Ghana

In EgyptAir in pole position per costituzione partnership

GHANA – Sarebbe EgyptAir il vettore scelto per creare una partnership che dovrebbe portare alla costituzione di una nuova compagnia di bandiera. A sostenerlo è un articolo pubblicato da AviationGhana e rilanciato da varie testate locali. 

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Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Burkina FasoGhana Free

    Tre proposte in gara per interconnessione ferroviaria...

    GHANA / BURKINA FASO - Sono tre le proposte in lizza per realizzare il progetto di interconnessione frroviaria tra Ghana e Burkina Faso, i cui lavori dovrebbe cominciare entro la metà del prossimo anno.

    A riportarlo sono i media ghanesi, segnalando che le proposte  sono giunte da Thelo DB, consorzio tra la sudafricana Thelo e la tedesca DB Engineering & Consulting, dal gruppo portoghese Mota-Engil e dal conglomerato tedesco Siemens.

    Secondo il ministro ghanese per lo Sviluppo delle ferrovie, John Peter Amewu, entro luglio i tre proponenti presenteranno le loro offerte tecniche e finanziarie in modo che il procedimento di assegnazione dell'incarico possa procedere speditamente.

    Il progetto di interconnessione ferroviaria ha un valore economico stimato pari a circa 4,7 miliardi di euro, e collegherà la città di Ouagadougou al porto di Tema in Ghana. In Burkina Faso sarà lungo 320 chilometri, 782 in Ghana. 

    L'infrastruttura avrà una capacità di trasporto di passeggeri valutata tra 2 e 3 milioni di persone all'anno, mentre le stime sul trasporto delle merci indicano un potenziale compreso tra sette e 17 milioni di tonnellate all'anno. [MV]

  • Gambia Free

    Al via costruzione per trattamento rifiuti sanitari

    GAMBIA - Il ministro della Salute del Gambia, Ahmadou Lamin Samateh, ha annunciato l’avvio dei lavori di costruzione di un centro per il trattamento dei rifiuti sanitari a Farato, nella regione della costa occidentale. L’impianto sarà dotato del sistema “Ecosteryl 250”, e sarà in in grado di trattare tra 250 e 300 chili di rifiuti clinici all’ora. L’opera è finanziata tramite una sovvenzione di 37 milioni di dollari dalla Banca Mondiale. In Gambia, la gestione dei rifiuti sanitari è una necessità urgente per preservare la salute pubblica, soprattutto in un contesto segnato dalla pandemia Covid 19. Secondo la stampa nazionale, per eliminare questi rifiuti rapidamente e in modo “sano”, il governo del Gambia si è dotato dell’attrezzatura all’avanguardia denominata “Ecosteryl 250”. Secondo l’azienda produttrice, la belga Ecosteryl, il sistema scelto dal Gambia non ha effetti nocivi: “niente acqua, niente vapore, niente odori, niente scarichi, niente radiazioni” è il motto dell’azienda. [GT]
  • GuineaSenegal Free

    Conseguenze economiche della crisi di confine tra...

    GUINEA / SENEGAL - La chiusura del confine tra il Senegal e la Guinea, decisa dal presidente guineano Alpha Condé a settembre dello scorso anno, sta creando problemi economici e logistici a entrambi i Paesi, problemi che durante il mese del Ramadan si stanno acuendo drammaticamente. Tutto quello che i contadini producevano e mettevano in vendita al mercato di Diaobé, facendo affidamento su acquirenti guineani che andavano a rifornirsi lì, adesso devono prendere altre strade. Le difficoltà insorte con la pandemia sono state amplificate dalla chiusura dei confini. Oggi Diaobé è un mercato fantasma, come segnalano anche le organizzazioni sindacali. “Dovremmo andare oltre le questioni politiche” ha detto Assane Ba, segretario generale del sindacato di Diaobé, alla testata Dakaractu. “Vogliamo che la Comunità degli Stati dell’Africa Occidentale intervenga e imponga la riapertura. È molto importante, soprattutto per l’economia informale”. Oggi l’intera regione è colpita da questa crisi di confine. Molte famiglie che si guadagnavano da vivere commerciando in Guinea sono rimaste senza risorse. Alla frontiera di Kalifourou, che segna il passaggio tra i due Paesi, centinaia di camion senegalesi e guineani sono parcheggiati su entrambi i lati della strada, in attesa che qualcosa si sblocchi. Molti giovani che erano attivi nello scambio di valuta tra franco cfa e franco guineano hanno perso il lavoro. Secondo Aldiouma Boiro, sindaco del comune di confine Linkéring, nel dipartimento di Velingara, “questa situazione ha finito per scuotere l’intera economia alla frontiera. Dallo scorso anno tutte le attività hanno subito un rallentamento perché il traffico tra Senegal e Guinea Conakry si è interrotto. Inoltre, questo costituisce un enorme deficit per il nostro comune perché le auto non pagano più le tariffe di parcheggio”. In compenso sono salite le somme intascate dai passeur per fare attraversare la frontiera a chi non si rassegna al blocco. La chiusura infatti non è totale. Dal Senegal alla Guinea il viaggio è ancora possibile, ma a costi e rischi elevati. Bisogna attraversare la boscaglia pagando in media 15mila franchi cfa, circa 23 euro. Non c’è più nessuna convenienza. I negozi a Kalifourou sono chiusi. I ristoranti non hanno clienti. Ci sono persone che non sono più riuscite a tornare a casa. E ci sono anche problemi igienici e di salute. La paranoia di Condé sta facendo più danni del coronavirus, dice la gente. Condé, il 27 settembre 2020, prima delle elezioni presidenziali che hanno portato alla sua rielezione, ha deciso di chiudere le frontiere per “ragioni di sicurezza”. Pochi giorni dopo, il primo ottobre, di fronte a una delegazione congiunta dell’Ecowas, dell’Unione africana e delle Nazioni Unite ricevuta nel palazzo presidenziale di Sekhoutouréya, ha accusato il presidente della Guinea Bissau, Umaro Sissoko Embalo, e il vicepresidente della Sierra Leone, Mohamed Juldeh Jalloh, di manovrare per portare in Guinea popolazioni reclutate su base comunitaria per interferire con il voto. Ha quindi criticato il Senegal di Macky Sall per non aver dato seguito alla sua proposta di organizzare pattugliamenti misti tra i loro due paesi, per prevenire “infiltrazioni malintenzionate”. Da allora i confini con Guinea Bissau, Sierra Leone e Senegal sono stati chiusi unilateralmente. Una situazione incomprensibile per commercianti e vettori di entrambe le parti, duramente colpiti. Mansour Faye, il ministro senegalese del Trasporto terrestre, ha promesso che il governo interverrà. La soluzione vera però sarebbe un ripensamento da parte di Condé. È realistico aspettarselo? Qualche giorno fa era sembrato che sì, qualcosa potesse cambiare. Tra gli auguri inviati al presidente Macky Sall, in occasione dei 61 anni di indipendenza del Senegal, c’erano stati infatti anche quelli del suo omologo guineano. “La commemorazione del 61° anniversario dell’adesione del vostro Paese alla sovranità nazionale mi offre l’opportunità di inviarle le sincere e calorose congratulazioni del popolo della Guinea e del suo governo”, aveva scritto Condé. “In questa felice occasione, vorrei rassicurarvi della mia ferma determinazione a collaborare con voi per il rafforzamento e la diversificazione dei nostri legami di amicizia e fraternità che uniscono così felicemente i nostri due Paesi. Rinnovando l’augurio di un felice anniversario, le chiedo di accettare, l’espressione della mia più alta e fraterna considerazione”. Ma da allora non è cambiato nulla.[SR]
  • Ghana Free

    Cacao, la qualità come arma contro concorrenza cinese

    GHANA - Continua il dibattito dopo l’annuncio della produzione di cacao in Cina: Fiifi Boafo, responsabile degli affari pubblici del Ghana Cocoa Board (Cocobod), in una dichiarazione alla stampa, pur ammettendo la preoccupazione per la concorrenza del gigante cinese, ha voluto rassicurare sulla presunta scarsa qualità delle fave di cacao se prodotte in grandi quantità, e rimarcando al contrario la qualità del cacao ghanese. “I processi utilizzati per essiccare il cacao del Ghana  conferiscono un sapore speciale, è per questo che è molto richiesto - si legge nella dichiarazione - La qualità del nostro cacao varia rispetto la maggior parte dei paesi produttori di cacao. La svolta nella coltivazione del cacao in Cina non significa che possano distruggere la nostra attività, ma ci rende consapevoli della possibilità di coltivare il cacao in ogni parte del mondo per la quale dobbiamo prepararci “.  Il ministro per l’Alimentazione e l’Agricoltura del Ghana, Owusu Afriyie Akoto, ha invece minimizzato i timori sollevati sulla produzione di Cacao in Cina e sull’esportazione di un primo carico verso il Belgio. In una dichiarazione alla stampa, il ministro ha dissipato i timori dei ghanesi, affermando che “la Cina non può essere un concorrente per il Ghana nell’esportazione di cacao nel mercato internazionale. La qualità del cacao del Ghana non è eguagliata in nessuna parte del mondo. I cinesi hanno esportato 450 chilogrammi, nemmeno una tonnellata. Il Ghana produce tra 800.000 e 900.000 tonnellate. In ogni caso, la qualità del cacao del Ghana non è eguagliata in nessun’altra parte del mondo, ecco perché il mercato mondiale è disposto a pagare dal 15 al 25% di prezzo in più sul prezzo di mercato pur di acquistare cacao del Ghana”. [GT]
  • Ghana Free

    Nuova avventura per 22 startup, sotto il segno dell...

    GHANA - Ventidue startup ghanesi sono state selezionate per la seconda coorte dell’Unicef StartUp Lab, uno spazio di co-creazione e incubatore che aiuta le startup a sviluppare prodotti e soluzioni innovative, open source e orientate al mercato a problemi complessi che incidono sul benessere di bambini, giovani e persone vulnerabili. Sono state ricevute oltre 200 domande da tutto il Ghana per il programma di sviluppo aziendale e di prodotto della durata di sei mesi, che darà ai partecipanti l’accesso all’ampia rete di esperti tecnici dell’Unicef. Ogni startup trarrà vantaggio dal tutoraggio di gruppo e individuale, nonché da sessioni di rafforzamento delle capacità per aiutare a scalare e far crescere la propria attività per competere a livello internazionale. La formazione e il curriculum saranno gestiti da Mest Africa, il principale partner di attuazione del programma, supportato da ulteriori hub tecnologici e da un team internazionale di esperti. Le aziende selezionate includono la piattaforma di e-commerce Africa Goodnest, la società di software di identità digitale Bace, le piattaforme sanitarie Bisa, Digital Health Access e MOCHCare, le piattaforme ed-tech DEXT, eCampus, Scribble Works, TalentsinAfrica e WiredTutor e le società di gestione dei rifiuti AppCyclers, Asa Nwura, Coliba e Premier Waste Services. “Unicef è entusiasta di dare il benvenuto a questa nuova coorte di 22 startup provenienti da tutto il Ghana”, ha affermato Fiachra McAsey, vice rappresentante dell’agenzia. “Ciascuna delle startup sta già commercializzando prodotti e servizi di forte impatto che, se portati su larga scala, possono influenzare positivamente e accelerare i risultati per i bambini, i giovani e le comunità. Nei prossimi mesi, il team dell’Unicef lavorerà a stretto contatto con questo gruppo di società e, con il giusto supporto, riteniamo che molte delle soluzioni su cui stanno lavorando queste aziende potrebbero alla fine avere un impatto globale “. Nel corso del programma, le startup beneficeranno anche di ulteriori opportunità di sviluppo attraverso i meccanismi globali di supporto all’innovazione e all’imprenditorialità dell’agenzia. [SR]
  • AfricaComoreGhanaRepubblica Congo Free

    Gli operatori portuali in aiuto delle tartarughe marine

    AFRICA - Programmi per la conservazione della biodiversità e la sostenibilità degli spazi dove vengono svolte attività portuali: questo l’impegno preso dalla compagnia Bolloré Ports, operatore di concessioni portuali, particolarmente orientato alla salvaguardia delle tartarughe marine nel continente. “Bolloré Ports attribuisce importanza alla sostenibilità ambientale e sociale delle sue attività. È per questo motivo che tutti i nostri terminal portuali attuano una politica ambientale volta a preservare gli ecosistemi delle nostre strutture. Con l'aiuto di Ong ed esperti ambientali, i nostri team identificano e gestiscono i rischi ambientali e sociali associati alle nostre attività. A tal fine, stiamo implementando metodi innovativi per garantire la conservazione della flora e della fauna", ha affermato Olivier De Noray, direttore generale delle concessioni di Bolloré Ports. E così da una parte all’altra del continente: Congo Terminal, operatore del terminal container del porto di Pointe Noire, in Repubblica del Congo, Meridian Port Services (Mps), ad Accra, in Ghana, e il terminal Moroni, nelle Comore, sono impegnati in programmi e iniziative di sensibilizzazione sulla conservazione della biodiversità, e più particolarmente a favore della protezione delle tartarughe marine, sui danni del bracconaggio e sulle implicazioni dell'acqua per il pianeta. Inoltre, i terminal gestiti da Bolloré Ports sono impegnati nel processo di certificazione ambientale ISO 14001/2015. [CN]