Egitto

Emesso primo green bond per sostenere rinnovabili

EGITTO – L’International finance corporation (IFC), il braccio operativo finanziario della Banca Mondiale, ha annunciato che investirà 100 milioni di dollari attraverso l’emissione del primo green bond del settore privato egiziano,  emesso dalla Commercial International Bank.

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    Ripresa sarà guidata dal settore privato, afferma AfDB

    MAROCCO - L’inclusione finanziaria, lo sviluppo delle aree rurali e l’integrazione del Paese nelle catene globali del valore sono gli ingredienti necessari per l’uscita del Marocco dalla crisi, un’uscita in cui il settore privato giocherà un ruolo di primo piano: è questa la principale conclusione del rapporto “Lo sviluppo del settore privato in Marocco: sfide e opportunità in tempi di pandemia” presentato dalla Banca africana di sviluppo (Afdb). Frutto di una collaborazione tra la Banca africana di sviluppo, la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, questo primo studio delinea le sfide e le opportunità per le imprese marocchine nel contesto della crisi attuale. “Questo rapporto definisce la riflessione sul ruolo del settore privato marocchino nelle dinamiche di crescita, resilienza e ripresa economica” ha affermato durante il suo discorso di apertura, il country manager dell’ufficio della Banca africana di sviluppo in Marocco, Achraf Tarsim. Nelle sue conclusioni, il rapporto conferma l’importanza di sostenere lo sviluppo del settore privato in Marocco, facilitando l’accesso ai finanziamenti per le piccole imprese, in particolare quelle dell’economia rurale, per accelerare il processo economico, finanziario e l’inclusione sociale di tutta la popolazione. Con il sostegno del piano economico e di investimenti dell’Unione europea, la Banca europea per gli investimenti si dichiara “fortemente mobilitata al fianco dei suoi partner” per sostenere una ripresa rapida, sostenibile e inclusiva per tutti in Marocco, secondo le dichiarazioni del capo della rappresentanza della Banca europea per gli investimenti in Marocco, Anna Barone. “Accelerare la trasformazione dell’economia marocchina verso un modello sostenibile e inclusivo richiede una maggiore mobilitazione degli investimenti privati. La Bers, con il suo mandato di sostenere il settore privato, desidera contribuire pienamente” ha dichiarato Antoine Salle de Chou, direttore dell’ufficio della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo in Marocco. Secondo il rapporto, le rapide decisioni delle autorità marocchine hanno mitigato le conseguenze economiche e sociali della crisi sanitaria, ragion per cui nel 2021 gli effetti della crisi sul commercio, sull’attività economica e sui mercati finanziari si sono attenuati: si prevede un ritorno alla crescita economica, sostenuto dal rimbalzo delle esportazioni verso l’Unione Europea, una buona stagione agricola, un parziale ritorno dei turisti e la stabilità delle rimesse dei marocchini residenti all’estero. Il documento rileva in particolare che le piccole e medie imprese (Pmi), che rappresentano circa il 90% del settore privato marocchino, sono state colpite dalla crisi: stanno incontrando reali difficoltà nell’investire, nel migliorare il proprio valore aggiunto e nello sviluppo per creare posti di lavoro sostenibili. Per rafforzare la resilienza dell’economia marocchina e uscire con successo dalla crisi, il rapporto raccomanda di perseguire l’inclusione finanziaria, promuovere una nuova dinamica di sviluppo nelle aree rurali e approfondire l’ancoraggio del Marocco nelle catene dei valori globali. Il documento, in questo senso, propone di accelerare l’attuazione della Strategia nazionale di inclusione finanziaria rafforzando, in particolare, il ruolo chiave delle istituzioni finanziarie non bancarie come le istituzioni di microfinanza e le società di leasing. L’obiettivo è quello di arricchire la gamma di strumenti specifici per consentire alle piccole imprese di finanziare il proprio progetto di investimento. La relazione sottolinea inoltre la necessità di migliorare l’integrazione economica e l’apertura commerciale delle zone rurali, con uno sforzo particolare da compiere per l’inclusione delle donne, dei giovani e delle persone poco qualificate. Infine, l’analisi indica che è altrettanto importante che l’economia marocchina diversifichi i propri prodotti per rifornire nuovi mercati di esportazione. [ASB]
  • Marocco Free

    Pronto entro fine anno cementificio di Agadir-Souss

    MAROCCO - Il nuovo cementificio di Agadir-Souss della LafargeHolcim Maroc, sarà pronto entro la fine del 2021: questo impianto, dotato delle più moderne tecnologie, in particolare in termini di tutela ambientale, beneficerà di una piattaforma di recupero dei rifiuti domestici a seguito della firma nel 2021 di un accordo con le autorità locali. Secondo la stampa nazionale, lo stabilimento sarà in grado di produrre 1,6 milioni di tonnellate di cemento all’anno, per sostenere lo sviluppo delle province meridionali e della regione di Souss-Massa. Il cementificio utilizzerà tecnologie di automazione, robotica, intelligenza artificiale per migliorare il proprio processo produttivo. Queste soluzioni innovative garantiscono una produzione di cemento più sicura, efficiente e sostenibile. In termini di energia verde, come gli altri stabilimenti del gruppo in Marocco, il cementificio di Agadir Souss sarà alimentato dal 2023 da energia eolica e utilizzerà anche combustibili alternativi. Con questo nuovo stabilimento, LafargeHolcim Maroc sta già contribuendo alla creazione di posti di lavoro nella regione di Souss-Massa. Dall’inizio dei lavori nel 2018, quasi 1.400 persone lavorano ogni giorno alla costruzione della cementeria. [GT]
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    A Tripoli una mostra archeologica congiunta con l...

    LIBIA - L’Ambasciata italiana a Tripoli ha annunciato l’inaugurazione mercoledì di una mostra archeologica congiunta con il partner libico che si terrà al Castello Rosso nella capitale Tripoli; il museo ospiterà la mostra dal titolo Libia-Italia: un patrimonio culturale comune, come si apprende da un comunicato della sede diplomatica italiana. “La mostra si propone di presentare la profondità della cooperazione italiana e libica nel settore dell’archeologia, mostrando il lavoro congiunto svolto negli ultimi settant’anni da archeologi di entrambi i Paesi”, si legge nella nota. L’Ambasciata italiana ha osservato inoltre che la mostra sarà “un’occasione unica per conoscere meglio i luoghi, i monumenti e le caratteristiche principali che hanno reso possibile questa intensa collaborazione”. L’evento apre anche l’iniziativa “cooperazione in mostra”, un ciclo di tre mostre ispirate alle tre principali aree geografiche libiche: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Le scuole locali sono l’obiettivo principale dell’iniziativa fa sapere l’ambasciata. Gli studenti possono visitare la mostra fino alla fine di dicembre, prima che questa  si sposti a Bengasi. L’evento è promosso dall’Ambasciata d’Italia e dal dipartimento delle Antichità della Libia. Il progetto è finanziato dal ministero degli Affari esteri italiano e ideato dalla Fondazione Meda-Mediterraneo antico. All’evento inaugurale hanno partecipato tutte le missioni archeologiche italiane che operano in Libia. L’inaugurazione mette in luce “un universo vario e dinamico, attivo nella conservazione di incisioni rupestri, relitti sottomarini e città antiche come Cirene, Leptis Magna, Sabratha e Necropoli” si legge nella nota. L’inaugurazione della mostra coincide anche con la ripresa dei lavori archeologici nella tomba di Mitra. Si tratta di “un sepolcro ipogeo romano situato nel centro di Tripoli”, in cui sono conservati parte degli affreschi usati per decorare la cripta funebre. La professoressa Luisa Musso capo di della missione archeologica dell’Università Roma 3, in coordinamento con l’Istituto centrale per il restauro (Icr), dirige i lavori di restauro finanziati dal ministero degli Affari esteri. L'Italia, inoltre, attiverà presto corsi di specializzazione concepiti per lo staff tecnico del dipartimento delle Antichità libico, con focus sulla archeologia subacquea. sulla conservazione dei mosaici e la gestione degli archivi. L’Ambasciata ha spiegato che queste attività sono tutte parti fondamentali del trattato di amicizia italo-libico firmato nel 2008 a Bengasi. “Questi elementi delineano il ruolo preminente delle relazioni culturali nella cooperazione internazionale”, conclude la nota. [TM]
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    Agrumi, Paese primo al mondo per esportazione arance

    EGITTO - Nonostante le ripercussioni del covid-19, secondo il ministero dell’Agricoltura egiziano, nel 2020 l’Egitto è riuscito a raggiungere un boom senza precedenti nel campo delle esportazioni agricole, raggiungendo  5,2 milioni di tonnellate, per un valore di circa 2,2 miliardi di dollari. L’Egitto si è classificato al primo posto a livello mondiale nelle esportazioni di arance, superando la Spagna, in precedenza leader mondiale. Il volume totale delle esportazioni egiziane di arance alla fine del 2020 ammontava a circa 1,6 milioni di tonnellate. Tra i nuovi mercati di riferimento dell’Egitto da segnalare quello giapponese, aperto per la prima volta alle esportazioni agricole di agrumi egiziani nel novembre del 2020. [GT]
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    Addio carbone, aziende cemento investono su gas...

    EGITTO - Le aziende del cemento in Egitto stanno investendo sui combustibili a gas naturale lasciando il carbone sette anni dopo la decisione del governo di obbligare le aziende a utilizzare una miscela di combustibili. Una decisione dettata non solo da ragioni di sostenibilità ambientale ma soprattutto per via dell’incremento dei costi del carbone. Secondo i media egiziani, il Consiglio per l’esportazione dei materiali da costruzioni ha preparato degli studi tecnici sulla fattibilità economica dei cementifici che tornano a lavorare con il gas naturale alla luce dell’aumento dei prezzi del carbone. Lo studio sarà presentato entro pochi giorni al Ministero del Commercio e dell’Industria. Il governo egiziano nelle scorse settimane ha emesso una decisione per ridurre il prezzo del gas naturale per l’industria a 4,5 dollari per milione di unità termica. [GT]
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    Startup, Cartona raccoglie 4,5 milioni di dollari

    EGITTO - Cartona, la piattaforma B2B specializzata in generi alimentari e con sede in Egitto, che collega rivenditori a produttori e grossisti, ha raccolto con successo 4,5 milioni di dollari nel suo ultimo round di finanziamento. Lo rivela Magnitt, una community online di startup mediorientali: il round di pre-serie A è stato guidato da Global Ventures, con la partecipazione di Kepple Africa Ventures, T5 Ventures e un gruppo di investitori. Fondata nell’agosto 2020, Cartona ha lanciato il suo mercato di e-commerce B2B concentrandosi sulla riduzione della catena di approvvigionamento e delle sfide operative per l’industria dei beni di consumo in rapido movimento digitalizzando il mercato commerciale tradizionale, prevalentemente offline, in Egitto. L’azienda offre un marketplace leggero che consente ai rivenditori di generi alimentari di ordinare digitalmente i prodotti attingendo da una rete curata di venditori. Cartona è stata progettata per eliminare le inefficienze lungo la catena del valore, fornendo una maggiore visibilità attraverso confronti di prezzi in tempo reale ed ETA, consentendo al contempo industria e fornitori di ottimizzare la loro esecuzione sul mercato tramite dati e analisi. L’azienda è stata co-fondata da Mahmoud Talaat, l’ex Chief Commercial Officer di Lamar Egypt, che ha contribuito a costruire e far crescere l’azienda in una posizione di leadership con una quota di mercato del 20%. “I piccoli e medi rivenditori meritano l’opportunità di gestire le proprie attività in modo efficiente e allo stesso tempo di crescere. Per fare ciò, hanno bisogno di accedere a servizi di credito, inventario e pagamento. Ci impegniamo a potenziare l’ecosistema B2B attraverso la tecnologia e l’innovazione della catena di fornitura” ha dichiarato Talaat. Dal suo lancio, Cartona ha aggregato oltre 30.000 utenti solo nelle città del Cairo e di Alessandria, ha elaborato oltre 400.000 ordini consegnati con un valore lordo annuale della merce di oltre 63 milioni di dollari. Cartona lavora con 100 aziende industriali e 1.000 distributori e grossisti, offrendo ai consumatori oltre 10.000 prodotti, inclusi alimenti secchi, freschi e surgelati. Mahmoud Abdel-Fattah, co-fondatore di Cartona ha dichiarato: “I dati e la tecnologia trasformeranno la vendita al dettaglio tradizionale in una nativa digitale, il che migliorerà drasticamente l’efficienza della catena di approvvigionamento”. Il team con sede in Egitto prevede di utilizzare i fondi appena acquisiti per sviluppare ulteriormente il suo Tech Stak, lanciare nuovi prodotti ed espandersi geograficamente in tutto l’Egitto. [ASB]