Uganda

Oro, ricavi record

UGANDA – Nell’anno fiscale 2019-2020, Kampala ha guadagnato 1,4 miliardi di dollari nel commercio di oro. Lo ha comunicato la Banca Centrale, secondo la quale il prezioso metallo ha reso all’Uganda più valuta estera rispetto a qualsiasi altra materia prima.

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  • Kenya Free

    Clima, Nairobi si impegna a investimenti nei prossimi...

    KENYA - Almeno otto miliardi di dollari nei prossimi dieci anni: a tanto ammonta l'impegno finanziario annunciato dal governo di Nairobi per contrastare i cambiamenti climatici in Kenya.

    Ad annunciarlo è stato il segretario principale del ministero keniano dell'Ambiente e delle foreste, Chris Kiptoo, precisando che i fondi provenienti da fonti nazionali verranno utilizzati principalmente per misure di adattamento e mitigazione contro i cambiamenti climatici in settori come l'acqua, i trasporti, l'energia, le infrastrutture, l'agricoltura, la silvicoltura e la gestione dei rifiuti..

    "Questo è l'impegno che stiamo assumendo perché vediamo e riconosciamo che il cambiamento climatico è reale e dobbiamo mettere le nostre risorse per affrontarlo", ha detto Kiptoo aggiungendo che il Kenya sta subendo gli impatti negativi del cambiamento climatico nonostante sia un contributore relativamente piccolo alle emissioni di gas serra.

    "Il recente fenomeno dell'innalzamento del livello dell'acqua nella Rift Valley del paese ha avuto un enorme impatto sulle comunità locali ed è un'indicazione che il cambiamento climatico è una vera minaccia", ha aggiunto Kiptoo. [MV]

  • EgittoSudan Free

    Intesa tra Khartoum e il Cairo su produzione zootecnica

    EGITTO / SUDAN - I governi del Cairo e di Khartoum hanno firmato un memorandum d’intesa per costituire una società mista focalizzata sulla produzione zootecnica e agricola. Lo ha reso noto, con una dichiarazione ripresa dalla stampa locale, il ministero egiziano dell’Approvvigionamento, che ha spiegato che la società avrebbe un “grande” capitale d’avvio e rappresenterà un miglioramento importante nella cooperazione economica tra Egitto e Sudan. Il Sudan è noto per il suo bestiame, di cui il vicino Egitto è un grande importatore, e di recente i due paesi hanno intensificato la cooperazione su diversi fronti. Il Sudan riceverà anche 400 milioni di dollari dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti per finanziare gli input della produzione agricola per le stagioni estive e invernali di quest’anno. [ASB]
  • Sudan Free

    Dalla Francia prestito ponte di 1,5 miliardi di dollari

    SUDAN - La Francia è pronta a concedere un prestito ponte fino a 1,5 miliardi di dollari per cancellare gli arretrati del Sudan con il Fondo monetario internazionale (Fmi). Ad affermarlo l’ambasciatore Jean-Michel Dumond, inviato speciale della Francia in Sudan e Sud Sudan, nel corso di un incontro ospitato da Chatham House. Il Sudan spera di rientrare nell’Iniziativa di cancellazione del debito dei Paesi poveri altamente indebitati (Hipc) entro giugno per riuscire a restituire 50 miliardi di debito estero a istituzioni finanziarie internazionali, creditori bilaterali ufficiali e creditori commerciali. La nazione africana ha già ottenuto prestiti ponte da Stati Uniti e Gran Bretagna per cancellare gli arretrati alla Banca mondiale e alla Banca africana di sviluppo. La Francia è il secondo più grande creditore bilaterale del Sudan dopo il Kuwait, secondo i dati del Fmi, e dovrebbe ospitare una conferenza economica sul Sudan il mese prossimo. “Siamo abbastanza ottimisti, la Francia è pronta a concedere un prestito ponte fino a 1,5 miliardi di dollari per il rimborso al Fmi – ha detto l’ambasciatore -. Il debito sudanese si aggira intorno ai 60-70 miliardi di dollari. La conferenza di Parigi registrerà gli impegni per la cancellazione del debito ma non prenderà una decisione finale”. Il Sudan sta uscendo da decenni di sanzioni economiche e isolamento sotto l’ex presidente Omar al-Bashir, che è stato deposto dai militari nell’aprile 2019. [EC]
  • AfricaComoreGhanaRepubblica Congo Free

    Gli operatori portuali in aiuto delle tartarughe marine

    AFRICA - Programmi per la conservazione della biodiversità e la sostenibilità degli spazi dove vengono svolte attività portuali: questo l’impegno preso dalla compagnia Bolloré Ports, operatore di concessioni portuali, particolarmente orientato alla salvaguardia delle tartarughe marine nel continente. “Bolloré Ports attribuisce importanza alla sostenibilità ambientale e sociale delle sue attività. È per questo motivo che tutti i nostri terminal portuali attuano una politica ambientale volta a preservare gli ecosistemi delle nostre strutture. Con l'aiuto di Ong ed esperti ambientali, i nostri team identificano e gestiscono i rischi ambientali e sociali associati alle nostre attività. A tal fine, stiamo implementando metodi innovativi per garantire la conservazione della flora e della fauna", ha affermato Olivier De Noray, direttore generale delle concessioni di Bolloré Ports. E così da una parte all’altra del continente: Congo Terminal, operatore del terminal container del porto di Pointe Noire, in Repubblica del Congo, Meridian Port Services (Mps), ad Accra, in Ghana, e il terminal Moroni, nelle Comore, sono impegnati in programmi e iniziative di sensibilizzazione sulla conservazione della biodiversità, e più particolarmente a favore della protezione delle tartarughe marine, sui danni del bracconaggio e sulle implicazioni dell'acqua per il pianeta. Inoltre, i terminal gestiti da Bolloré Ports sono impegnati nel processo di certificazione ambientale ISO 14001/2015. [CN]
  • Somalia Free

    Rischio record di sfollati a causa della siccità

    SOMALIA - In Somalia si rischia un numero record di sfollati a causa della siccità che sta colpendo diverse zone del Paese, lasciando decine di migliaia di persone senza acqua e senza mezzi di sussistenza: questo l’allarme lanciato dall’organizzazione umanitaria Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc). “Ancora una volta la Somalia si trova a dover affrontare una grave siccità. Le risorse idriche e i pascoli si stanno esaurendo giorno dopo giorno, con la conseguenza che le persone abbandonano le loro case con il bestiame alla ricerca di condizioni migliori. Siamo preoccupati che la siccità, unita al conflitto, possa portare a livelli record di sfollati quest’anno”, ha detto Mohamed Abdi, responsabile per la Somalia del Nrc. Secondo il progetto Protection and Return Monitoring Network gestito dall’agenzia Onu Unhcr insieme all’organizzazione norvegese, lo scorso anno sono stati più di un milione gli sfollati in Somalia a causa di alluvioni, conflitti e siccità. Il dato più alto dal 2016. E ad oggi sono stati registrati 112.000 sfollati nei primi tre mesi dell’anno, di cui il 34% a causa della siccità. “La siccità sarà probabilmente quest’anno il fattore principale dello spostamento di un gran numero di somali a causa dello scarse piogge stagionali. Il nostro personale sul campo sta riferendo di oltre 50 distretti già alle prese con livelli di siccità da moderati a gravi e prevede che la situazione peggiori”, ha aggiunto Abdi. In Somalia, l’impatto della siccità va di pari passo con quello delle inondazioni: “Sembra contraddittorio – ha ammesso il responsabile dell’organizzazione norvegese – ma in Somalia le inondazioni e la siccità in contemporanea sono una realtà. L’anno scorso le inondazioni sono state il principale fattore di grande spostamento. Dobbiamo prepararci a tutti gli shock climatici”. Secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef sulla situazione umanitaria in Somalia, la mancanza di acqua e le difficoltà ad avere accesso ad acqua potabile hanno contribuito a far registrare casi di colera in alcune aree del paese. Al 23 marzo scorso sono stati registrati 780 casi sospetti di colera dall’inizio dell’anno, tra cui due decessi. Le Nazioni Unite hanno chiesto 1,09 miliardi di dollari per assistere quattro milioni di persone in condizioni di estremo bisogno in Somalia nel 2021, a fronte di una diffusa insicurezza, delle ricorrenti crisi climatiche e per l’impatto sull’economia della pandemia di covid. “Finora è stato coperto circa il 13% dell’appello, neanche lontanamente sufficiente per sostenere la popolazione a rispondere alla siccità e alle tante altre crisi – ha precisato Abdi – la comunità internazionale non deve voltare le spalle ai somali, in particolare alle comunità di pastori, che sono le più colpite. Bisogna fare il possibile per scongiurare altre sofferenze in Somalia”. [SS]
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    Annunciata espansione cementificio di Dar es Salaam

    TANZANIA - Quindici milioni di dollari: questo l’importo che Tanzania Portland Cement (Twiga Cement) ha l'intenzione di investire per il 2021 nell’ambito di un programma di espansione e riabilitazione dell’azienda. Lo affermano fonti di stampa locali, precisando che le operazioni di ammodernamento porteranno la capacità di produzione dell’impianto con sede a Dar es-Salaam, sulla costa orientale della Tanzania, dagli attuali 1,2 Mt di cemento all’anno a circa 2 Mt. "Twiga Cement sta andando bene e ne siamo felici, ringraziamo anche il governo per un migliore ambiente imprenditoriale nonostante ci siano piccole sfide politiche su cui lavoreremo in collaborazione con istituzioni responsabili", ha affermato Danford Semwenda, direttore commerciale senior della compagnia, secondo il quale la sfida principale riguarda i ritardi dei carichi registrati al porto di Dar es Salaam. [CN]