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Elezioni Usa, cosa succede in Africa se vince Biden?

Quali potrebbero essere le conseguenze del risultato delle elezioni statunitensi in Africa? Pubblichiamo di seguito un approfondimento in merito pubblicato sul sito della rivista Africa.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Codeway: Agenda 2030 e Accordo di Parigi i pilastri...

    AFRICA - “Per la prima volta in vent’anni, la crisi innescata dalla pandemia ha portato a un aumento delle persone in stato di povertà assoluta - +71 milioni rispetto all’inizio del 2020 -, e un ulteriore incremento del numero di persone esposte a insicurezza alimentare”: lo ha detto ieri la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re intervenendo a Codeway - Cooperation and Development Expo.  Ci troviamo di fronte a una “crisi multi-dimensionale senza precedenti” ha detto la vice ministra  che “ha messo a nudo le vulnerabilità dei nostri modelli di sviluppo”.  In primo luogo, bisogna sconfiggere il virus con gli strumenti messi a disposizione dalla scienza, ha detto ancora Del Re: “Saranno poi necessari strumenti innovativi per finanziare la ripresa e lo sviluppo, trovando un equilibrio complessivo tra politiche fiscali, economiche e sociali” e incoraggiando la collaborazione tra “governi, privati e organismi della società civile”. I pilastri di qualunque intervento, ha concluso Del Re restano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che costituiscono “la cornice universale di riferimento per quello che chiamiamo la 'migliore ripresa', il 'recover better', di cui si parla molto nel quadro delle Nazioni Unite e in altri fori internazionali”. [CO]
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    Internazionalizzazione sostenibile: prospettive e...

    AFRICA - L’Italia, con la legge 125/2014 sulla cooperazione, favorisce, tra l’altro, il supporto finanziario di progetti di cooperazione proposti da imprese profit, inoltre con i recenti accentramenti in capo al Maeci sia degli strumenti per la promozione che di quelli per la cooperazione internazionale, sta stimolando l’evoluzione degli approcci ai mercati esteri verso una nuova combinazione tra internazionalizzazione e cooperazione sostenibile allo sviluppo.  Anche le grandi istituzioni finanziarie mondiali spingono il sistema produttivo globale verso i principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anticipando che in futuro l’erogazione di parte dei finanziamenti sarà subordinata al rispetto di tali principi coerentemente con gli obiettivi del millennio dell’Agenda 2030.  L’Africa rappresenta per l’Italia sia una grande opportunità per lo sviluppo dei rapporti commerciali che un formidabile laboratorio per la modellizzazione di approcci partecipati in grado di cogliere il doppio obiettivo di creare opportunità di business per le imprese italiane e contribuire alla crescita strutturale dei sistemi economici locali, sviluppando anche cultura imprenditoriale e competenze tecniche. Quindi, imprese, aggregazione di imprese, università, sistema finanziario, uniti in progetti di sviluppo locale finalizzati alla organizzazione e gestione di iniziative mirate al trasferimento di soluzioni tecnologiche integrate per affrontare le problematiche legate, per esempio, anche al cambiamento climatico.  Quest’ultimo genera infatti nuove necessità di interventi complessi e combinati che riguardano la lotta alla desertificazione, l’efficientamento della gestione idrica, il potenziamento del ricorso alle energie rinnovabili, gli interventi sulla riorganizzazione agronomica delle produzioni.  In questi ambiti l’Italia può giocare la sua parte. Le eccellenze tecnologiche italiane e le straordinarie esperienze maturate in questi ambiti costituiscono certamente un fattore di competitività rilevante che, per poter essere espresso con tutta la sua efficacia, presuppone una capacità di risposta sistemica in grado di proporre soluzioni integrate e sostenibili nel tempo.    [Questo articolo è stato firmato da Enzo Faloci sul numero di novembre di Africa e Affari. Esperto di internazionalizzazione del settore profit e progetti di cooperazione internazionale, in 25 anni di attività Faloci ha gestito e coordinato progetti di promozione e di assistenza tecnica in oltre 45 Paesi. Attualmente è direttore di Umbria Export Scarl]
  • Africa Free

    Internazionalizzazione sostenibile: prospettive e...

    AFRICA - Il tentativo di accostare due termini complessi e articolati come quelli di internazionalizzazione e sostenibilità del business può essere per certi versi azzardato, ma senza dubbio intercetta e descrive un processo inesorabile e quanto mai attuale.  Non è più il tempo, infatti, di considerare i mercati esteri solo come destinazioni di prodotti o, magari, come opportunità per lo sfruttamento dei differenziali dei costi produttivi e di sistema. Non solo export, quindi, ma internazionalizzazione combinata con la cooperazione allo sviluppo sostenibile, soprattutto in alcune aree del pianeta, come l’Africa.  Le imprese in grado di proporre prodotti e servizi sostenibili saranno maggiormente competitive a livello globale soprattutto nel contesto dei mercati emergenti dove, sempre di più, saranno richieste collaborazioni commerciali e industriali internazionali in grado anche di trasferire modelli organizzativi e processi produttivi ispirati alla sostenibilità ambientale e sociale.  Le coscienze mondiali hanno un’attenzione crescente verso queste tematiche e le nuove generazioni, che fra qualche anno esprimeranno la domanda a livello globale, tendenzialmente sembrano dimostrarsi sempre più sensibili ai temi della sostenibilità e quindi a un business inclusivo capace di contribuire anche a un processo di redistribuzione globale della ricchezza e alla conseguente crescita di aree geo-economiche che rappresenteranno mercati strategici con cui il nostro Paese potrà collaborare. Saranno inoltre i progetti di sistema che combineranno e proporranno soluzioni articolate e integrate a problemi e necessità complesse di sviluppo ad avere maggior capacità di penetrazione e a essere in grado di creare opportunità economiche per le imprese che avranno maturato questa modalità di approccio. [SEGUE]
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    Start-up e Pmi innovative nel Mediterraneo, inaugurato...

    Investmed – Start-up innovative e sostenibili nel Mediterraneo, è il nome del nuovo progetto co-finanziato dall’Unione Europea dedicato alle eccellenze imprenditoriali di sei Paesi dell’area euro-mediterranea e inaugurato ufficialmente dalla Presidente di Businessmed, Barbara Beltrame Giacomello. Beneficiarie dell’iniziativa promossa da Business med e da un consorzio di 13 partner provenienti da Egitto, Grecia, Italia, Libano, Spagna e Tunisia sono start-up innovative mediterranee.  “E nostro dovere supportare i giovani imprenditori ad accedere ai mercati internazionali e generare nuove opportunità di crescita economica e nuovi posti di lavoro nell’area euro-mediterranea”  ha detto Beltrame Giacomello. “Dobbiamo guardare al futuro - ha aggiunto - e ciò che ci aspetta sarà ancora più impegnativo poiché continueremo a promuovere la diversità di genere dando ampio spazio alle donne imprenditrici perché possano costruire il business del futuro, progetti resilienti, sostenibili e innovativi. L’uguaglianza di genere è un prerequisito fondamentale per lo sviluppo economico e Investmed permetterà di rivisitare il nesso tra imprenditorialità e sostenibilità per il viaggio imprenditoriale dei giovani del Mediterraneo”. Tra i risultati attesi del progetto, sottolinea una nota, 315 giovani laureati, imprenditori, aspiranti imprenditori e start-up guidate da giovani donne imprenditrici beneficeranno di un programma di formazione ad hoc che permetterà lo sviluppo di 42 nuove idee imprenditoriali, 40 nuovi contratti di lavoro firmati e il lancio di 30 nuovi prodotti e servizi. Investmed permetterà altresì la formazione di 10 dipendenti delle autorità pubbliche dei Paesi del Mediterraneo che orienteranno le imprese recentemente create alla tutela dei diritti della protezione intellettuale. [CO]
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    Quella “crisi delle tre C” che richiede una...

    AFRICA - La chiama la Crisi delle tre C – conflitti, cambiamenti climatici, Covid-19 – una tempesta quasi perfetta che segnerà la vita di oltre cento milioni di persone nell’arco di due anni, spingendoli nella povertà estrema, e che se non affrontata con gli strumenti più adeguati porterà a un mondo ancora molto lontano dagli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalla comunità internazionale nell’Agenda 2030. Co-autore insieme a Michael Woolcock del rapporto Poverty and Shared prosperity 2020: Reversals of Fortune, Samuel Freije-Rodríguez, è lead economist di Banca Mondiale nell’ambito della Poverty and Equity Global Practice, e dal suo osservatorio guarda con preoccupazione quanto sta avvenendo come dice in un’intervista rilasciata a Oltremare, il magazine dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. “Possiamo dire che si tratta di una sorta di tempesta perfetta nel senso che quelle che noi chiamiamo le ‘tre C’ - appunto conflitti, covid e cambiamenti climatici, spiega Freije-Rodríguez - hanno effetti che sono aggravanti l’una dell’altra. Inoltre, questi tre elementi quest’anno si stanno mostrando in contemporanea ma hanno orizzonti temporali differenti. La questione dei conflitti armati è ricorrente e, come si evince dai nostri rapporti in Nord Africa e Medio Oriente, il livello di prosperità ha fatto passi indietro negli ultimi cinque anni. La pandemia è cominciata quest’anno, è ancora una situazione in evoluzione, adesso siamo di fronte alla seconda ondata. Avremo pesanti conseguenze sul piano economico e su quello sanitario. Il terzo elemento, che si sta muovendo lentamente ma progressivamente, è quello dei cambiamenti climatici: esso impatterà sul prossimo decennio. La gestione dei rischi – il rischio dei conflitti, il rischio dei cambiamenti climatici e i rischi legati alla salute come quelli della pandemia che era stata da tempo ipotizzata – è un pezzo fondamentale delle politiche di sviluppo”. Nella sua analisi Banca Mondiale propone un approccio fondato su tre differenti linee strategiche. “Forse - prosegue Freije-Rodríguez - lo strumento più importante è la cooperazione sia interna che internazionale [...]. La seconda principale strategia riguarda la necessità di dover imparare rapidamente: molti di questi fattori sono nuovi, la pandemia è nuova… di conseguenza abbiamo bisogno di dati migliori, dobbiamo avere a bordo e senza vincoli la comunità scientifica (sociologi, economisti, statistici…). Abbiamo bisogno di ogni possibile insegnamento e di ogni possibile dato per rispondere a questioni che sono globali e che necessitano di risposte complesse. La terza strategia è avere una migliore implementazione sul campo. [MS]
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    Codeway, Del Re: pandemia amplificatore di fragilità,...

    AFRICA - La pandemia è stata un amplificatore di fragilità che ha avuto un impatto sulla salute globale e non soltanto. Una situazione nuova rispetto alla quale l’Italia si è attivata da subito e rispetto alla quale non si era mai vista così tanta cooperazione attivata a livello globale. E’ quanto ha sottolineato oggi la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re aprendo i lavori di Codeway, l’expo dedicata alla cooperazione e organizzata da Fiera di Roma.  “L’Italia - ha detto Del Re - è stata fin da subito protagonista proponendo una grande alleanza internazionale, e assumendo un ruolo di guida nella risposta sanitaria, con uno sguardo rivolto ai Paesi più vulnerabili”.  Una linea che sarà tenuta anche durante la presidenza italiana del G20, prossima all’avvio, e per la quale si seguirà una strategia, ha detto ancora la vice ministra, fondata sulle tre P: persone, pianeta, prosperità. “La sfida - ha concluso - è proporre un modello di sviluppo che possa ridurre e portare a zero la fame, la povertà e tutti gli altri fattori di instabilità”.  Nel corso della sessione di apertura si sono susseguiti diversi interventi, che hanno posto l’accento anche sul coinvolgimento del settore privato nelle dinamiche di cooperazione. E che hanno sottolineato il valore delle partnership come quelle avviate per esempio dal Global Green Growth Institute con vari attori, compreso il ministero dell’Ambiente italiano, come sottolineato dal suo direttore generale, Frank Rijsberman.  Codeway si concluderà il 27 novembre. Diversi sono gli eventi in programma dedicati al mondo della cooperazione. La partecipazione è libera previa registrazione su www.codewayexpo.it