Africa

Covid, Fondazione Mastercard a sostegno di Africa Cdc

AFRICA – La Fondazione Mastercard ha annunciato che stanzierà 1,3 miliardi di dollari nei prossimi tre anni in collaborazione con il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) per salvare le vite e i mezzi di sussistenza di milioni di persone in Africa e accelerare la ripresa economica del continente.

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  • Africa Free

    UNCTAD: Italia ancora tra i primi dieci investitori nel...

    AFRICA - L’Italia si conferma uno dei principali investitori nel continente africano e anche per il 2019 è entrata tra le prime dieci in classifica.

    E' quanto InfoAfrica ha potuto apprendere elaborando i  dati contenuti nel World Investment Report 2021 della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), pubblicato ieri (https://unctad.org/system/files/official-document/wir2021_en.pdf), secondo cui nel 2019 l’Italia ha fatto registrare 31 miliardi di dollari di Investimenti Diretti Esteri (IDE) verso il continente africano, un aumento di quasi il 50% rispetto ai 21 miliardi di dollari del 2015.

    Secondo i dati di UNCTAD, l’Italia si piazza nel 2019 al terzo posto tra i paesi dell’Unione Europea (preceduta solo da Olanda con 67 miliardi e da Francia con 65)  e all’ottavo posto a livello globale, dopo Regno Unito, Cina, Stati Uniti, Mauritius e Sudafrica.

    Negli ultimi sei anni gli investimenti italiani in Africa sono cresciuti costantemente e il paese è sempre in cima alle classifiche internazionali.

    La parte del leone negli investimenti continua ad essere giocata dai grandi player del settore energetico, a cominciare da ENI, ma in crescita anche Enel. Tuttavia, seppur in assenza di dati precisi al momento, si registra anche un maggior fermento di investimenti su scala più piccoli e in settori meno capitai-intensive di quello energetico.

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    UNCTAD (3): il Covid fa diminuire investimenti… ...

    AFRICA - L’impatto negativo del Covid e delle sue conseguenze economiche internazionali non ha riguardato solo gli investimenti diretti Esteri (IDE) produttivi in Africa. Secondo l’ultimo rapporto dell’UNCTAD , il World Investment Report 2021(qui il link per scaricarlo https://unctad.org/system/files/official-document/wir2021_en.pdf), sono diminuiti anche gli investimenti negli SDG, tranne che nelle energie rinnovabili. “Gli investimenti esteri in Africa diretti verso i settori legati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) sono diminuiti considerevolmente in quasi tutti i settori nel 2020. L'energia rinnovabile è stata l’unica eccezione, con accordi internazionali di project finance in aumento del 28% a $ 11 miliardi, da $ 9,1 miliardi nel 2019” si legge nella sintesi del rappporto.

    Anche gli investimenti di paesi africani verso l’estero (noti come deflussi) sono diminuiti di due terzi nel 2020 attestandosi lo scorso anno a 1,6 miliardi di dollari, rispetto ai 4,9 miliardi di dollari nel 2019. I deflussi più elevati sono stati dal Togo (931 milioni di dollari). Gli investimenti da quel paese erano in gran parte diretti ad altri paesi africani. Significativi anche i deflussi dal Ghana (542 milioni di dollari) e dal Marocco (492 milioni di dollari), sebbene siano diminuiti rispettivamente dell'8% e del 45% rispetto al 2019.

    Guardando avanti

    Sebbene l'UNCTAD preveda una crescita degli IDE in Africa nel 2021, ritiene che questa previsione possa essere “minacciata” da una ripresa economica più “tiepida del previsto” e da un lento programma di diffusione dei vaccini. Due elementi in grado di minacciare la portata della ripresa degli investimenti. Si prevede che gli IDE verso il continente crescano solo del 5% nel 2021, al di sotto dei tassi di crescita previsti sia a livello globale che nei paesi in via di sviluppo.

    “Nonostante le proiezioni indichino solo una debole ripresa degli investimenti nel 2021, ci sono alcuni fattori attenuanti che segnalano che gli IDE potrebbero riprendere slancio entro il 2022 e tornare rapidamente ai livelli pre-pandemia”, ha affermato Zhan.

    In primo luogo, un previsto aumento della domanda di materie prime, in particolare nel settore energetico, con l'accelerazione dell'economia globale nella seconda metà del 2021, si tradurrà in maggiori investimenti in cerca di risorse.

    In secondo luogo, la riconfigurazione delle catene del valore globali (GVC) e la crescente importanza delle catene del valore regionali (RVC) apriranno nuove opportunità per i paesi africani.

    In terzo luogo, l'attuazione di alcuni progetti chiave annunciati nel 2021 e in precedenza, compresi quelli ritardati a causa della pandemia, potrebbe sostenere la ripresa degli IDE.

    Infine, l'imminente finalizzazione del Protocollo sugli investimenti sostenibili dell'accordo sull'Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA) potrebbe dare impulso agli investimenti intracontinentali.

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    UNCTAD (2): il Covid fa diminuire investimenti… il...

    AFRICA - L’impatto negativo del Covid e delle sue conseguenze economiche internazionali sull’afflusso di investimenti diretti Esteri (IDE) in Africa (-16%) a livello continentale ha avuto comunque un andamento differente e seconda delle regioni. Riportiamo gli andamenti regionali evidenziati dall’ultimo rapporto dell’UNCTAD  World Investment Report 2021(qui il link per scaricarlo https://unctad.org/system/files/official-document/wir2021_en.pdf)

    Nord Africa - Gli afflussi di IDE in Nord Africa si sono ridotti del 25% scendendo a 10 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 14 miliardi di dollari del 2019, con forti flessioni nella maggior parte dei paesi. L'Egitto è rimasto il maggior beneficiario in Africa, sebbene con una significativa riduzione (-35%) a $ 5,9 miliardi nel 2020.

    Africa subsahariana -Gli afflussi di IDE verso l'Africa subsahariana sono diminuiti del 12% a 30 miliardi di dollari, con investimenti in crescita solo in pochi paesi.

    Africa Australe - Gli IDE verso l'Africa meridionale sono diminuiti del 16% a $ 4,3 miliardi anche se il rimpatrio di capitali da parte delle imprese multinazionali (MNE) in Angola ha contribuito a contenere il rallentamento. Mozambico e Sudafrica hanno rappresentato la maggior parte degli afflussi in Africa meridionale.

    Africa occidentale - Nonostante il leggero aumento degli afflussi in Nigeria da 2,3 miliardi di dollari nel 2019 a 2,4 miliardi di dollari, gli IDE verso l'Africa occidentale sono diminuiti del 18% a 9,8 miliardi di dollari nel 2020. Anche il Senegal è stata tra le poche economie del continente che ha ricevuto maggiori afflussi nel 2020, con un aumento del 39% a 1,5 miliardi di dollari, grazie agli investimenti in energia.

    Africa centrale - L’Africa centrale è stata l'unica regione in Africa che ha registrato un aumento degli IDE nel 2020, con afflussi di $ 9,2 miliardi, rispetto a $ 8,9 miliardi nel 2019. L'aumento degli afflussi nella Repubblica del Congo (del 19% a $ 4,0 miliardi) ha contribuito a prevenire un calo.

    Africa dell’Est - Gli IDE verso l'Africa orientale sono scesi a 6,5 ​​miliardi di dollari, con un calo del 16% rispetto al 2019. L'Etiopia, nonostante abbia registrato una riduzione del 6% degli afflussi a 2,4 miliardi di dollari, ha rappresentato oltre un terzo degli investimenti esteri nell'Africa orientale.

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    UNCTAD: il Covid fa diminuire investimenti diretti e...

    AFRICA - La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo sugli investimenti diretti esteri (IDE) in Africa poiché i flussi verso il continente sono diminuiti del 16% nel 2020 scendendo a quota 40 miliardi di dollari, rispetto ai 47 miliardi di dollari del 2019.

    E’ quanto riporta il World Investment Report 2021 dell'UNCTAD, pubblicato ieri (https://unctad.org/system/files/official-document/wir2021_en.pdf), nel quale si precisa che “le sfide economiche e sanitarie a cascata dovute alla pandemia combinate con i prezzi bassi delle materie prime energetiche hanno pesato pesantemente sugli investimenti esteri nel continente”.

    Il rapporto mostra che i paesi dipendenti dalle materie prime sono stati colpiti più gravemente delle economie non basate sulle risorse. "L'ambiente difficile ha colpito tutti gli aspetti degli investimenti esteri", ha affermato il direttore degli investimenti e delle imprese dell'UNCTAD, James Zhan.

    Gli annunci di progetti Greenfield (progetti di investimento da realizzare ex-novo), una misura del sentimento degli investitori e delle tendenze future degli IDE, sono scesi come valore assoluto del 62% a 29 miliardi di dollari, rispetto ai 77 miliardi di dollari del 2019.

    Le fusioni e acquisizioni transfrontaliere (M&A) sono diminuite del 45% scendendo a 3,2 miliardi di dollari, rispetto ai 5,8 miliardi di dollari nel 2019. Gli annunci di project finance internazionali, particolarmente rilevanti per i grandi progetti infrastrutturali, sono crollati del 74% a 32 miliardi di dollari.

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    Da debito a investimenti, mercoledì un webinar di alto...

    AFRICA - Il debito dei Paesi a basso reddito rischia di aggravare ulteriormente le conseguenze della pandemia, che ha compromesso le prospettive di sviluppo di tali Paesi almeno quanto la stessa sostenibilità del debito. Ripartire da qui, da una riconversione del debito dei Paesi a basso reddito, è un imperativo categorico per Link2007, che mercoledì 23 giugno alle ore 10 presenterà ufficialmente in un webinar di alto livello la proposta ReleaseG20, che prevede una conversione flessibile, totale o parziale, del debito dei Paesi a basso reddito e di quelli i cui problemi di indebitamento sono stati aggravati dalle conseguenze economiche e sociali della pandemia.

    L’iniziativa propone al G20, alle Istituzioni e Agenzie dell’Onu, alle Istituzioni finanziarie internazionali di superare la sospensione del pagamento e di realizzare una conversione del debito, con modalità flessibili e che evitino casi di default, promuovendo al tempo stesso investimenti per la ripresa ambientalmente e socialmente sostenibile. ReleaseG20 suggerisce di sostituire il rimborso del debito, destinando in valuta locale i relativi importi a definiti investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

    Al webinar, che sarà aperto da Marina Sereni, vice ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, parteciperanno il presidente di Link2007 Roberto Ridolfi, che illustrerà la proposta nel dettaglio, il consigliere diplomatico e sherpa G20 della Presidenza del Consiglio Luigi Mattiolo, il ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Guinea Ibrahima Khalil Kaba, il ministro delle Finanze della Repubblica dell’Uganda Matia Kasaija, il ceo dell’Agenzia per lo Sviluppo dell’Unione Africana (Nepad) Ibrahim Assane Mayaki. In una seconda parte del webinar si terrà una tavola rotonda, aperta dalla vice Ministra Sereni e moderata da Francesco Rampa dell’ufficio sherpa del G20 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui parteciperanno l’ambasciatore d’Algeria Ahmed Boutache, l’ambasciatore dello Zambia Joseph Katema, l’ambasciatrice del Ghana Eudora H. Quartey Koranteng, l’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo Fidèle Khakessa Sambassi e Cleophas Adrien Dioma, in rappresentanza del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo. La conclusione dei lavori sarà affidata a Marco Ricci, presidente Gruppo di lavoro Sviluppo, Presidenza italiana del G20.

    La conferenza si terrà online ed è possibile registrarsi inviando una mail a segreteria@link2007.org.

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    Fondo per le rinnovabili (AREF II) raccoglie 130 mln da...

    AFRICA - L’Africa Renewable Energy Fund II (AREF II) ha raccolto 130 milioni di euro da sette investitori internazionali.

    Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali, precisando che il fondo, gestito da Berkeley Energy, finanzierà le energie rinnovabili nell'Africa subsahariana, escluso il Sudafrica.

    Gli investitori nel nuovo Africa Renewable Energy Fund II (AREF II) includono Swedfund, l'istituto finanziario del governo svedese; il gruppo CDC del governo britannico; l’italiana Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il Fondo per l'energia sostenibile per l'Africa (Sefa) della Banca africana di sviluppo (AfDB). Alla prima mobilitazione finanziaria dell'AREF II ha partecipato anche Proparco, filiale del gruppo dell'Agenzia francese per lo sviluppo (AFD). Il nuovo fondo è sostenuto anche dalla Netherlands Development Finance Company (FMO) e dal Clean Technology Fund (CTF), che fa parte del Climate Investment Fund (CIF).

    Queste istituzioni finanziarie, la maggior parte delle quali molto attive nelle energie rinnovabili in Africa, hanno mobilitato 130 milioni di euro per AREF II. I fondi sono destinati a finanziare l'energia pulita, inclusi progetti eolici, solari, idroelettrici fluviali e di stoccaggio. Secondo il gestore del fondo Berkeley Energy, AREF II mira a raggiungere 300 milioni di euro per aiutare a diffondere le energie rinnovabili in Africa.

    Per Berkeley Energy, AREF II avrà un impatto significativo e misurabile a livello regionale e locale, attraverso la fornitura di energia pulita e conveniente, generando allo stesso tempo un sostanziale sviluppo economico locale e opportunità di occupazione attraverso progetti infrastrutturali.

    Il nuovo fondo fa seguito all'AREF, che ha contribuito allo sviluppo di una serie di progetti in Africa, tra cui geotermico, solare e idroelettrico.