Rwanda

Export minerali in calo

RWANDA – L’esportazione dei principali minerali ruandesi – cassiterite, wolframite e coltan – hanno fruttato 31,6 milioni di dollari nella prima metà del 2020. In calo rispetto ai 56,6 milioni di dollari ricavati nello stesso periodo dell’anno scorso.

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Rwanda Free

    Calano i tassi di interesse

    RWANDA - I tassi sui prestiti applicati delle banche ruandesi sono diminuiti. Secondo il Comitato di politica monetaria della Banca centrale, nel 2020, il tasso medio sui prestiti è sceso al 16,31%, rispetto al 16,47% del 2019 e al 17,07 del 2018. Lo stesso comitato prevede un ulteriore discesa nei prossimi mesi. “La cosa più importante è che vediamo una tendenza al ribasso - ha spiegato il governatore della Banca centrale, John Rwangombwa -. il calo sarà lento perché ci sono molti fattori che interagiscono nella formazione del tasso di interesse”. Il Comitato di politica monetaria ha osservato che i nuovi prestiti autorizzati sono comunque diminuiti a causa del calo della domanda di credito a seguito della pandemia Covid-19. “I nuovi prestiti autorizzati - ha spiegato il governatore - si sono ridotti dell'8,2% a causa delle condizioni economiche seguite alla pandemia. Il rischio di credito è aumentato a causa della sfida Covid-19 e le banche sono più prudenti nell'approvare nuovi prestiti”. Per aiutare le imprese locali a riprendersi dagli effetti della pandemia, il Governo sta modificando i termini e le condizioni per l'ammissibilità a ricevere il Fondo per la ripresa economica per aumentare il numero di imprese locali che ne possono fare richiesta. Il Fondo per la ripresa economica da 100 miliardi di franchi ruandesi (84 milioni di euro) è stato lanciato a giugno per aiutare la ripresa delle imprese locali significativamente colpite dalla pandemia Covid-19. Il fondo mette a disposizione capitale per le aziende più colpite dal Covid-19 per mantenerle operative ed evitare licenziamenti. [EC]      
  • Somalia Free

    Ciclone Gati, 70.000 le persone colpite

    SOMALIA - Almeno otto persone sono morte in Somalia a causa del ciclone Gati, che domenica sera ha raggiunto la Somalia provocando forti piogge e tempeste di vento. 70mila le persone colpite. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha fatto sapere che un numero imprecisato di persone è stato ferito, proprietà e infrastrutture sono state danneggiate mentre 15mila persone sono sfollate nei villaggi di Xaafuun e Hurdiya. L’OCHA ha riferito che il ciclone tropicale Gati è arrivato domenica intorno alle 22 nella regione del Puntland. «Le forti piogge e i forti venti hanno innescato inondazioni improvvise lungo le zone costiere e interne. I più colpiti sono stati 13 villaggi nel distretto di Iskushuban», ha riportato OCHA nel suo ultimo aggiornamento sul ciclone, «sono in programma valutazioni rapide per determinare le esigenze effettive e i partner umanitari stanno mobilitando scorte per assistere le persone colpite». L’OCHA ha stimato ingenti danni a proprietà e strade, rilevando che anche i servizi di telecomunicazione sono stati colpiti, soprattutto a Xaafuun, Hurdiya e Baarmadowe. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e Somalia Water and Land Information Management (SWALIM) avevano avvertito domenica che la gravità della tempesta potrebbe aumentare. Secondo SWALIM, la tempesta rappresenta una minaccia immediata per la rotta marittima che collega la Somalia e gli Stati del Golfo. [Africa Rivista]
  • Etiopia Free

    Guerra nel Tigray: autorità regionali rigettano...

    ETIOPIA - “Non ci arrenderemo”: così Debretsion Gebremichael, il leader del Tigray ha respinto l’ultimatum del primo ministro Abiy Ahmed di arrendersi.

    “Continueremo a combattere – ha dettoDebretsion – perché siamo un popolo che ha propri valori ed è capace di morire per essi”.

    Il primo ministro Abiy Ahmed domenica ha lanciato un aut-aut alle milizie chiedendo loro di arrendersi entro 72 ore (cioè entro domani, mercoledì 25 novembre) o l’offensiva dell’esercito federale sarebbe ripartita ancora più violenta. Ha detto inoltre che l’esercito circonderà a breve Macallè, la capitale tigrina, e ha avvertito i 500.000 residenti che probabilmente gli scontri saranno durissimi.

    Debretsion Gebremichael ha negato che Macallè sia circondata e ha detto che i combattimenti continuano nella regione settentrionale.

    “Abiy – ha continuato Debretsion – non sa chi siamo. Siamo persone di principio e pronte a morire in difesa del nostro diritto di amministrare la nostra regione”.

    Il leader del Tigray ha anche affermato, secondo l’agenzia di stampa Reuters, che le affermazioni del governo su Mekelle sono una copertura per la necessità di riorganizzarsi dopo che l’esercito è stato sconfitto su tre fronti.

    La guerra di propaganda è come un fumo che nasconde quanto sta realmente avvenendo sul terreno ma, da quanto trapela, gli scontri sono molto intensi e hanno fatto migliaia di vittime e decine di migliaia di sfollati. È un conflitto all’ultimo sangue nel quale nessuno dei due contendenti può permettersi di perdere. I leader tigrini sanno che, se fossero sconfitti, probabilmente, verrebbero spazzati via dalla scena politica e la loro regione diventerebbe marginale negli equilibri federali. Allo stesso tempo, se il premier Abiy perdesse la battaglia, dovrebbe affrontare le pretese indipendentistiche degli altri popoli che compongono la federazione: amhara, somali, oromo, e così via.

    Poi naturalmente bisognerà ricucire i rapporti con la popolazione tigrina, che lo scorso settembre aveva votato in massa a favore del partito “ribelle” TPLF – il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè – la formazione politica che ha sfidato il potere centrale di Addis Abeba incarnato dal primo ministro Abiy Ahmed Ali. Altrimenti l’insofferenza del Tigray si trasformerà in una guerriglia difficile da soffocare. Le prossime ore saranno decisive per capire i rapporti di forza con cui si uscirà dallo scontro finale di questa guerra: la battaglia di Macallè. Solo la diplomazia e la politica possono scongiurare il temuto bagno di sangue. [Africa Rivista]

  • Tanzania Free

    Piano per aumentare disponibilità di fertilizzanti

    TANZANIA - Il governo tanzaniano ha annunciato un piano per l’acquisto in fertilizzanti in modo che questi siano prontamente disponili in tutto il Paese per le necessità degli agricoltori.

    A dirlo è stato il direttore esecutivo dell’Autorità tanzaniana di regolamentazione dei fertilizzanti (TFRA), Stephan Ngailo, precisando che tramite gli acquisti centralizzati il governo si propone di mettere a disposizione dei contadini tutti i tipi di fertilizzanti - DAP, Urea, SA e NPK - nelle principali regioni agricole della Tanzania.

    In base alle informazioni rese note, a novembre è stata assicurata la disponibilità del 60% della domanda nazionale di fertilizzanti e si prevede di raggiungere l'80% tra febbraio e marzo 2021.

    Secondo quel che ha dichiarato Ngailo, circa il 90% dei fertilizzanti utilizzati in Tanzania viene importato dall’estero e questo, unito agli alti costi di acquisto, contribuisce al loro basso utilizzo da parte dei contadini.

    Per questo motivo, il ministero dell’Agricoltura ha introdotto nel 2017 un sistema di acquisti centralizzati attraverso una gara promossa dalla TFRA. [MV]

  • Tanzania Free

    Termometri “a distanza” negli hotel per proteggere...

    TANZANIA - La catena di hotel e resort Serena ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria che legge la temperatura corporea a pochi metri dall'ingresso nelle sue strutture. Un'innovazione che permette di attrarre più turisti prevenendo i contagi da coronavirus. La direzione ha investito su un termometro digitale a infrarossi all'avanguardia che permette di rilevare la febbre senza contatto. La tecnologia è precisa: rileva la temperatura e non consente alle persone con una temperatura corporea superiore alla media di accedere al lodge.  I termometri sono stati fissati sulla porta principale che entra nell'area della reception. Per migliorare gli standard di sicurezza sono poi stati installati sterilizzatori Uv, lampade a raggi ultravioletti per sanificare i tavoli da pranzo, gel in confezioni da 50 ml e mascherine per il viso in ogni stanza. “Gli ospiti che hanno soggiornato e sperimentato la tecnologia al Ngorongoro Serena Safari Lodge - ha dichiarato Rahim Azad, direttore generale di Tourism Promotion Services (Tps), la società che gestisce Serena Hotels&Resorts - affermano che queste dotazioni rappresentano il meglio di ciò che la tecnologia può offrire per il benessere di tutti coloro che alloggiano nell'hotel”. [EC]
  • Rwanda Free

    Cresce l'industria del tessile, export ai massimi...

    RWANDA - Il settore tessile e dell’abbigliamento del Rwanda ha registrato una crescita senza precedenti dal 2018, quando il governo degli Stati Uniti sospese Kigali dall’elenco dei Paesi le cui esportazioni di abbigliamento entrano nel mercato americano esenti da dazi. Le statistiche del ministero del Commercio e dell’Industria indicano che il Rwanda aveva esportato prodotti tessili e di abbigliamento per un valore di 5,9 milioni di dollari sul mercato internazionale nel 2018. Nel 2020, l’export è cresciuto fino a toccare i 34,6 milioni grazie a un aumento del volume di prodotti di abbigliamento venduti in alcuni specifici mercati come Repubblica Democratica del Congo, Belgio, Germania e Hong Kong. A spingere sono state soprattutto le vendite in Congo che da solo ha consentito di generare 30,4 milioni di dollari nel 2020 quando nel 2018 non si raggiungeva nemmeno il milione.  Secondo il governo, l’industria nazionale ha potuto rigenerarsi e crescere anche grazie ai dazi imposti sugli indumenti usati che prima entravano liberamente. Allo stesso tempo, un fattore decisivo è stato poi quello di riuscire ad aprire nuovi mercati. [MS]