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Contributo Ue per lotta alle locuste

AFRICA ORIENTALE – La Commissione europea ha annunciato un finanziamento di 8 milioni di euro da parte dell’Unione Europea (Ue) che permetterà ai Paesi del Corno d’Africa di mantenere uno stato di prontezza di fronte ad una possibile recrudescenza delle locuste del deserto.

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    Sostegno cinese per riabilitazione rete ferroviaria

    SUDAN - Il governo di Khartoum si è assicurato l’appoggio della Cina per avviare la riabilitazione della sua rete ferroviaria: in gioco ci sono lavori e commesse per un valore di 640 milioni di dollari. Questa settimana, come ha dichiarato il ministro dei Trasporti Hisham Abu-Zaid, le autorità sudanesi hanno ricevuto dalla società cinese Crrc Ziyang carrozze per treni merci per un valore di 50 milioni di euro. Le nuove carrozze consentiranno al Sudan di trasportare su rotaia 350.000 tonnellate di merci al mese, rispetto alle 80.000 attuali. Non è chiaro quali saranno le prossime iniziative. I fondi cinesi danno respiro a un’economia che dopo il colpo di Stato militare ha dovuto prendere atto del congelamento degli aiuti da parte di Stati Uniti, Banca Mondiale e altri Paesi. [MS]
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    Onu, oltre un milione gli sfollati per la siccità

    SOMALIA - Sono ormai un milione gli sfollati in Somalia per la peggiore siccità registrata nel Paese del Corno d’Africa negli ultimi 40 anni. E’ quanto hanno reso noto l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e il Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc), precisando che sono più di 755.000 le persone sfollate dall’inizio del 2022, cifra che ha portato a superare la soglia di un milione a partire da gennaio 2021. “Questo dato di un milione serve come un enorme campanello d’allarme per la Somalia – ha detto Mohamed Abdi, Direttore Paese in Somalia di Nrc – la fame sta perseguitando l’intero Paese. Stiamo vedendo sempre più famiglie costrette a lasciarsi tutto alle spalle perché nei loro villaggi non c’è letteralmente acqua né cibo. È necessario aumentare urgentemente il finanziamento degli aiuti prima che sia troppo tardi”. Nella nota diffusa oggi le due organizzazioni ricordano che la Somalia sta registrando un periodo di siccità di due anni, situazione che non si vedeva da più di 40 anni, e che la mancata quinta stagione delle piogge è destinata a sfollare altre famiglie. Da mesi le agenzie umanitarie denunciano come la siccità abbia compromesso i mezzi di sussistenza di pastori e agricoltori, costretti a trasferirsi nei centri urbani in cerca di acqua e cibo, dove l’aumento dei prezzi alimentari causato dalla guerra in Ucraina sta ulteriormente aggravando la loro situazione. Le Nazioni Unite stimano che che in Somalia si passerà nei prossimi mesi da circa 5 milioni a oltre 7 milioni di persone in condizioni di fame. Hussein, padre di otto figlio, è stato costretto a raggiungere un campo sfollati con tutta la sua famiglia dopo che la siccità ha devastato raccolti e bestiame nel suo villaggio: “Le persone lasciate indietro non hanno alcuna possibilità. È solo questione di tempo prima che muoiano. Anche qui potremmo morire perché non abbiamo niente”. “Le comunità vulnerabili sono le più colpite dagli effetti della crisi climatica, lasciando molte famiglie senza protezione e aumentando il numero degli sfollati”, ha rimarcato Magatte Guisse, rappresentante dell’Unhcr in Somalia, ricordando che “la situazione in Somalia era già una delle più sottofinanziate prima di quest’ultima crisi”. “Anche se noi e i partner umanitari stiamo facendo il possibile per offrire una risposta, abbiamo semplicemente risorse insufficienti – ha denunciato – la comunità internazionale deve farsi avanti per salvare vite umane e sostenere questa risposta umanitaria”. Lo scorso giugno, l’Unhcr ha fatto sapere di avere bisogno di 9,5 milioni di dollari per la Somalia, nell’ambito del suo appello per aiutare le comunità sfollate colpite dalla siccità nel Corno d’Africa. [SS]
  • EtiopiaGibuti Free

    Accordo per esportare pesce in Etiopia

    GIBUTI - Djibah Seafoods Company, impianto di Gibuti specializzato nella lavorazione e nel confezionamento di prodotti ittici, e Belayab Foods & Lewis Retails hanno firmato ad Addis Abeba, in Etiopia, un memorandum d’intesa che prevede l’esportazione di prodotti ittici da Gibuti verso il mercato etiope. Il memorandum è stato siglato dall’amministratore delegato di Djbah, Eleyeh Issa Goudi, e da quello di Belayab Foods and Lewis Retails, Admasu Yitagesu. La cerimonia di firma – di cui danno notizia i media gibutini – si è svolta presso l’Ambasciata di Gibuti ad Addis Abeba, alla presenza di un rappresentante della compagnia aerea nazionale Air Djibouti, che trasporterà le merci per via aerea in Etiopia. Inaugurata nel 2019 dal Presidente Ismail Omar Guelleh, Djibah seafoods esporta già i suoi prodotti in Europa, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Estremo Oriente. Il protocollo d’intesa firmato con Lewis Retails è in linea con una visione strategica che ha l’ambizione di aumentare non solo il volume delle esportazioni dell’azienda, ma anche di sviluppare il marchio “Made in Djibouti”. Secondo stime correnti Gibuti ha un significativo potenziale di pesca stimato in circa 48.000 tonnellate, di cui 9.300 tonnellate sono costituite da specie marine ad alto valore aggiunto. [MS]
  • Etiopia Free

    Gerd, una seconda turbina ha iniziato a produrre...

    ETIOPIA - Il governo di Addis Abeba ha annunciato oggi l’entrata in funzione della seconda turbina della Grand Ethiopian Renaissance Dam (Gerd) per la produzione di energia elettrica. Secondo quanto riportato dai media locali, la seconda turbina, capace di generare 375 megawatt di elettricità, è stata avviata alla presenza del premier Abiy Ahmed e della presidente Sahlework Zewde. La prima turbina della diga era entrata in funzione lo scorso febbraio. La Gerd è al centro da anni di forti tensioni, e di negoziati, tra Etiopia, Egitto e Sudan: Il Cairo teme che il riempimento e il funzionamento della Gerd possa ridurre il suo approvvigionamento di acqua del Nilo, mentre Khartoum teme l’impatto della diga sui flussi di acqua verso le proprie dighe. I due Paesi hanno chiesto un accordo vincolante ad Addis Abeba su riempimento e funzionamento della diga. Da parte loro le autorità etiopiche hanno più volte sottolineato il ruolo essenziale della diga per lo sviluppo del Paese, assicurando che non avrà alcun impatto negativo sui Paesi a valle del Nilo Azzurro. Posizione ribadita anche oggi dal premier durante la cerimonia: “Noi intendiamo solo generare energia e cambiare le condizioni di vita del nostro popolo; abbiamo fatto grande attenzione per non arrecare danno ai nostri fratelli e sorelle a valle, e a valle non si è verificata carenza d’acqua”. [SS]
  • Africa Orientale Free

    Gruppo tedesco scommette su sviluppo agricoltura

    AFR ORIENTALE - Il gruppo tedesco Stihl punta all’Africa orientale e apre suoi uffici a Nairobi, in Kenya. Specializzato nella fornitura di attrezzature per l’agricoltura e il settore delle costruzioni, Stihl punta a trarre profitto dal crescente peso che questi settori stanno avendo nelle economie africane. “Il nostro piano è di distribuire i nostri prodotti attraverso il Kenya in tutta la regione arrivando anche a Rwanda, Uganda, Burundi, Sud Sudan e Paesi del Corno” ha detto Francois Marais, amministratore delegato di Stihl East Africa. Quello di Nairobi sarà il secondo hub continentale per la società tedesca che è già presente in Africa dal 1996 con un ufficio in Sudafrica. [MS]
  • Tanzania Free

    Intesa con Masdar per sviluppare energie rinnovabili

    TANZANIA - La Compagnia per le forniture elettriche della Tanzania (TANESCO) ha siglato un accordo con l'emiratina Masdar per sviluppare in modo congiunto progetti di generazione alimentati con fonti rinnovabili in Tanzania, per una capacità complessiva fino a due gigawatt.

    Secondo le informazioni rese note dai media che riportano la notizia, l'intesa prevede la costituzione di una società di joint venture in comproprietà al 50% tra le due organizzazioni per sostenere e promuovere lo sviluppo dei progetti, in particolare solari fotovoltaici ed eolici.

    “L'accordo porterà una grande rivoluzione nello sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro Paese - ha detto Maharage Chande, amministratore delegato di TANESCO -. Attraverso la prima fase della collaborazione, prevediamo di generare circa 600 MW e continueremo con altri progetti fino a raggiungere i 2.000 MW annunciati".

    In qualità di unico fornitore di elettricità del Paese, TANESCO vuole aggiungere più fonti di energia rinnovabile alla rete nazionale per soddisfare la crescente domanda di energia del paese e aumentare l'accesso all'energia. Il governo tanzaniano punta a un tasso di elettrificazione per l'intero paese del 75% entro il 2035. [MV]