Nigeria

Il parere dell’esperto, la sostenibilità come chiave di successo

NIGERIA – A seguito della pandemia da covid-19, il 30 marzo 2020 il governo della Nigeria ha varato il Nigeria Economic Sustainability Plan e ha istituito la Commissione per la sostenibilità economica per affrontare e superare con successo il periodo di crisi che si prospetta nel prossimo futuro. In questo articolo vogliamo quindi proporre un esempio africano di risposta alla pandemia, incentrato – come vedremo – su interventi volti a incentivare le attività domestiche e coerenti rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Gli obiettivi generali del piano possono essere riassunti in cinque punti:

1) stimolare l’economia prevenendo il collasso delle imprese e garantendo la liquidità necessaria;

2) mantenere e creare posti di lavoro utilizzando modelli ad alta intensità di manodopera in aree chiave come agricoltura, infrastrutture ed edilizia abitativa;

3) realizzare investimenti in strade, ponti, energia solare e tecnologie di comunicazione;

4) promuovere la manifattura e la produzione locale a tutti i livelli e sostenere l’uso di beni e servizi Made in Nigeria, per creare opportunità di lavoro locale, raggiungere l’autosufficienza in settori critici dell’economia e frenare la domanda di valuta estera, che potrebbe esercitare pressioni sul tasso di cambio; 

5) estendere la protezione ai più poveri e ad altri gruppi di persone vulnerabili – comprese donne e persone con disabilità – attraverso una spesa a favore dei poveri.

Il piano si basa su tre pilastri: il primo, Misure di settore reali, consiste nella creazione di posti di lavoro in agricoltura e trasformazione agroalimentare, sicurezza, edilizia abitativa, energie rinnovabili, infrastrutture, manifattura ed economia digitale. L’obiettivo è proteggere le micro, piccole e medie imprese ed estendere la capacità produttiva locale, favorendo opportunità di innovazione. Il secondo pilastro, Misure fiscali e monetarie, individua i passaggi per massimizzare le entrate del governo, ottimizzare la spesa e sancire un regime di prudenza nel raggiungimento dell’efficienza del rapporto entrate e spese. L’obiettivo principale è mantenere l’economia attiva attraverso interventi normativi attentamente calibrati volti a ridurre i rischi ambientali, stimolare fonti esterne di finanziamento, razionalizzare le obbligazioni di debito esistenti e spingere gli investimenti in settori strategici colpiti dalla pandemia. Il terzo pilastro è L’attuazione, chiave del successo del piano. Ogni ministro sarà responsabile della supervisione dei piani di competenza dei propri ministeri, attraverso il Comitato ministeriale di attuazione presieduto dal ministro. Il Comitato avrà il compito di garantire la sinergia tra le parti interessate, in particolare il settore pubblico e quello privato. I comitati devono inoltre guidare l’esecuzione di progetti specifici, coordinare l’intera catena del valore settoriale e garantire la realizzazione dei progetti.

Le principali linee di intervento presentate dai vari ministeri si snodano quindi lungo i settori agricolo, infrastrutturale, edilizio ed energetico, e prevedono anche azioni trasversali.

Un programma agricolo di massa. È considerato il “punto forte” della reazione governativa alla crisi da covid. Il programma dovrebbe portare tra 20.000 e 100.000 ettari di nuovi terreni agricoli coltivati ​​in ogni Stato della Nigeria. Esigenza fondamentale è creare opportunità di lavoro e sostentamento alimentare alla popolazione. Un numero significativo di nigeriani sarà incentivato ​​a dedicarsi all’agricoltura e alla trasformazione dei prodotti.

Grandi opere pubbliche e costruzioni stradali. Il programma è incentrato sulla realizzazione di arterie principali e strade rurali. Poiché il Paese non può permettersi di continuare a importare bitume per la costruzione di strade, verranno utilizzati materiali disponibili localmente, come cemento e granito. Il programma prevede l’assunzione di un numero significativo di lavoratori.

Programma di alloggi di massa. In base alle stime governative, i nuovi cantieri forniranno fino a 300.000 case all’anno, coinvolgendo giovani professionisti e artigiani, che avranno in tal modo la possibilità di costituire piccole e medie imprese nel settore delle costruzioni.

Installazione di sistemi solari domestici. Il progetto Solar Home Systems dovrebbe portare beneficio fino a cinque milioni di famiglie, attualmente non connesse alla rete nazionale. I produttori di pannelli solari saranno impegnati a realizzare impianti di produzione in Nigeria, offrendo così opportunità di lavoro aggiuntive. Inoltre, le attività di installazione e manutenzione creeranno altri posti di lavoro.

Nel piano governativo, un’attenzione particolare viene data, come si accennava, al settore agricolo, che dovrà garantire cibo per tutti. Le iniziative collegate copriranno un periodo di dodici mesi e puntano a espandere la produzione esistente e stimolare la creazione di nuove aziende in partnership con il governo, il settore privato e i cittadini. L’aumento della terra coltivata, grazie alle migliaia di ettari di terreno messi a disposizione dai governi statali, dovrebbe portare cinque milioni di nuovi posti di lavoro. L’ampio ventaglio di interventi previsti interesserà l’intera catena del valore agricolo “dalla fattoria alla tavola”, per così dire: i piccoli coltivatori saranno supportati direttamente o tramite schemi di crescita con servizi e azioni di sostegno come disboscamento, aratura, fornitura di semi, piantine, fertilizzanti, pesticidi e servizi di stoccaggio per mitigare le perdite post raccolta. Gli agricoltori potranno inoltre usufruire di un sistema di finanziamenti a basso tasso di interesse. La maggior parte della produzione sarà acquistata da cooperative di privati o da operatori impegnati nella trasformazione agricola, inoltre, qualsiasi prodotto invenduto sarà acquistato a un prezzo di riserva dalle agenzie competenti per conto del governo federale. Sono previste, infine, anche opere infrastrutturali: nelle aree rurali saranno costruite infatti nuove strade, per facilitare le comunicazioni e l’accesso alle fattorie. 

Sembra quindi che il piano sia proteso al raggiungimento di diversi obiettivi sostenibili: riduzione della povertà (1), riduzione della fame (2), energia pulita (7), lavoro dignitoso e crescita economica (8), industria, innovazione e infrastrutture (9), città e comunità sostenibili (11), consumo e produzione responsabili (12), partenariato per lo sviluppo sostenibile (17). [di Alessandro Moretti, Andersen Tax & Legal]

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