Senegal

45 Senegal: nominato coordinatore ONU per lo sviluppo del Sahel

(AGI) – Dakar, 8 gen. – Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha annunciato ieri la nomina del senegalese Abdoulaye Mar Dieye a Coordinatore speciale per lo sviluppo nel Sahel.
In una nota delle Nazioni Unite si legge che Abdoulaye Mar Dieye, che avrà il suo ufficio a Dakar, “è un macroeconomista ed esperto di sviluppo con una solida esperienza di sviluppo acquisita negli ultimi trentacinque anni”.
Il nuovo incarico è stato istituito per rafforzare “l’impegno collettivo e integrato nella regione del Sahel per fermare il deterioramento della situazione, riconoscendo l’interdipendenza tra crisi di sicurezza, umanitarie e umane. sviluppo”. Abdoulaye Mar Dieye è stato fino ad ora consulente del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp). (AGI)
AIM

(114 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Africa Occidentale Free

    Del Re nuovo Rappresentante Speciale Ue per il Sahel,...

    SAHEL - Tutti i ministri degli Esteri dell’Ue riuniti IN Lussemburgo per il Consiglio Affari Esteri, hanno votato per l’approvazione della nomina di Emanuela Del Re come nuovo Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per il Sahel.

    “È la prima italiana, e la prima donna in assoluto, a ricoprire questo ruolo, per questo sono orgoglioso di aver proposto la sua candidatura” scrive sul suo account Facebook il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

    Del Re prenderà il posto dello spagnolo Ángel Losada Fernández che ricopriva l’incarico dal 2015. Nel corso del suo mandato alla Farnesina come viceministra, Emanuela Del Re ha compiuto frequenti viaggi nella regione saheliana; prima di lasciare la Farnesina, era stata in Mali, dopo il primo pronunciamento militare dello scorso agosto, e in Niger dove è presente un contingente militare italiano.

    Il Sahel, ricorda oggi Di Maio, è un’area dell’Africa subsahariana dove agiscono diversi gruppi terroristici, per tutta l’Europa è fondamentale stabilizzare quei territori per dare sostegno alle popolazioni locali: “Come ho avuto modo di ribadire in occasione delle mie recenti visite in Africa, contrastando i gruppi criminali e terroristici riusciremo a salvaguardare anche la sicurezza dei nostri cittadini”.

  • Africa OccidentaleGuineaSenegal Free

    Accordo militare tra Senegal e Guinea, verso riapertura...

    SENEGAL/GUINEA - Il ministro della Difesa senegalese, Sidiki Kaba, e il suo omologo della Guinea Conakry, hanno firmato sabato ad Accra, in Ghana, un importante accordo militare. La firma, che riguarda un impegno per la riapertura delle frontiere tra i due Paesi, è arrivata a margine della 59a sessione ordinaria della Conferenza dei capi di Stato e di governo dell’Ecowas/Cedeao, avviata nella capitale ghanese nelle stesso giorno. L’accordo sarebbe l’esito di una serie di trattative condotte con discrezione da Guinea e Senegal attraverso i rispettivi ministri degli Esteri e con la mediazione del presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo, che attualmente presiede anche la Conferenza dei capi di Stato e di governo Ecowas/Cedeao, di quello del Gambia Adama Barrow e del presidente della Commissione Ecowas/Cedeao, Jean-Claude Kassi Brou. L’accordo sarà soggetto a ratifica da parte dei parlamenti dei due Paesi e dovrebbe costituire un passo cruciale verso la revoca del blocco alle frontiere che da mesi limita la libertà di movimento anche di guineani e senegalesi. come loro proprietà su entrambi i lati del loro confine comune. Il presidente della Guinea Alpha Condé, il 27 settembre 2020, prima delle elezioni presidenziali che hanno portato alla sua rielezione, ha deciso di chiudere le frontiere con il Senegal, la Guinea Bissau e la Sierra Leone per “ragioni di sicurezza”. Pochi giorni dopo, il primo ottobre, di fronte a una delegazione congiunta dell’Ecowas/Cedeao, dell’Unione africana e delle Nazioni Unite ricevuta nel palazzo presidenziale di Sekhoutouréya, ha accusato il presidente della Guinea Bissau, Umaro Sissoko Embalo, e il vicepresidente della Sierra Leone, Mohamed Juldeh Jalloh, di manovrare per portare in Guinea popolazioni reclutate su base comunitaria per interferire con il voto. Ha quindi criticato il Senegal di Macky Sall per non aver dato seguito alla sua proposta di organizzare pattugliamenti misti tra i loro due paesi, per prevenire “infiltrazioni malintenzionate”. Da allora i confini con Guinea Bissau, Sierra Leone e Senegal sono stati chiusi unilateralmente. Una situazione incomprensibile per commercianti e vettori di entrambe le parti, duramente colpiti. Il memorandum firmato con il Senegal segna rappresenta un passo avanti verso il ritorno alla normalità, ma la soluzione è in ogni caso ancora lontana. Il presidente della Guinea Bissau, Umaro Sissoco Embaló, intervenendo poco dopo la firma, ha espresso la sua contarietà all’accordo e ha annunciato che il suo Paese non accetterà mai di firmare un accordo per la riapertura del confine comune con la Repubblica di Guinea. “Sto partecipando a una cerimonia qui che nessuno capisce. Non capiamo, perché non c’è guerra tra Senegal e Guinea. In base allo spirito dell’Ecowas, dobbiamo dire la verità al Presidente Alpha Condé. Ossia che non aveva aclun diritto di chiudere i confini con Guinea Bissau, Senegal e Sierra Leone”.
  • Nigeria Free

    Il secondo ponte su Niger sarà completato nel 2022

    NIGERIA - Il ministro nigeriano dei Lavori e degli alloggi, Babatunde Fashola, ha affermato che il secondo ponte sul Niger sarà completato nel 2022. Il ministro ha parlato ieri in occasione di un forum organizzato dall’agenzia di stampa della Nigeria (Nan) per celebrare il sesto anniversario dell’amministrazione Buhari ad Abuja. La costruzione del ponte è iniziata nel settembre 2018. Secondo Fashola, il ponte, che servirà da importante collegamento tra il sud-est e il sud-ovest, sarà consegnato tra il secondo e il terzo trimestre del 2022. Ha detto che i lavori sono stati rallentati a causa della pandemia, ma ha aggiunto che sono comunque a buon punto e che le strutture di cemento sott’acqua sono state completate. Il ponte sarà lungo 1,6 km e dotato di altre infrastrutture ausiliarie, tra cui un’autostrada di 10,3 km e uno svincolo. Si estenderà da Asaba nel Delta a Ozubulu, Ogbaru e altre comunità dell’Anambra.
  • Niger Free

    UEMOA: Niamey primo produttore di miglio e sorgo

    NIGER - Il Niger è il primo produttore nel 2020 di miglio e sorgo dell’Uemoa,  l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale con quasi il 40% della produzione. Ad indicarlo un recente rapporto della Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale. Nel periodo dal 2018 al 2020, il Paese ha prodotto in tutto 16,5 milioni di tonnellate di miglio e sorgo, precisano le statistiche dell’istituzione con sede a Dakar. La produzione, infatti, che si attestava a quasi 6 milioni di tonnellate nel 2018, è scesa a 5,1 milioni di tonnellate un anno dopo, prima di iniziare un nuovo trend di crescita nel 2020 con una produzione stimata di 5,4 milioni di tonnellate (5,8% tra il 2019 e il 2020). Miglio e sorgo, insieme al riso, sono i principali prodotti alimentari del Niger.
  • Senegal Free

    FMI: 650 mln di credito, ma il Covid ha colpito...

    SENEGAL – Il consiglio direttivo dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha approvato uno stanziamento di 650 milioni di dollari in aiuti al paese la cui economia,  definita“promettente” nel medio periodo, è stata duramente colpita dalle conseguenze del Covid-19. Lo fa sapere lo stesso FMI in una nota nella quale si precisa che l’approvazione del fondo di riserva da 650 milioni di dollari da parte del Comitato Esecutivo consente un esborso immediato di circa 187 milioni di dollari. Ciò segue il precedente sostegno di emergenza del Fondo al Senegal nell'aprile 2020 per un importo di 442 milioni di dollari USA. Nella nota l’FMI precisa che “la pandemia di COVID-19 ha colpito duramente l'economia senegalese e ha causato difficoltà a molti, in particolare quelli attivi nel settore informale”. La crescita nel 2020 è stimata all'1,5%, “sostenuta da un raccolto record” mentre i settori dell'ospitalità, del turismo e dei trasporti “hanno sofferto gravi contrazioni”. La forte attuazione da parte del governo di una politica economica e sociale Il programma di resilienza (PRES) ha contribuito a rafforzare il settore sanitario e a mitigare i problemi delle famiglie e perdite di reddito delle imprese. Per il 2021, l’FMI prevede una modesta ripresa con una crescita che raggiunge circa il 3,7 per cento. “Le prospettive macroeconomiche a breve termine si sono deteriorate in particolare a causa del protrarsi della Pandemia di COVID-19, prezzi delle materie prime più elevati e maggiori esigenze di finanziamento per il vaccino. Si prevede una graduale ripresa nel 2021, anche se soggetta a importanti rischi al ribasso, compresa una terza ondata della pandemia di COVID-19” ha detto il responsabile del FMI del piano di sostegno al Senegal, Mitsuhiro Furusawa, secondo il quale Il programma di riforma delle autorità rimane “appropriato” per raggiungere l'obiettivo di una crescita forte e inclusiva e il mantenimento della stabilità macroeconomica.
  • Mali Free

    Ecowas conferma la sospensione del paese per 'Golpe'

    MALI - Il Mali resta ancora sospeso dalla Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) dopo il secondo colpo di stato militare in pochi mesi, avvenuto a maggio. Sabato, al termine di un incontro, i leader regionali hanno segnalato dei miglioramenti nella situazione politica in Mali, ma hanno riferito che il paese continuerà a essere monitorato. “I capi di stato vogliono essere più rassicurati sui progressi” ha riferito ai giornalisti il capo della commissione Ecowas Jean-Claude Kassi Brou dopo un vertice nella capitale ghanese Accra.