati o dalla crisi pandemica, l’Italia rientra tra i principali sponsor dell’Iniziativa di sospensione del debito del G20 a favore dei Paesi più bisognosi di assistenza”.

    “Il nostro Paese - ha proseguito Sereni - è anche uno dei principali sostenitori dell’alleanza internazionale sui vaccini. Siamo impegnati a garantire la fornitura di vaccini in 92 Paesi a basso reddito, principalmente in Africa. Sappiamo che non è abbastanza e che ancora molto è necessario, ma stiamo facendo il possibile”.

    “La pandemia ha messo in luce - ha detto ancora la Vice Ministra - che ‘l’interdipendenza globale’ non è solo uno slogan ma una realtà. L’Europa, per prosperare in un’economia digitalizzata, ha bisogno di vicini e partner commerciali digitalizzati, a cominciare dall’Africa. È dunque di fondamentale importanza prevenire il pericolo, con il rischio che si creino ulteriori disuguaglianze, che questo continente sia tagliato fuori dai processi di sviluppo tecnologico che, specie con l’attuale pandemia, stanno registrando una forte accelerazione. Per questo motivo la Presidenza italiana del G20 ha inserito nell’agenda anche il tema degli investimenti sul rafforzamento delle infrastrutture, digitali e non, a livello globale.

    Connesso al tema della digitalizzazione vi è quello dell’educazione, sulla quale la Cooperazione Italiana mantiene un focus specifico e prioritario, poiché l’istruzione è il principale fattore di sviluppo, permettendo ai giovani di acquisire maggiore consapevolezza e crescenti livelli di conoscenza che possono aprire più facilmente la strada per il loro futuro. Durante la pandemia scuola e istruzione, soprattutto nei Paesi più poveri, hanno sofferto profondamente. Per questo - ha concluso Sereni - la nostra Cooperazione è profondamente impegnata nel realizzare progetti in tanti Paesi africani che abbiano appunto al centro l’educazione, la formazione e la digitalizzazione”.

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    Conferenza ICE su sostenibilità in Africa: un...

    AFRICA - È stata seguita da una cinquantina di aziende la seconda conferenza organizzata lo scorso 8 giugno dall’Agenzia ICE, in collaborazione con Confindustria Assafrica&Mediterraneo e SACE, e dedicata al business sostenibile in Africa, dopo quella del 18 maggio sulla nuova Area africana continentale di libero commercio (AfCfta).

    In apertura dei lavori dell’evento, Tatiana Marzi dell’Agenzia ICE, ha indicato che quegli incontri rientrano nella scia del percorso formativo dell’Africa Business Lab (Abl), iniziato lo scorso anno e il cui obiettivo è di fornire strumenti, informazioni e competenze alle aziende interessate ad approcciare il mercato sotto esplorato - ma di grandi opportunità - dell’Africa. Durante il saluto introduttivo, l’avv. Ruggero Aricò, vicepresidente di Confindustria Assafrica&Mediterraneo, ha ricordato l’Agenda 2063 adottato dall’Unione Africana in quanto impegno per uno sviluppo sostenibile e una transizione energetica del continente nel rispetto degli sforzi globali volti a mitigare i cambiamenti climatici e attraverso il quale la sostenibilità può diventare un’opportunità di business per le imprese italiane. Moderatore all’incontro, Massimo Zaurrini, direttore del mensile economico Africa e Affari, ha osservato quanto il criterio di sostenibilità fosse sempre più discrimine per l’accesso ai finanziamenti ma anche agli appalti stessi nel continente, evidenziando a riguardo la forte impronta del settore privato locale in materia di innovazione.

    Durante il suo intervento, Andrea Nannicini di SACE ha spiegato come il Decreto legislativo Semplificazione ha fatto dell’istituto l’attuatore del Green New Deal italiano, con l’obiettivo di supportare le aziende a divenire dei campioni della green economy. Tracciando il quadro della situazione energetica e normativa in Sudafrica, la direttrice dell’ufficio ICE a Johannesburg, Antonella Marucci, ha evidenziato l’ampio spazio esistente nel paese africano per gli operatori delle rinnovabili, con il Piano di emergenza varato dal governo (IRP2019) per l’approvvigionamento complessivo di 3000 MW di energia, di cui oltre 14.000 MW dall’eolico e 6000 MW dal fotovoltaico. Fabio Iannone, della Facolty ICE, ha poi menzionato il Clean Energy Package 2019 dell’Unione Europea che presenta ampie opportunità di sviluppo per le imprese italiane per diffondere il proprio know-how, soprattutto in Africa, dove l’assenza di infrastrutture obsolete potrebbe consentire al continente di passare direttamente a modelli di produzione energetica innovativi - come quello delle comunità energetiche rinnovabili.

    Il direttore di Umbria Export, Enzo Faloci, ha da parte sua sottolineato la necessità di fare coincidere la creazione di modelli di sviluppo inclusivo locali con l’esigenza di fatturato dell’azienda. In  collegamento da Kigali, Claudia Beretta, del Global Green Growth Institute, ha illustrato il caso del Rwanda, dove gli sforzi del governo si concentrano su mobilità sostenibile con veicoli elettrici, incluse nelle zone rurali per il trasporto delle merci agricole, solare e clean cooking con gas naturale, green building, agricoltura sostenibile, agroalimentare, aeroporto, tessile e turismo, nonché packaging. Infine, Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta, ha posto l’accento sulla sfida della sostenibilità che non potrà essere vinta senza l’impegno dell’industria, la tematica ambientale essendo la nuova chiave delle relazioni mondiali.

    I kit formativi elaborati da SACE nell’ambito dell’Africa Business Lab sono disponibili qui.

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    Verso incontri annuali Banca africana di sviluppo

    AFRICA - Si terranno dal 23 al 25 giugno prossimi i consueti incontri annuali della Banca africana di sviluppo (AfDB), che si svolgeranno quest'anno sotto il tema "Building Resilient Economies in Post Covid-19 Africa".

    A comunicarlo è stata la stessa AfDB, ricordando che gli incontri annuali sono il più importante appuntamento dell'istituto finanziario panafricano che vede l'intervento di migliaia tra delegati e partecipanti.

    L'evento, che si svolge in modalità virtuale a distanza, si propone come momento di approfondimento per il punto sui progressi dell'AfDB con i propri azionisti e forniscono un forum unico a rappresentanti di governi, imprese, società civile, gruppi di riflessione, università e media, per discutere questioni chiave riguardanti lo sviluppo in corso dell'Africa.

    Per approfondire il programma e registrarsi per partecipare alle sessioni degli incontri aperte al pubblico, cliccare qui. [MV]

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    Fatou Bensouda lascia la Cpi

    AFRICA - Fine della corsa per Fatou Bensouda. Dopo un mandato di nove anni, la procuratrice della Corte penale internazionale (Cpi), ha passato il testimone al britannico Karim Khan; la giudice gambiana era stata eletta, tra le altre cose, per riconciliare l’Africa con la Corte, ma il bilancio di questi anni racconta più fallimenti che successi e un crescente sospetto da parte del continente. Del mandato di Bensouda, la storia ricorderà senza dubbio il fallimento del suo ufficio sui fascicoli che prendevano di mira i più importanti funzionari africani. In particolare, spiccano le assoluzioni dell’ex vicepresidente della Repubblica Democratica del Congo, Jean-Pierre Bemba, e di Laurent Gbagbo, l’ex presidente della Costa d’Avorio. C’è stato anche il fallimento di casi relativi alle violenze seguite alle elezioni del 2007 in Kenya. Per il presidente keniano, Uhuru Kenyatta, la Corte ha lasciato cadere le accuse. Tra i successi è da menzionare la condanna del signore della guerra congolese, Bosco Ntaganda, processato nel 2019. Soprannominato Terminator, l’ex ribelle è la prima persona ad essere condannata dalla Cpi per il reato di schiavitù sessuale. Bensouda si è recata a inizio giugno nel Darfur, in Sudan, per chiedere la collaborazione delle autorità per eseguire il mandato di cattura per genocidio emesso più di dieci anni fa contro l’ex presidente Omar al-Bashir, deposto nel 2019, per i crimini commessi contro i civili nella regione. Le autorità sudanesi avevano promesso a febbraio dello scorso anno di consegnare al-Bashir alla Corte perché fosse processato. Conclusi con una condanna, falliti o ancora in corso, questi diversi casi, intentati nei confronti di politici di spicco, hanno suscitato la sfiducia degli Stati africani. In molti hanno sospettato che la Corte fosse diventata il braccio giudiziario delle politiche occidentali nel continente. Accuse che Bensouda ha sempre e anche recentemente negato. Per contrastare questi attacchi, la procuratrice ha aperto nuove indagini lontano dall’Africa, di cui almeno tre molto pesanti. La Corte sta ora indagando sui presunti crimini commessi da Israele nei Territori palestinesi occupati, oltre a quelli americani in Afghanistan e quelli russi in Georgia. I tre potenti Stati coinvolti hanno sempre rifiutato la sua giurisdizione. Sebbene queste indagini diano alla Corte una portata globale, nessun mandato di arresto emesso fino ad oggi ha preso di mira sospetti al di fuori del continente africano. Ironia della sorte, proprio mentre Bensouda lascia il suo posto quasi un decennio dopo essere stata eletta, l’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo tornerà domani in patria dopo dieci anni, essendo stato assolto a marzo dalle accuse che gli erano state mosse dall’Icc e nel Paese c’è grande fermento. [TM]
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    Enabling Africa’s green recovery, side-event G20 di...

    AFRICA - La Fondazione Res4Africa, l’organizzazione con sede a Roma impegnata nella promozione delle energie rinnovabili in Africa, sarà organizzatrice il prossimo 30 giugno di uno degli eventi collaterali G20 “Enabling Africa’s green recovery: solutions to scale-up power rinnovabili in Africa”. “Come coalizione dei principali attori europei coinvolti nella catena del valore delle energie rinnovabili – si legge in una nota – la missione di Res4Africa è quella di creare un ambiente favorevole alla transizione energetica dell’Africa, un continente che, nonostante il suo eccezionale potenziale in termini di risorse di energie rinnovabili e domanda energetica, continua a rimanere ai margini della rivoluzione rinnovabile”. L’evento vuole fare luce sulle azioni che devono essere intraprese per garantire una transizione energetica “giusta” per il continente e il ruolo che potrebbero avere gli investimenti privati dei paesi del G20. La discussione sarà l’occasione per individuare difficoltà e barriere, oltre che per evidenziare potenziali soluzioni”.

    L’evento è riservato ai partecipanti G20 e ai partner di RES4Africa. Per saperne di più

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    Release G20, proposta per una conversione del debito

    AFRICA - Release G20, la proposta elaborata da Link2007 per una conversione flessibile, totale o parziale, del debito dei Paesi a basso reddito e di quelli i cui problemi di indebitamento sono aggravati dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia, sarà presentata il prossimo 23 giugno alle ore 10 in un webinar che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della viceministra per la cooperazione allo sviluppo Marina Sereni. Lo si apprende da un comunicato stampa di Link2007. La proposta Release G20 sarà presentata dal presidente di Link2007 Roberto Ridolfi. Nel corso del webinar, che vedrà anche la partecipazione di ministri e sottosegretari di alcuni paesi africani, del corpo diplomatico africano, degli sherpa della presidenza italiana al G20, si svolgerà anche una tavola rotonda partecipata da diverse ambasciate africane. La proposta infatti si concentra in particolare sui paesi del continente africano e suggerisce di sostituire il rimborso del debito destinando in valuta locale i relativi importi ad investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. La Conferenza, promossa dalla rete di Ong LINK 2007 in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà aperta dal Ministro Luigi Di Maio, pochi giorni prima della Conferenza ministeriale Sviluppo del G20 a Matera il 29 Giugno, e conclusa dalla Viceministra per la cooperazione allo sviluppo Marina Sereni. Per potere seguire i lavori e ricevere il programma occorre iscriversi QUI Link2007 è un’organizzazione consortile che riunisce le principali ong italiane che operano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.