Libia

Da Conferenza di stabilizzazione condanna a intervento straniero

LIBIA - La ministra degli Esteri libica, Najla al-Mangoush, ha affermato in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri kuwaitiano, Ahmed al-Sabah, che la Conferenza di stabilizzazione della Libia di ieri a Tripoli, ha ribadito la sovranità, l’unità e l’indipendenza del Paese, respingendo l’intervento straniero e condannando i tentativi di embargo sulle armi da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La dichiarazione finale, ribadisce inoltre al necessità che il Paese tenga le elezioni presidenziali e legilsative il 24 dicembre, come previsto dalla road map sostenuta dall’Onu. Il testo secondo ha sottolineato l’impegno per seguire le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazionu Unite, in particolare, oltre alle conclusioni delle conferenze di Berlino I e II e la tabella di marcia del Forum di dialogo politico libico, ribadendo l’apprezzamento per l’essenziale ruolo delle Nazioni Unite a sostegno della stabilità in Libia, insieme agli sforzi dell’Unione africana, della Lega araba, dell’Unione europea e dei Paesi vicini. La dichiarazione ha salutato il ritorno delle ambasciate straniere a lavorare da Tripoli, esortando il resto degli Stati a riprendere il lavoro dalla capitale. “La costruzione della fiducia”, continua la dichiarazione “è importante per creare l’ambiente necessario per elezioni nazionali eque e trasparenti il ​​24 dicembre”. La dichiarazione afferma che il governo libico sta guidando gli sforzi internazionali per porre fine alla crisi e il lancio dell’Iniziativa per la stabilità della Libia fa parte di tali sforzi, aggiungendo che il governo sostiene il lavoro della Commissione militare congiunta 5+5 per attuare pienamente l’accordo di cessate il fuoco e il piano d’azione approvato l’8 ottobre per il ritiro dei mercenari stranieri. Il co-presidente della conferenza, il ministro degli Esteri kuwaitiano Ahmed al-Sabah, ha dichiarato alla conferenza stampa dopo la fine del summit che l’evento di ieri ha mostrato segni di una nuova fase di pace e stabilità in arrivo in Libia. Al-Sabah ha ribadito il sostegno all’Iniziativa per la stabilità del Paese agli sforzi della Commissione militare congiunta 5+5 e al suo piano d’azione per il ritiro delle forze straniere. Il ministro ha sottolineato anche la necessità di un coordinamento tra l’Unione europea, l’Unione africana, l’Onu e la Lega araba per sostenere la stabilità e la risoluzione della crisi in Libia, sottolineando il sostegno del Kuwait allo svolgimento delle elezioni generali in Libia in tempo il prossimo dicembre. [TM]© Riproduzione riservata

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  • Marocco Free

    Verso ripresa sfruttamento miniere di ferro di Nador

    MAROCCO - Dopo quasi quattro decenni di chiusura, il Marocco si prepara a riattivare lo sfruttamento delle miniere di ferro situate vicino a Nador, nel nord-est del Paese. A tal fine, la Société d’exploitation des mines du Rif, una controllata dell’Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere (Onyhm), ha appena lanciato una gara internazionale per l’acquisizione totale di giacimenti di ferro. Lo riferisce il sito di notizie Yabiladi. Il termine per la ricezione delle offerte è fissato per il 1 novembre 2022. L’apertura delle proposte in seduta pubblica è prevista per il 3 novembre, presso la sede dell’Onhym a Rabat, la capitale amministrativa del Marocco. Per gli investitori interessati, sarà organizzata una visita in loco durante la settimana del 10 ottobre. Dal 1908 al 1984, i giacimenti di ferro sono stati sfruttati dalla Compagnia spagnola di Rif Mines. La riattivazione della miniera di ferro di Nador dovrebbe consentire la creazione di posti di lavoro in una regione in cui l’attività economica ruota attorno al contrabbando di prodotti provenienti dall’enclave spagnola di Melilla, secondo Yabiladi. Questa gara internazionale arriva due mesi dopo l’annuncio ufficiale da parte del governo algerino dell’avvio della produzione di ferro dalla miniera di Gara Djebilet, situata a ovest di Tindouf, nel sud del Paese. Il progetto è stato affidato a un’azienda cinese, ma storicamente era stata assegnata, nel 1972, a una società mista marocchina-algerina. I giacimenti di ferro di Nador si trovano a soli 25 chilometri dal porto di Beni Nsar. Le miniere di ferro di Ouiksane, Sotolazar e Aksara sono state sfruttate negli anni ’70 ma sno state chiuse negli anni ’80. Erano gestite dalla compagnia pubblica Seferif, filiale dell’Onhym. La regione di Nador contiene le principali riserve ferrose del Paese. Il potenziale sfruttabile sarebbe di circa 26 milioni di tonnellate. L’idea di rilanciare lo sfruttamento giace già da diversi anni, Strategiche per il Marocco in questo momento sono anche le sue riserve di cobalto, richiesto per la fabbricazione di veicoli elettrici, e di fosfati. [CC]
  • Algeria Free

    Positiva la bilancia commerciale

    ALGERIA - Si prevede che l’eccedenza della bilancia commerciale dell’Algeria supererà i 17 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Lo ha affermato il primo ministro Aymen Benabderrahmane ad Algeri. In un discorso pronunciato a conclusione della riunione dell’esecutivo con i governatori tenutasi al Palazzo delle Nazioni, nella capitale, il primo ministro ha detto che “la bilancia commerciale ha ottenuto un surplus stimato in 14 miliardi di dollari alla fine dello scorso agosto, e ci aspettiamo che supererà i 17 miliardi entro la fine del 2022”. Il valore delle esportazioni al di fuori degli idrocarburi ha raggiunto i 4,4 miliardi di dollari alla fine dello scorso agosto, e dovrebbe raggiungere i 7 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Oltre a ciò, la riserva cambi, che ha registrato “un aumento significativo nell’ultimo periodo, superando la percentuale che era stata fissata”. Benabderrahmane ha richiamato l’attenzione sui rapporti internazionali emessi da vari organismi, che indicano un netto miglioramento del tasso di cambio della moneta nazionale. Grazie a questi indicatori positivi, “cominciano a manifestarsi i tratti di ripresa economica”. Il primo ministro ha attribuito il miglioramento della performance macroeconomica alla “saggezza del presidente della Repubblica nel gestire gli affari di Stato rivitalizzando i settori che guidano la crescita economica, e tra i suoi strumenti c’è la politica di controllo delle importazioni”. In questo contesto, il capo del governo algerino ha sottolineato che la politica commerciale estera attualmente adottata mira a “controllare e razionalizzare le importazioni, non a frenarle, come stanno cercando di far capire alcuni malintenzionati”. Ciò consente “la protezione del prodotto nazionale, al fine di stabilire un tessuto agricolo e industriale sviluppato che costituisce un pilastro per una forte economia nazionale e garantisce la sicurezza nazionale”. Il primo ministro ha inoltre ha evidenziato il ruolo centrale dei governatori locali nella promozione degli investimenti e dello sviluppo nelle wilaya (le divisioni amministrative algerine), invitandoli a monitorare i progetti di investimento sul campo con un approccio partecipativo, al fine di rimediare alle disfunzioni esistenti. [CC]
  • Egitto Free

    Il Cairo pronta a candidarsi alle Olimpiadi del 2036

    EGITTO - Il governo del Cairo ha in programma di presentare domanda per ospitare i Giochi Olimpici del 2036, ha detto il ministro dello Sport Ashraf Sobhi durante un ricevimento per il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, che si è tenuto sabato nella capitale egiziana. “Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha dato il suo permesso all’Egitto di presentarsi come ospite per le Olimpiadi del 2036”, ha detto il ministro Sobhi, secondo quanto riportano i media locali. In caso di successo l’Egitto diventerebbe la prima nazione africana o araba ad ospitare le Olimpiadi. “L’Egitto ha solide infrastrutture sportive e se potrà ospitare i Giochi Olimpici, sarà storico”, ha detto Bach durante una conferenza stampa congiunta con Sobhi. Un funzionario egiziano ha annunciato all’inizio del mese che Egitto, Grecia e Arabia Saudita erano in trattative per ospitare congiuntamente la Coppa del mondo di calcio 2030. L’Egitto ha già ospitato la Coppa d’Africa 2019, così come il campionato mondiale di pallamano dell’anno scorso durante la pandemia di Covid-19. [TM]
  • Egitto Free

    Presto un complesso industriale per produrre protesi

    EGITTO - L’Egitto avvierà la costruzione di un complesso industriale integrato per localizzare la produzione di protesi per persone con bisogni speciali e questo in collaborazione con società straniere. Il presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi ha emanato le direttive in un incontro con i ministri per dare seguito al progetto. “Ha anche ordinato al governo di aumentare la capacità delle strutture statali di servire le persone con bisogni speciali in conformità con i codici internazionali in questo settore” ha precisato il portavoce presidenziale Bassam Rady in una nota.
    “L’incontro ha affrontato la delineazione di una visione per la creazione del complesso protesico in Egitto in conformità con i più recenti standard tecnologici e medici internazionali” si legge ancora nella dichiarazione. [GT]
  • Algeria Free

    Respinto carico di bovini proveniente dalla Francia

    ALGERIA - Le autorità algerine hanno respinto una spedizione di oltre 780 bovini importati dalla Francia per motivi sanitari. Gli animali erano rimasti bloccati dal 5 settembre al largo di Algeri, dopo che le autorità algerine si erano rifiutate di farli sbarcare. Ora devono tornare in Francia. Secondo il quotidiano francese “Liberation”, che ha riportato la notizia, questa vicenda è stata denunciata dall’Ong Welfarm, che ha fatto luce sulle condizioni di trasporto di questi animali destinati all’esportazione, regolarmente denunciate dalle associazioni di protezione degli animali. I media francesi raccontano che la vicenda ruota attorno ad alcuni capi. Dai documenti che accompagnavano il loro certificato di esportazione risultavano positivi alla rinotracheite bovina, mentre il ministero francese afferma che “non c’è nessuna omissione delle autorità francesi sui certificati di esportazione”, precisando che “gli animali sono sani”. Dopo infruttuosi colloqui con le autorità algerine, il ministero “si è deciso di riportare la nave in Francia”, dove gli animali verranno macellati anche per il rischio di essere stati infettati da un’altra malattia, l’afta epizootica, attualmente presente in Algeria. Anche se il rischio è minimo – come sottolineano i media francesi- le autorità vogliono evitare qualsiasi rischio di introduzione dell’afta epizootica in Francia. Inoltre, l’Ong Welfarm ha denunciato il fatto che gli animali sono stati esportati “su navi mercantili pieni di immondizia: una pratica comune al porto di Sète”, accusando le autorità di aver “approvato tale trasporto di animali in violazione dei requisiti sanitari”. L’Organizzazione afferma che sarebbero morti diversi animali e che “le carcasse così come gli escrementi degli animali non sono stati evacuati. Le condizioni igieniche sono quindi catastrofiche”. La Francia è il principale produttore di carne bovina in Europa. Esporta 1,5 milioni di bovini vivi ogni anno, in particolare verso Spagna, Italia e Algeria. [GT]
  • Egitto Free

    Shoukry, puntiamo a diventare hub regionale per energia

    EGITTO - L’Egitto punta a diventare un hub energetico regionale, fornendo gas naturale ed energia elettrica ai Paesi vicini e potenziando gli investimenti nella produzione di idrogeno verde. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, nel corso di una cena di lavoro ospitata a New York dal presidente francese, Emmanuel Macron, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come ricorda il sito Al Ahram, l’Egitto sta sfruttando la sua posizione alle porte dell’Europa per diventare un importante fornitore di gas naturale liquefatto (Gnl) al continente e mira a sostenere le iniziative messe in atto da Bruxelles per rispondere alla crisi energetica causata dall’arresto delle importazioni di gas russo. Inoltre il Cairo ha raggiunto un surplus di elettricità di oltre il 25% per cui sta ora implementando progetti di collegamento elettrico con i Paesi africani ed europei. Shoukry ha citato un progetto in corso con Cipro e Grecia per collegare le reti elettriche, così come un’iniziativa avviata con la Grecia per costruire un cavo di trasmissione delle comunicazioni sottomarine che colleghi il Nord Africa all’Europa, e ha ricordato che l’Egitto ha già collegato la propria rete elettrica con il Sudan, la Libia e la Giordania, puntando ora a creare collegamenti con altri Paesi arabi e africani. L’Egitto ha anche raggiunto l’autosufficienza per quanto riguarda il gas naturale ed è diventato uno dei principali esportatori di questa fonte di energia, grazie alla scoperta del gigantesco giacimento di Zohr nel Mediterraneo. Questo ha consentito a Il Cairo di intensificare il coordinamento con i Paesi del Medio Oriente nel campo della produzione, liquefazione ed esportazione di gas naturale. Ora l’Egitto sta cercando di aumentare gli investimenti in fonti di energia rinnovabile e pulita per soddisfare le esigenze locali ed esportare energia pulita ai Paesi vicini. Per questo, ha proseguito Shoukry, il governo ha deciso di puntare a diventare un hub globale e regionale per la produzione, lo stoccaggio e l’esportazione di idrogeno verde. E a questo scopo ha firmato, lo scorso agosto, sette memorandum d’intesa con aziende locali e internazionali per creare complessi industriali per la produzione di idrogeno verde nella zona industriale di Ain Sokhna all’interno della zona economica del Canale di Suez. “Le condizioni attuali richiedono che le istituzioni finanziarie internazionali, le banche di sviluppo regionale e i partner di sviluppo svolgano un ruolo chiave nell’aiutare i Paesi sotto stress economico e sociale, fornendo finanziamenti e alleggerendo il debito”, ha rimarcato il ministro durante la cena. [SS]