Algeria

Meno petrolio estratto e meno export

ALGERIA – Quest’anno l’Algeria ha prodotto l’8% in meno di petrolio e gas rispetto ai 143 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dichiarati l’anno scorso. È quanto emerge da una conferenza stampa del ministro dell’Energia Abdelmadjid Attar. 

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Ultimi articoli della sezione Africa Nord

  • EgittoSudan Free

    Intesa tra Khartoum e il Cairo su produzione zootecnica

    EGITTO / SUDAN - I governi del Cairo e di Khartoum hanno firmato un memorandum d’intesa per costituire una società mista focalizzata sulla produzione zootecnica e agricola. Lo ha reso noto, con una dichiarazione ripresa dalla stampa locale, il ministero egiziano dell’Approvvigionamento, che ha spiegato che la società avrebbe un “grande” capitale d’avvio e rappresenterà un miglioramento importante nella cooperazione economica tra Egitto e Sudan. Il Sudan è noto per il suo bestiame, di cui il vicino Egitto è un grande importatore, e di recente i due paesi hanno intensificato la cooperazione su diversi fronti. Il Sudan riceverà anche 400 milioni di dollari dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti per finanziare gli input della produzione agricola per le stagioni estive e invernali di quest’anno. [ASB]
  • Egitto Free

    In arrivo nuovi investimenti dagli Emirati

    EGITTO - Investimenti per 960 milioni di dollari nei prossimi due anni: è questa la cifra annunciata dall'emiratina Diamond Group nella nuova capitale amministrativa egiziana. Lo riportano i media locali, dai quali si apprende che Saleh Mohammed bin Nasra, proprietario del Diamond Group, e Abdel Rahman Agamy, amministratore delegato del Diamond Group e Sky Sviluppo immobiliare di Abu Dhabi, hanno discusso i progetti con Mohamed Abdel Wahab, amministratore delegato dell’Autorità generale egiziana per gli investimenti e le zone franche (Gafi). Wahab, che è in viaggio nella regione del Golfo, dove si sta impegnando con una serie di importanti società degli Emirati per discutere delle opportunità di investimento, ha dichiarato che gli emiratini hanno presentato promettenti opportunità di investimento in diversi settori, interessandosi alle recenti politiche del governo egiziano per attirare nuovi investimenti stranieri. Il Diamond Group mira “a contribuire all’attuazione delle direttive dello Stato per raggiungere uno sviluppo urbano completo che accolga l’aumento della popolazione e contribuisca alla continua crescita dell’economia egiziana”. [ASB]
  • Libia Free

    Associazione italo-libica annuncia forum a giugno

    LIBIA - L’Associazione italo-libica di sviluppo commerciali (Ilbda) ha annunciato che il 7 e l’8 giugno si terrà a Tunisi il Primo Forum economico per la Libia. Intitolato “Together We Go Further”, l’evento riunirà “istituzioni, comuni, enti, aziende e imprenditori provenienti da Italia, Libia e Tunisia, alla ricerca di alleanze strategiche commerciali, finanziarie e tecnologiche strategiche”, ha precisato l’associazione che dal 2017 ha un ufficio di rappresentanza a Tripoli.

    “Attraverso incontri e presentazioni, il Primo Forum economico per la Libia si propone come un momento di scambio di idee, opportunità ed esperienze, rafforzando le relazioni tra i partecipanti e creando nuove joint ventures nel processo ricostruzione intrapreso dal Paese – si precisa nella presentazione dell’evento – ogni azienda avrà l’opportunità di incontrare decision makers ed istituzioni, aziende e possibili partner, partecipando a B2B meeting nel proprio settore di appartenenza”.

    Secondo l’associazione all’evento parteciperanno aziende dei settori “energia, energia rinnovabile, aeronautica, nautica, settore sanitario, formazione, design e progettazione, elettronica, meccatronica, componenti elettrici, biotecnologie, chimica, ambiente, costruzioni e materiali da costruzione, legno, grande distribuzione, tipografie, editori, comunicazione, pubblicità, industria agroalimentare, agricoltura, settore automobilistico, meccanica, metallurgia, prodotti manifatturieri, sport, divertimento, cultura, turismo, tessile e abbigliamento, trasporti e logistica”.

    A causa della pandemia di covid, ha aggiunto, “possiamo accettare l’adesione di un limitato numero di partecipanti”.

    Il presidente dell’Ilbda è Sandro Fratini che “vanta decenni di esperienza nel Nord Africa con una vasta rete di contatti in Libia e Tunisia”, secondo quanto precisato sul sito.

    Dopo la visita a Tripoli del presidente del Consiglio Mario Draghi, lo scorso aprile, Fratini ha sottolineato “l’importanza strategica e i profondi legami di amicizia che legano i nostri due Paesi”, precisando che “la nostra presenza in questi anni, malgrado le circostanze che i libici hanno attraversato, non si è mai interrotta e oggi possiamo dire che sono state speranze ben riposte”.

    “Siamo stati i primi nel 2017 ad avere un ufficio di rappresentanza a Tripoli, di pari passo con la riapertura della nostra Ambasciata nel gennaio del 2017. Siamo pronti a sostenere le istituzioni e i privati che intendono avere un ruolo positivo nella ricostruzione”, ha dichiarato nella dichiarazione riportata sul sito.

    Secondo Fratini, già vice Presidente della Camera di Commercio Tuniso Italiana, le aziende italiane possono e devono avere un ruolo centrale nell’accompagnare i libici verso la costruzione di uno Stato moderno ed avanzato: “Ovviamente il cessate il fuoco resta fondamentale per qualsiasi attività che ci accingiamo ad intraprendere, ma ci sono segnali positivi che dobbiamo cogliere a vantaggio della nostra imprenditorialità e impresa”.

    Per approfondire visitare il sito internet www.ilbda.it. [SS]

  • Egitto Free

    In costruzione la più grande impresa tessile del mondo

    EGITTO - Nel 2022, l’Egitto inaugurerà a el-Mahalla el-Kubra, nella regione del delta del Nilo, la più grande fabbrica tessile del mondo. I lavori per lo stabilimento, che si estenderà su oltre 62.000 mq e avrà una capacità produttiva giornaliera di 30 tonnellate di tessuto, sono iniziati nel 2019 e proseguono velocemente. Secondo quanto riportano i media locali, il primo ministro Mostafa Madbouli ha recentemente tenuto una riunione con i ministri del Commercio e delle Imprese pubbliche nella quale ha chiesto di concedere agli agricoltori incentivi per coltivare cotone di alta qualità in misura tale da soddisfare le esigenze della fabbrica. Questo stabilimento farà parte di un complesso tessile in fase di realizzazione nel governatorato di Minyache, a regime, darà lavoro a 17.000 persone. I prodotti saranno destinati all’export. [EC]
  • EgittoEtiopiaSudan Free

    Diga sul Nilo, Il Cairo e Addis Abeba cercano alleati...

    EGITTO / ETIOPIA / SUDAN - Il governo di Addis Abeba ha invitato i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a sollecitare Egitto e Sudan a tornare ai negoziati tripartiti sotto la mediazione dell’Ua sulla Grande diga del millennio.

    In una lettera indirizzata all’attuale presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il vice primo ministro e ministro degli Esteri dell’Etiopia, Demeke Mekonnen, ha affermato che Egitto e Sudan hanno scelto di “internazionalizzare” la questione per esercitare una pressione “indebita” sul suo Paese.

    La lettera menziona il rifiuto di Egitto e Sudan di un’iniziativa etiope sullo scambio di dati prima dell’inizio del secondo riempimento della diga, secondo una dichiarazione rilasciata lunedì dal ministero degli Esteri etiope.

    Il Cairo ha affermato che la proposta includeva “diversi errori e affermazioni” che non riflettono il percorso dei colloqui negli anni passati, affermando, insieme a Khartoum, che lo scambio di dati dovrebbe avvenire solo dopo che è stato raggiunto un accordo, non prima.

    Sameh Shoukry, ministro degli Esteri egiziano, ha iniziato a sua volta un tour per contattare i leader del continente e parlare con loro del dossier della Grande diga del rinascimento etiope (Gerd).

    Il primo presidente incontrato è stato Uhuru Kenyatta al quale il ministro ha consegnato un messaggio del presidente Abdel-Fattah al-Sisi. Il Kenya è membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e riveste quindi un ruolo fondamentale nella possibile mediazione tra le parti interessate al riempimento del bacino della diga. Shoukry ha consegnato un altro messaggio simile al presidente delle Comore, Azali Assoumani, il cui Paese è membro dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana (Ua).

    Durante entrambi gli incontri, Shoukry ha spiegato i risultati degli ultimi incontri ospitati nella capitale congolese all’inizio di questo mese. Un ciclo di colloqui di due giorni si è tenuto a Kinshasa il 4-5 aprile sotto l’egida della Repubblica democratica del Congo, attuale presidente dell’Ua, con l’obiettivo di rilanciare i negoziati in stallo.

    Egitto e Sudan stanno negoziando con l’Etiopia da anni per raggiungere un accordo legalmente vincolante sulle regole per il riempimento e il funzionamento della Gerd quasi completo. Finora però non sono stati compiuti progressi.

    Shoukry ha detto ai presidenti di Kenya e Comore che l’Egitto ha partecipato agli incontri con una volontà politica “sincera” di rilanciare i negoziati in stallo. Ha anche espresso l’intenzione dell’Egitto di lavorare con gli Stati e le parti interessate a questa crisi per sbloccare l’attuale situazione di stallo e raggiungere un accordo vincolante che protegga i diritti sull’acqua di Egitto, Sudan ed Etiopia.

    Egitto e Sudan hanno inviato lettere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite spiegando gli ultimi sviluppi della crisi e chiedendo di persuadere l’Etiopia a non intraprendere alcuna azione unilaterale prima che venga raggiunto un accordo legalmente vincolante. Kenya e Tunisia sono attualmente gli unici due Paesi africani che hanno un’adesione non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente tunisino Kais Saeid ha affermato la scorsa settimana che il suo Paese non accetterebbe mai che la sicurezza idrica dell’Egitto venga compromessa, sottolineando che la posizione dell’Egitto è la posizione della Tunisia in qualsiasi arena internazionale. [EC]

  • Marocco Free

    Sistema sanitario apre a competenze straniere

    MAROCCO - Il governo di Rabat ha deciso di aprire il settore sanitario alle competenze straniere e agli investimenti stranieri. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, delle finanze e della riforma amministrativa, Mohamed Benchaaboun, durante il suo discorso al re Mohammed VI sul lancio della generalizzazione del sistema di previdenza sociale. L’apertura del settore sanitario a competenze e investimenti stranieri nasce dalla necessità di rafforzare le capacità mediche nazionali. Secondo fonti locali di stampa, il Marocco, che conta 36 milioni di abitanti, ha bisogno di 35.000 medici e 57.000 infermieri, ovvero quasi 100.000 competenze aggiuntive. Il Marocco avrebbe solo sette medici ogni cento abitanti, ben meno dei 20 consigliati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). [CC]