Etiopia

Economia in crescita del 6,1%, nonostante il covid

ETIOPIA – Il prodotto interno lordo etiope è cresciuto nell’anno fiscale 2019/2020 terminato lo scorso luglio del 6,1%.

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    Prestito di 120 milioni di dollari per diga...

    TANZANIA - Un prestito di 120 milioni di dollari è stato approvato dal consiglio di amministrazione della Banca africana di sviluppo (AfDB) per finanziare l’implementazione del progetto idroelettrico di Malagarasi in Tanzania. Adesina Akinwumi, presidente della banca, ha sottolineato che l’approvazione del finanziamento “è un riflesso dell’impegno della Banca ad assistere il governo del Paese dell’Africa orientale a accelerare la sua transizione verso una crescita più inclusiva e sostenibile attraverso la produzione di elettricità pulita, affidabile e conveniente”. Il costo complessivo del progetto è stimato in 144,14 milioni di dollari e, sebbene la maggior parte dei finanziamenti proverrà dall’AfDB, altri 20 milioni di dollari saranno forniti dall’Africa Growing Together Fund, un fondo di cofinanziamento con risorse dal governo della Cina e che è amministrato dall’AfDB. Il governo della Tanzania fornirà i restanti 4,14 milioni di dollari. Il progetto Malagarasi Hydropower consiste nella costruzione di un impianto idroelettrico ad acqua fluente e di una linea di trasmissione da 132 kV di 54 km di lunghezza che si collegherà alla rete nazionale della Tanzania. Consiste anche nell’espansione di una rete di distribuzione che include l’elettrificazione rurale e le connessioni dell’ultimo miglio. E’ prevista anche la creazione di 700 posti di lavoro. [MS]
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    Agricoltura, obiettivo azzerare le perdite post...

    TANZANIA – L’obiettivo di ridurre a zero la percentuale di perdite post-raccolto, che si colloca attualmente tra il 30 e il 40%, è stato annunciato dal ministero dell’Agricoltura, attraverso il segretario permanente Gerald Kusaya. «Dobbiamo avere il controllo totale delle perdite», ha detto il responsabile, in occasione di un evento per il V anniversario del Malembo Farm agricultural consultant, un’organizzazione che si occupa di consulenze e di investimenti. Kusaya ritiene che il settore privato debba essere coinvolto maggiormente e che sia necessario adoperare migliori pratiche di coltivazione, di raccolto e di conservazione. Il rappresentante del ministero ha anche auspicato un maggiore coinvolgimento dei giovani. Lucas Malembo, della Malembo Consultat, ha ricordato che la Tanzania ha ancora 44 milioni di ettari di terre arabili disponibili pe la coltivazione. [CC]
  • Tanzania Free

    Fondi AfDB per progetto idroelettrico

    TANZANIA - La Banca africana di sviluppo (AfDB) ha approvato un prestito di 120 milioni di dollari a favore della costruzione di un progetto idroelettrico con capacità di generazione di 50 megawatt sul fiume Malagasi, nella regione di Kigoma in Tanzania.

    A darne notizia sono i media specializzati, dai quali si apprende che il progetto di Malagasi ha diverse componenti: un impianto idroelettrico cosiddetto run-of-the-river (ad acqua corrente), una linea di trasmissione lunga 54 chilometri a 132 kV per il collegamento alla rete elettrica nazionale, un'espansione della rete di distribuzione che include iniziative di elettrificazione rurale e connessioni dell'ultimo miglio, il supporto alla gestione dei progetti e all'amministrazione dei contratti, nonché il risarcimento e il reinsediamento delle persone che risiedono nelle aree interessate dal progetto.

    Il costo complessivo del progetto è stimato in 144,14 milioni di dollari, la cui parte restante sarà garantita da un prestito concesso dalla Cina e da un cofinanziamento del governo della Tanzania.

    Secondo le stime, la produzione media annua prevista della centrale idroelettrica sarà pari a 181 gigawattora, in grado di soddisfare il fabbisogno di elettricità di oltre 130.000 famiglie nella regione di Kigoma, portando in questo modo il tasso di elettrificazione della regione in linea con il resto del Paese. [MV]

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    Al via negoziati con USA per rimozione da elenco Stati...

    SUDAN - Il presidente del Consiglio militare di transizione del Sudan Abdel Fattah al-Burhan ha avviato con il segretario di Stato americano Mike Pompeo i negoziati per disporre la rimozione del Sudan dalla lista degli Stati che sponsorizzano il terrorismo.

    A segnalarlo sono i media regionali, riportando la notizia di una telefonata tra al-Burhan e Pompeo che dovrebbe portare entro le prossime settimane a definire il provvedimento di rimozione del Sudan dall'elenco statunitense dei Paesi che sostengono il terrorismo.

    Lo scorso 23 ottobre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che prevede di rimuovere il Sudan dalla lista degli stati che sponsorizzano il terrorismo. La decisione sarebbe dovuta essere effettiva a partire dal prossimo 11 dicembre. [MV]

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    Il pound sudanese perde valore

    SUDAN - La sterlina sudanese continua a perdere valore contro tutte le principali valute. I cambiavalute del mercato nero hanno rivelato alla stampa locale che domenica 29 novembre un dollaro è stato venduto per 268 sterline contro 266-267 di giovedì; il prezzo di vendita del rial saudita è stato fissato a 71 sterline, il dirham degli Emirati a 72 e l'euro a 315 sterline. I trader hanno attribuito il calo del valore della sterlina alle speculazioni unite al peggioramento della situazione del Covid-19 nel Paese. Uno dei trader ha rivelato cehe importanti organizzazioni si stanno rivolgendo al mercato nero per le loro esigenze, in previsione di possibili crisi causate dalla pandemia. Giovedì   Abdul Rahman Khairy, il ministro dell'Energia e delle Miniere, ha affermato che il calo del valore della valuta sta avendo un effetto negativo sulla politica di razionalizzazione dei sussidi ai carburanti. Ha inoltre sottolineato che prossimamente potrebbe rendersi necessario un aumento del prezzi del carburante. [EC]
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    La bomba a orologeria del debito estero

    AFRICA ORIENTALE - I Paesi dell'Africa orientale rischiano di non riuscire a ripagare il debito estero. Le minori entrate fiscali e di quelle dell'export hanno ridotto le disponibilità di cassa ed espongono le loro economia al rischio insolvenza. La crisi era già in corso prima della pandemia, ma l'arrivo del Covid-19 ha amplificato la vulnerabilità, con rapporti debito estero/Pil superiori al 50%. Gli ultimi dati forniti della Commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite (Uneca) mostrano che, in media, oltre il 10% dei proventi delle esportazioni e del reddito primario viene speso per il rimborso del debito. Ad esempio, il Kenya spende il 22,6% delle sue entrate dalle esportazioni per il rimborso, seguito da Burundi (14%), Ruanda (12,6%) Uganda (12,2%) e Tanzania (8,4%) Questa situazione delicata rischia di peggiorar perché molte nazioni hanno contratto ulteriori debiti per sostenere le loro economie piegate dall'epidemia. In Uganda, per esempio, il Parlamento ha approvato un piano per prendere in prestito 600 milioni di dollari dal Fondo monetario internazionale per colmare le lacune di bilancio. I parlamentari hanno anche approvato una proposta del ministero delle Finanze per prendere in prestito altri 3,2 trilioni di scellini ugandesi sul mercato interno. A giugno, la Banca centrale di Kampala stimava il debito ugandese in 13,11 miliardi di dollari, con il 20% di tutte le entrate pubbliche destinate al rimborso del debito. Si prevede che il debito pubblico salirà al 46% del Pil nell'anno finanziario in corso. [EC]