Gibuti

Governo investe in Trade development bank (TDB)

GIBUTI –  La Caisse Nationale de Sécurité Sociale (CNSS) di Gibuti ha investito oltre 5 milioni di euro nel capitale sociale della Banca di sviluppo del commercio in Africa orientale e australe (Trade and Development Bank, TDB).

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Ultimi articoli della sezione Africa Orientale

  • Etiopia Free

    Al via lavori per campus medico ad Addis Abeba

    ETIOPIA - Hanno un valore economico pari a 300 milioni di dollari i lavori per la costruzione di una struttura sanitaria integrata avviati ad Addis Abeba dalla Roha Medical Campus, sussidiaria del gruppo statunitense Roha.

    A darne notizia sono i media locali, dai quali si apprende che la struttura prevede la realizzazione di cinque ospedali con oltre 1100 posti letto complessivi per fornire servizi specialistici e chirurgici avanzati, tra cui anche trapianti di organi e trattamenti oncologici.

    Il campus medico dovrebbe fornire cure di alta qualità e convenienti a oltre 100.000 pazienti all'anno, riservando il 10% di posti disponibili al servizio sanitario nazionale in modo da garantire che le strutture siano accessibili al maggior numero possibile di etiopi, indipendentemente dal reddito.

    Il campus medico è la quarta iniziativa portata avanti in Etiopia dal gruppo Roha, il cui portafoglio include inoltre Juniper Glass, uno stabilimento di produzione di bottiglie di vetro da oltre 100 milioni di dollari a Debre Birhan; Ethio Lease, la prima società di leasing di attrezzature private dell'Etiopia; e Raxio Data Center, che sta costruendo il primo data center di livello III in Etiopia, carrier-neutral, nell'ICT Park di Addis Abeba. [MV]

  • Gibuti Free

    Dp World chiede risarcimento su causa gestione porto

    GIBUTI - La Dp World di Dubai, uno dei più grandi operatori portuali del mondo, ha chiesto 210,2 milioni di dollari di danni al governo di Gibuti in una battaglia legale nata sui diritti di concessione portuale. La Dp World e Gibuti dal 2012 sono impegnati in una controversia legale per la gestione del Terminal container di Doraleh, che si trova nel Corno d’Africa lungo le principali rotte commerciali all’ingresso meridionale del Mar Rosso. Nel 2018 Gibuti ha sequestrato il terminal bloccando l’attività della società di Dubai. La Corte di arbitrato internazionale di Londra aveva dato ragione alla società ordinando a Gibuti di ristabilire il contratto. Ora la Dp World ha avanzato, sempre all’arbitrato di Londra, la richiesta di risarcimento per la perdita stimata di entrate e commissioni di gestione dal 2018 al 31 marzo di quest’anno. [GT]
  • Rwanda Free

    Fondi a società locale per rete di motociclette...

    RWANDA - Ampersand, una società di motociclette elettriche, ha ricevuto 3,5 milioni di dollari dall'Ecosystem Integrity Fund (Eif) per aiutarla ad espandere la sua rete di motociclette elettriche e stazioni in Rwanda. Lo ha annunciato Josh Wale, fondatore e Ceo di questa azienda con sede a Kigali, determinata a utilizzare i fondi per espandersi oltre i confini del Rwanda e alimentare il suo dipartimento di ricerca e sviluppo per elettrificare l'intera flotta di motociclisti dell'Africa orientale entro il 2030. "Ora abbiamo l'impulso di adattare le nostre operazioni per elettrificare tutti i 5 milioni di motociclette taxi dell'Africa orientale entro il 2030", ha puntualizzato il Ceo di Ampersand, successivamente finanziata e sostenuta da FactorE Ventures, dal Rwanda Green Fund, dal programma Development Innovation Ventures di Usaid, da Shell Foundation, dal Frontier Technology Livestreaming Fund del Regno Unito, dal governo della Nuova Zelanda e dalla Catalytic Fund di Blue Haven Initiative. I fondi sbloccati dall’Eif rappresentano il primo investimento in assoluto nel settore della mobilità elettrica effettuato da parte di un fondo di capitale di rischio nell'Africa sub-sahariana. [CN]
  • Somalia Free

    Altri due anni per Farmaajo, Usa e Ue valutano sanzioni

    SOMALIA - Nonostante pressioni e minacce di sanzioni, il presidente somalo Mohamed Abdullahi Farmaajo ha ratificato la legge approvata due giorni fa dal parlamento che proroga di due anni il suo mandato scaduto lo scorso 8 febbraio, respingendo quello che il ministero degli Esteri ha definito oggi in una nota “un ricatto” per favorire “un cambio di regime incostituzionale”. Farmaajo ha firmato ieri sera la legge e oggi la comunità internazionale ha ribadito la propria “profonda preoccupazione”, sostenendo in un comunicato congiunto che “la risoluzione del 12 aprile mina pace, sicurezza e stabilità della Somalia e oltre”. “Siamo convinti che l’attuazione dell’accordo del 17 settembre rimanga la migliore linea d’azione da seguire e invitiamo quindi il governo federale e i leader degli Stati membri federali a riprendere con urgenza i colloqui per definire la via da seguire”, si afferma nella nota sottoscritta da missione dell’Unione africana (Amisom), Unione Europea, Nazioni Unite, Igad (organizzazione regionale dell’Africa orientale), Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. La comunità internazionale ha anche invitato “tutte le parti ad esercitare la massima moderazione, evitando azioni unilaterali che potrebbero infiammare le tensioni”. Proprio oggi il sito somalo Garowe ha riferito di un video in cui un alto funzionario della Difesa, il generale Mohamud Mohamed Koronto, ha minacciato di prendere il controllo dell’aeroporto internazionale di Mogadiscio, criticando la decisione del parlamento di approvare la proroga del mandato presidenziale. Il via libera della Camera bassa del parlamento somalo è arrivato dopo mesi di stallo nei negoziati tra governo e Stati federali per portare il paese alle urne. La norma prevede anche di garantire il suffragio universale alle prossime consultazioni, dopo che era stato nuovamente accantonato lo scorso settembre quando Farmaajo e i governi regionali avevano raggiunto l’accordo per andare alle urne con il voto per collegi elettorali. L’approvazione della Camera bassa è stata definita incostituzionale dal presidente del Senato somalo, che avrebbe dovuto a sua volta dare il via libera alla legge, mentre la coalizione dell’opposizione, Forum di salvezza nazionale, ha annunciato che adotterà “ogni misura per fermare la proroga illegale e sta lavorando per trovare una soluzione alla transizione”. Ieri l’iniziativa del parlamento era stata duramente contestata dal segretario di Stato americano, Antony Blinken, sostenendo la necessità di trovare un accordo per risolvere la crisi elettorale. In una nota, Blinken ha dichiarato che l’implementazione della legge “obbligherà gli Stati Uniti a rivedere i rapporti bilaterali con il governo federale della Somalia e a valutare tutti gli strumenti disponibili, comprese sanzioni e restrizioni sui visti, per rispondere alle iniziative volte a minare la pace e la stabilità”. Anche il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, ha annunciato che saranno valutate “misure concrete”. Moniti a cui ha risposto oggi il ministero degli Esteri di Mogadiscio, secondo cui “le dichiarazioni allarmistiche rilasciate da alcuni partner internazionale” mirano a portare avanti “un’agenda per un cambio di regime incostituzionale e a incitare il popolo somalo contro il proprio governo legittimo, minacciando pace e stabilità”. “Il governo federale della Somalia non tollererà interferenze straniere e minacce su questioni interne sensibili – conclude il comunicato – il governo apprezza il continuo sostegno della comunità internazionale, ma respingerà ogni tentativo di usare l’assistenza umanitaria per ricattare il paese e portare avanti la loro agenda segreta”. [SS]
  • EtiopiaSomalia Free

    Allo studio una ferrovia verso il porto di Berbera

    ETIOPIA / SOMALIA - Il governo di Addis Abeba sta valutandola possibilità di collegare il porto di Berbera in Somaliland alla rete ferroviaria ferroviaria tra Etiopia e Gibuti.

    A segnalarlo sono i media locali, ricordando che il progetto non faceva parte del programma ferroviario di 5000 chilometri che l'Etiopia aveva proposto di sviluppare circa un decennio fa.

    Denominato "Progetto di collegamento da porto a porto", il progetto dovrebbe essere realizzato nell'ambito del piano di sviluppo decennale approvato di recente.

    Secondo le informazioni rese note, l'infrastruttura dovrebbe essere sviluppato in regime di partenariato pubblico-privato con potenziali investitori.

    In base a quel che viene riportato dai media che ne danno notizia, il progetto dovrebbe prevedere la costruzione di 310 chilometri di ferrovia da Ayisha, che è collegata con la ferrovia a scartamento standard tra Etiopia e Gibuti, fino al porto di Berbera. 

    Un primo studio realizzato dal ministero dei Trasporti etiopico, rileva che la maggior parte del progetto sarebbe stata realizzata all'interno dei confini del Somaliland mentre solo 60 km sarebbero stati in territorio etiopico.

    Il costo stimato del progetto è di 1,5 miliardi di dollari e, se realizzato, avrà un impatto su tutte le aree lungo la linea ferroviaria facilitando lo sviluppo dell'industria dei servizi portuali e l'economia nazionale dell'Etiopia. [MV]

  • Kenya Free

    Assegnato incarico per rilevamento sismico in offshore

    KENYA - Ion Geophysical ha ottenuto un accordo esclusivo per programmi di rilevamento sismico 3D nel Bacino di Lamu, al largo del Kenya settentrionale, un’area sottoesplorata che deve ancora produrre il suo primo petrolio offshore, in parte a causa della mancanza di dati 3D: lo ha annunciato la società con sede a Houston, in Texas, specializzata in servizi di pianificazione ed elaborazione sismica per l'industria del petrolio e del gas. "Siamo lieti che il ministero dell'Energia e del Petrolio del Kenya abbia scelto Ion per promuovere il potenziale di idrocarburi delle risorse offshore e attirare investimenti futuri", si è rallegrato Joe Gagliardi, vice presidente senior del gruppo statunitense, precisando che “il programma farà leva sulla nostra vasta libreria di dati e conoscenze al largo del Kenya e dell'Africa orientale. In un ambiente sempre più competitivo per i dati sismici, abbiamo l'esclusività geografica in un’area promettente e sottoutilizzata per eseguire la nostra strategia 3D, sia per i nuovi programmi di acquisizione che per quelli di reimaging. Il Kenya rappresenta una quarta significativa opportunità per diversificare il nostro successo nel reimaging 3D, oltre a Messico, Brasile e Mauritania". L'accordo include sia una nuova acquisizione 3D al largo del Bacino di Lamu che il reimaging dei dati al largo del Kenya. L'indagine si svolgerà in due fasi, in partnership con la compagnia petrolifera cinese Bgp, coprendo i margini nord e sud del bacino. Secondo le informazioni disponibili sul sito web di Ion Geophysical, il Kenya dovrebbe tenere un round di licenze offshore a breve termine. "Una volta completati, i dati sismici avanzati saranno i dati più moderni disponibili nella regione a sostegno del round. Sebbene ancora non produca commercialmente idrocarburi, il Kenya offshore è un bacino idrocarburico collaudato e il nuovo 3D, integrato con la copertura 2D esistente di Ion nella regione, è più adatto per potenziali nuove scoperte e prospettive", si legge nella brochure del sondaggio Ion in Kenya. [CN]