Africa

Distribuzione vaccini covid, appello presidente Afdb

AFRICA – Solidarietà globale e giustizia vaccinale sono necessarie per una più equa distribuzione dei vaccini in Africa: a porre l’attenzione sulla questione, riferisce un comunicato, è stato il presidente della Banca Africana di Sviluppo (Afdb), Akinwumi Adesina, parlando in occasione del lancio di venerdì scorso del rapporto African Economic Outlook 2021 della Banca.

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  • Africa Free

    Produzione anacardi, le contraddizioni del continente

    AFRICA - Il continente africano coltiva la maggior parte degli anacardi del mondo, ma ne lavora solo una piccola frazione a causa della mancanza di industrie di trasformazione, perdendo così una ricchezza di opportunità offerta dalla crescente domanda globale: a porre i riflettori sulla contraddizione è la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) tramite un rapporto appena pubblicato. Tra il 2000 e il 2018, il commercio mondiale di anacardi crudi è più che raddoppiato fino a 2,1 miliardi di chilogrammi, precisa Unctad, e i produttori africani – guidati dalla Costa d’Avorio – hanno rappresentato quasi due terzi della crescita. Ma gli agricoltori e gli esportatori del continente ottengono solo una frazione del prezzo finale al dettaglio, secondo il rapporto “Le materie prime in sintesi: edizione speciale sugli anacardi”, disponibile qui. “I Paesi che coltivano anacardi ma non li lavorano su larga scala trattengono solo una piccola parte del valore creato quando la noce viaggia dalla fattoria al negozio”, ha detto Miho Shirotori, che guida il lavoro dell’Unctad sui negoziati commerciali e la diplomazia commerciale. “Gli agricoltori, gli esportatori e i lavoratori africani si stanno perdendo un sacco di opportunità”, ha precisato Shirotori. Dal documento si apprende che gli anacardi prosperano nei climi tropicali di 20 nazioni dell’Africa occidentale e orientale, dove viene coltivato circa il 90% degli anacardi grezzi commercializzati nel mercato globale. Dopo la Costa d’Avorio, i principali produttori sono Tanzania, Nigeria, Benin, Guinea-Bissau, Mozambico e Ghana. Ma meno del 15% delle noci del continente sono sgusciate sul suolo africano. Il resto viene esportato principalmente in Asia, dove l’85% degli anacardi del mondo viene sgusciato, il che aggiunge valore al prodotto. Solo due nazioni asiatiche – India e Vietnam – hanno rappresentato circa il 98% delle importazioni mondiali di anacardi grezzi tra il 2014 e il 2018. Ancora più valore viene aggiunto in Europa e Nord America, dove il 60% dei gherigli scambiati viene tostato, salato, confezionato e consumato come snack o come ingrediente di bevande o per altri prodotti. Anche se è difficile calcolare quanto gli africani stiano perdendo, il rapporto fornisce calcoli indicativi: nel 2018, per esempio, il prezzo di esportazione dei semi di anacardi dall’India all’Unione Europea (Ue) era circa 3,5 volte superiore a quello pagato ai coltivatori di anacardi in Costa d’Avorio – una differenza di prezzo del 250%. E dopo la lavorazione secondaria nell’Ue, il prezzo dei gherigli di anacardio era circa 2,5 volte più alto di quando sono stati esportati dall’India – e circa 8,5 volte di più di quando hanno lasciato la Costa d’Avorio. “Questo dimostra il potenziale per la creazione di valore nei Paesi africani produttori di anacardi, 14 dei quali sono classificati come ‘meno sviluppati'”, ha detto Shirotori. “E la creazione di valore può portare a migliori salari per i lavoratori e più soldi per l’economia locale”. Il rapporto sottolinea infatti il potenziale degli anacardi di contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare quello sulla riduzione della povertà. “Poiché la produzione avviene tipicamente in piccole aziende agricole nelle zone rurali, c’è un legame diretto tra l’aggiunta di valore nel settore degli anacardi e il raggiungimento della riduzione della povertà”, scrivono gli autori, sottolineando che gli anacardi sono una fonte di reddito per circa 3 milioni di piccoli agricoltori in Africa. Il rapporto sottolinea che tutti i 46 Paesi che producono anacardi “su scala significativa” sono economie in via di sviluppo, 18 dei quali sono classificati come “Paesi meno sviluppati”. “L’Africa non è il centro del rapporto”, ha detto Stefan Csordas, l’autore principale del documento, precisando però che “dato che il continente produce più della metà dell’offerta globale ed è dove si trovano 14 dei Paesi meno sviluppati che producono anacardi, l’Africa occupa un posto di rilievo nell’analisi”. [VGM]
  • Africa Free

    Fmi, economia in ripresa ma percorso ancora lungo

    AFRICA - La crescita economica dei Paesi dell'Africa sub-sahariana dovrebbe toccare quest'anno un tasso del 3,4%, riprendendosi dalla contrazione dell'1,9% nel 2020, la peggiore mai registrata, ma in molti Paesi il reddito pro capite non tornerà ai livelli pre-crisi fino ad almeno il 2025: è quel che emerge dall'ultima edizione del Regional Economic Outlook for Sub-Saharan Africa del Fondo monetario internazionale (Fmi).

    Secondo il rapporto diffuso ieri dall'istituzione finanziaria internazionale (disponibile qui), infatti, le prospettive a breve termine sono soggette a notevoli incertezze legate al decorso della pandemia, all'accesso ai vaccini e al contesto esterno che rende più impegnativo ottenere finanziamenti.

    “L'Africa sub-sahariana sarà la regione a crescita più lenta del mondo nel 2021, con i limiti all'accesso ai vaccini che frenano la ripresa a breve termine - ha sottolineato Abebe Aemro Selassie, direttore del dipartimento africano dell'Fmi - Pochi raggiungeranno una disponibilità diffusa di vaccini prima del 2023. E la maggior parte dei paesi della regione non è in grado di aumentare la portata del sostegno straordinario di politica fiscale e monetaria che sta contribuendo a guidare la ripresa nelle economie avanzate".

    Osservando nel dettaglio le prestazioni di alcuni singoli Paesi, emerge che secondo i dati dell'Fmi il Sudafrica ha registrato lo scorso anno una contrazione del 7% e dovrebbe crescere quest'anno del 3,1%; la Nigeria ha registrato invece una contrazione dell'1,8% nel 2020 e dovrebbe registrare quest'anno un tasso di crescita del 2,5%.

    La crisi legata alla pandemia ha portato a una contrazione dell'economia dell'Angola del 4% lo scorso anno, ma dovrebbe registrare una leggera crescita (+0,4%) in questo 2021 per la prima volta da sei anni.

    Più complessa la situazione nei Paesi dipendenti dal turismo, in particolare per le nazioni insulare, che hanno registrato lo scorso anno contrazioni del prodotto interno lordo comprese tra il 14 e il 16%.

    “Le prospettive per l'Africa subsahariana continuano ad affrontare un'incertezza maggiore del solito", ha aggiunto Selassie evidenziando come la priorità in questo momento sia quella di salvare vite umane. 

    "Ciò richiederà maggiori spese per rafforzare i sistemi sanitari e gli sforzi di contenimento e per coprire l'approvvigionamento e la distribuzione di vaccini - ha detto il direttore del dipartimento africano dell'Fmi - Per la comunità internazionale, garantire la copertura vaccinale per l'Africa subsahariana è un bene pubblico globale. Le restrizioni alla diffusione di vaccini o attrezzature mediche dovrebbero essere evitate, le strutture multilaterali come COVAX dovrebbero essere completamente finanziate e le dosi in eccesso nei paesi ricchi dovrebbero essere ridistribuite rapidamente".

    “La prossima priorità sarà rafforzare la ripresa e alimentare il potenziale di crescita della regione attraverso riforme audaci e trasformative", ha proseguito Selassie elencando tra tali riforme la digitalizzazione, l'integrazione commerciale, la concorrenza, la trasparenza e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Temi che insieme alla questione del debito saranno al centro del prossimo vertice internazionale di alto livello sul finanziamento per l'Africa previsto dallo stesso Fmi nel mese di maggio. [MV]

  • Africa Free

    Guida Fao-Ua per prodotti agricoli con area di libero...

    AFRICA - L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e il Dipartimento per l’agricoltura, lo sviluppo rurale, l’economia blu e lo sviluppo sostenibile della Commissione dell’Unione africana hanno lanciato una guida per promuovere il commercio intra-africano di prodotti agricoli nell’ambito del nuovo accordo dell’Africa continentale di libero scambio (AfCFTA).

    La guida, dal titolo “Framework for Boosting Intra-African Trade in Agricultural Commodities and Services”, è un modello per l’espansione del commercio agricolo tra i Paesi africani e mira a sbloccare il potenziale del settore agricolo per contribuire alla crescita sostenibile e inclusiva per l’Africa.

    L’aumento del commercio rappresenta un cambiamento di paradigma lontano dal normale business ed è una parte importante del lavoro di collaborazione per aumentare la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti gli africani. L’AfCFTA è entrata in vigore il 1° gennaio 2021 ed è la più grande area di libero scambio al mondo in termini di numero di Paesi coperti. Rappresenta un mercato di 1,2 miliardi di consumatori. Per approfondire cliccare qui. [ES]

  • Africa Free

    Covid, per Fmi serve aiuto internazionale su vaccini

    AFRICA - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha avvertito che più di 30 milioni di persone in Africa subsahariana sono state spinte nella povertà dall’impatto economico della pandemia di coronavirus. Allo stesso tempo, ha invitato le nazioni più ricche ad aiutare i Paesi africani a ottenere un migliore accesso ai vaccini. L’Fmi stima che alcuni Paesi africani dovranno aumentare la spesa sanitaria del 50% se vorranno raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 60% della loro popolazione. Sul versante economico, l’Fmi sottolinea che sebbene le prospettive per la regione subsahariana siano migliorate molto resta ancora da fare per recuperare il terreno perduto nel corso del 2020: secondo le stime dell’organizzazione internazionale, quella subsahariana sarà la regione al mondo che crescerà al ritmo più lento. [MS]
  • Africa Free

    Covid, lanciato partenariato per produrre vaccini

    AFRICA - In risposta alle richieste di esperti sanitari ed economici di tutto il continente di aumentare la capacità locale di produrre vaccini per rafforzare la sicurezza sanitaria dell’Africa, l’Unione Africana ha lanciato oggi il suo Partenariato per la produzione africana di vaccini.

    La partnership, annunciata durante una conferenza virtuale, include due accordi volti a promuovere la produzione di vaccini in tutto il continente africano.

    I nostri governi devono farsi avanti e prendere l’iniziativa, ha affermato Donald Kaberuka, inviato speciale dell’Unione africana su covid-19. “Quello che abbiamo visto durante questa crisi è che la solidarietà internazionale è molto volubile. È molto volatile”. Gli obiettivi della partnership includono un’agenda coordinata sulla produzione di vaccini per il continente; rafforzamento di cinque siti di produzione regionali nei prossimi 10-15 anni; mobilitazione di partenariati finanziari; rafforzamento dei sistemi regolatori regionali; aumento del trasferimento di tecnologia ai produttori nel continente; e lo sviluppo delle università africane come principali centri di ricerca e sviluppo sui vaccini.

    “Ci deve essere un ripensamento di ciò che noi stessi facciamo in Africa”, ha detto Kaberuka.

    Come parte del quadro, l’Unione Africana ha firmato un accordo  con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations per rafforzare la preparazione alle pandemie e alle epidemie in Africa; aumentare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di vaccini; investire nello sviluppo delle capacità e nella formazione; rafforzare i laboratori regionali e i centri di ricerca e lavorare per creare nuovi partenariati.

    Inoltre, l’ African Export-Import Bank ha  firmato un accordo con la African Finance Corporation  per identificare e coinvolgere partner nella produzione di vaccini, cofinanziare transazioni e progetti, fornire supporto preparatorio agli sviluppatori di progetti, nonché supporto politico per allentare le barriere al vaccino. produzione.

    Tre paesi   – Sud Africa, Senegal e Ruanda – sono stati identificati come potenziali siti per iniziare a esplorare la capacità di produrre vaccini a Rna messaggero, la nuova tecnologia utilizzata nello sviluppo dei  vaccini Pfizer e Moderna.

    Anche il Centro africani per il controllo e la prevenzione delle malattie  ha tenuto una conferenza virtuale questa settimana per gettare le basi per la creazione di un ecosistema di produzione di vaccini sostenibile nel continente. Mentre attualmente il continente importa il 99% dei suoi vaccini, Africa CDC spera che entro il 2040 produrrà il 60% dei suoi vaccini a livello locale.

    “Siamo pienamente consapevoli che questa sarà una sfida. Ma siamo anche pienamente consapevoli che un viaggio di 1.000 miglia inizia con un solo passo “, ha affermato John Nkengasong, direttore di Africa Cdc.

    Durante la conferenza sono state enfatizzate le richieste di partecipazione politica all’aumento della produzione di vaccini, all’abbattimento delle barriere di mercato attraverso i confini nazionali e al miglioramento del coordinamento in tutto il continente.

    “Siamo seri o non seri? Se siamo seri, dobbiamo avere la volontà politica di farlo, e ciò può essere fatto solo se uniamo un continente. Altrimenti, è solo una perdita di tempo”, ha detto Mo Ibrahim, fondatore della Mo Ibrahim Foundation. [ES]

  • Africa Free

    Inizia domani Forum economico UE-Africa di alto livello...

    AFRICA - Si terrà online il 16 aprile l’EU-Africa Business Forum (Eabf), ospitato dalla Commissione dell’Unione Europea, dalla Commissione dell’Unione Africana e dalla presidenza portoghese del Consiglio Europeo, e organizzato con il sostegno dell'Africa-EU Energy Partnership e dell’Africa Europe Foundation, sul tema “Accelerare il partenariato UE-Africa per la transizione all'energia verde in Africa”. A questo panel di alto livello - che raggrupperà rappresentanti delle Commissioni UE e UA nonché esponenti di banche di sviluppo e amministratori delegati del settore privato  per discutere i modi di stimolare gli investimenti pubblici e privati necessari nel continente africano per una rapida trasformazione energetica in Africa, sotto la moderazione di Kandeh Yumkella, co-presidente dell'Africa Europe Foundation Strategy Group on Energy -, sono attesi gli interventi del commissario dell'UA per le Infrastrutture e l'Energia, Amani Abou-Zeid, del ministro degli Esteri del Portogallo, Augusto Santos Silva, e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Frans Timmermans. Seguiranno i 20 e 21 aprile due giorni di digital marketplace, che saranno l’occasione per gli imprenditori di promuovere il proprio progetto, impegnandosi in discussioni di alto livello con voci provenienti da tutta l'Africa e l'Europa, e di partecipare a riunioni business to business e business to government nell’ottica di una transizione sostenibile in Africa. L'Eabf fa parte dei Green Talks UE-Africa, una serie di dialoghi con partner africani e internazionali, soggetti interessati del mondo degli affari, istituzioni finanziarie per lo sviluppo, società civile e università che partecipano all’Africa Green Investment Forum. Per ulteriori informazioni, visitare il sito dell'evento qui Per il programma dell’evento: clicca qui