Africa

50 Africa: Banca Mondiale, il Covid affonda economie sub-sahariane

(AGI) – Washington, 6 gen. – L'Africa subsahariana è stata duramente colpita dalla pandemia COVID-19 da un punto di vista economico e l'attività economica nella regione si è ridotta di circa il 3,7% nel 2020, mentre si prevede che la crescita riprenderà a un ritmo medio moderato del 3% nel 2021-22.

Lo sostiene Banca Mondiale nel suo ultimo rapporto sulle Prospettive economiche globali 2021 diffuso nella notte.

Nella sua analisi sulla situazione della regione Sub-sahariana dell’Africa, il rapporto di Banca Mondiale evidenzia che ‘è probabile che COVID-19 peserà sulla crescita nell'Africa sub-sahariana per un lungo periodo, poiché si prevede che il lancio dei vaccini nella regione avverrà in ritardo rispetto a quello delle economie avanzate, frenando ulteriormente la crescita’.

Secondo Banca Mondiale la grave situazione economica che si creerà in Africa sub-sahariana rende ‘probabile che gli standard di vita arretrino, tornando al livello di dieci anni fa e annullando molti dei progressi fatti nell’ultimo decennio, con decine di milioni di persone nella regione che potrebbero essere spinte nuovamente nella  povertà estrema tra il 2020-21’.

Il rapporto prevede anche che i rischi di prospettiva nella regione sub-sahariana possa solo aumentare e includono riprese più deboli del previsto nelle principali economie dei partner commerciali, ostacoli logistici che rallentino ulteriormente la distribuzione dei vaccini e i problemi sulla  produttività del lavoro che rischiano di indebolire la crescita potenziale e il reddito a lungo termine.

Secondo il rapporto Global economic prospects, i paesi dell’Africa Sub-Sahariana maggiormente colpiti sono stati quelli con grandi focolai interni, quelli fortemente dipendenti dai viaggi e dal turismo - che hanno praticamente rallentato fino a un arresto quasi completo - così come gli esportatori di materie prime, in particolare di petrolio.

Gli esportatori di petrolio sono stati alle prese con prezzi nettamente inferiori (Angola, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Sud Sudan), mentre quelli con grandi settori dei viaggi e del turismo hanno sofferto di chiusure quasi complete delle attività legate al turismo (Capo Verde, Etiopia, Mauritius, Seychelles). Le contrazioni negli esportatori di materie prime agricole sono state in genere meno ripide, con alcune addirittura che hanno evitato recessioni (Benin, Costa d'Avorio, Malawi, Uganda). ‘Ciò riflette in parte l'esposizione alquanto ridotta del settore agricolo alla pandemia, poiché i prezzi delle materie prime agricole sono diminuiti molto meno della maggior parte delle materie prime industriali, così come i settori dei servizi relativamente più piccoli in molte di queste economie’ si legge nel rapporto.

Un altro punto debole messo in evidenza dal rapporto di Banca Mondiale riguarda il crollo del flusso di denaro verso l’Africa: a cominciare da investimenti e rimesse dei migranti.  ‘Dopo deflussi di capitali senza precedenti nella prima metà del 2020, gli afflussi di ripresa sono stati anemici - si legge nel rapporto -  In totale, i flussi di investimenti diretti esteri sono crollati di circa il 30-40% lo scorso anno, mentre si stima che gli afflussi di rimesse, una fonte vitale di reddito familiare e entrate in valuta estera, siano crollati del 9% nella regione.

Altro punto debole nel quadro economico dell’Africa sub-sahariana è legato all’indebitamento dei governi nel 2020.

‘Poiché l'attività economica e le entrate del governo sono diminuite drasticamente - scrive Banca Mondiale nella sua anlisi - mentre la spesa legata alla pandemia è aumentata notevolmente, il debito pubblico nella regione è balzato in media di 8 punti percentuali al 70% del PIL . Nelle economie a corto di liquidità, i governi hanno dovuto affrontare gravi difficoltà per pagare i propri debiti sovrani’.(AGI)

AIM

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