Senegal

Fondi da AfDB per agro-industria

SENEGAL – La Banca africana di sviluppo (Afdb) e la Banca nazionale per lo sviluppo economico del Senegal (Bnde) hanno firmato un accordo di finanziamento di quasi 22,5 milioni di euro volto a rafforzare le capacità di finanziamento del settore agricolo e piccole e medie imprese senegalesi. Lo riporta un comunicato di Afdb pubblicato ieri.

(235 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

  • Togo Free

    Porto Lomé, in crescita il traffico container

    TOGO - Il porto autonomo di Lomé (Pal) sta registrando un aumento significativo del suo traffico di container. Lo riferiscono i media filo governativi, precisando che il risultato dipende dalla presenza in loco di due operatori, Togo Terminal (Bolloré Africa Logistics) e Lomé Container Terminal (Lct, China Merchants e Msc). Lct, che ha movimentato più di un milione di container nel 2021, gestisce un terminal di trasbordo ad alte prestazioni e intende svilupparne le capacità. Il sito Republic of Togo ricorda che la Msc è candidata all’acquisizione di Bolloré Africa Logistics. Bolloré ha concesso l’esclusiva a Msc fino al 31 marzo 2022 affinché quest’ultima possa, a seguito di un’ulteriore fase di audit e trattative contrattuali, sottoporle, se necessario, una promessa di acquisto. [CC]
  • Ghana Free

    Prevista riduzione rapporto tra debito e Pil

    GHANA - Nel 2022 ci sarà una riduzione di almeno il 2-3% del rapporto tra debito e Prodotto interno lordo (Pil) del Ghana, secondo una ricerca condotta dalla Ghana International Trade and Finance Conference (Gitfic), uno dei think tank più prestigiosi del Paese, ripresa dalla Ghana News Agency. Gitfic prevede un aumento al rialzo del Pil tra il 4,9 e il 6,3%, mostrando un’impennata dati i dati dell’anno precedente e le varie misure messe in atto dal governo per aumentare entrate per attività produttive nell’economia. La ricerca mostra che il rapporto debito/Pil è aumentato in modo consistente per oltre un decennio e l’attuazione della politica olistica delle scuole superiori gratuite, nel 2017, ha ulteriormente aumentato il divario. Tuttavia, la ricerca mostra anche un’evidente ripresa della crescita del Ghana, con l’economia in graduale miglioramento dagli shock pandemici: “Trattandosi di un’economia ben diversificata, il sottosettore estrattivo del Ghana (petrolio e oro) e il cacao continuano a dipendere dalla generazione di entrate che ancorano la crescita. Anche le attività di produzione trasversali dipendono fortemente dal flusso di fornitura di energia elettrica” si legge nella ricerca. Gitfic si aspetta un’ulteriore riduzione dell’inflazione, dato che il 2021 ha visto una riduzione che mostra un notevole risveglio dagli shock pandemici a livello internazionale e nazionale. La Ghana International Trade and Finance Conference (Gitfic) è una rinomata iniziativa del settore privato che lavora a stretto contatto con i settori privato e pubblico all’interno della sottoregione, e con il continente in generale, per guidare l’Accordo di libero scambio continentale (Afcfta e per lo sviluppo finanziario del continente come definito nell’Agenda 2063 dell’Unione Africana sulle questioni commerciali globali e in altri accordi commerciali, finanziari, logistici e finanziari. [ASB]
  • Nigeria Free

    Carburante, il governo manterrà i sussidi

    NIGERIA - Il governo federale di Abuja manterrà “a tempo indeterminato” il sussidio per il carburante e lavorerà per modificare il bilancio 2022 nella direzione di fornire fondi a tale scopo. Lo ha detto ieri il ministro delle finanze nigeriano Zainab Ahmed, a margine di un incontro con il presidente del Senato Ahmad Lawan. Lo riporta la stampa nigeriana. Ahmed ha detto che il governo si è reso conto che i tempi della prevista rimozione del sussidio per la benzina sono “problematici” e peggiorerebbero le sofferenze dei nigeriani: per tale ragione il governo non rimuoverà i sussidi, come previsto a partiere da luglio. Il ministro ha detto che il governo conta sulla prossima raffineria di Dangote per aumentare la capacità di raffinazione del Paese. [ASB]
  • Burkina Faso Free

    Golpe a Ouagadougou, gli attori e il contesto

    BURKINA FASO - Con il classico comunicato stampa letto nella serata di ieri alla tv nazionale, la cui sede era occupata già dal primo mattino, i militari del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr) fedeli al tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba hanno annunciato di aver esautorato dal potere il presidente del Burkina Faso Roch Marc Christian Kaboré per “manifesta incapacità di garantire la sicurezza”. Nel comunicato, letto da un portavoce del Mpsr, è stata annunciata anche la sospensione delle attività dell’Assemblea nazionale e del governo, la chiusura delle frontiere e l’istituzione di un coprifuoco dalle 21 alle 5. “Il Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr) ha deciso di assumersi le proprie responsabilità davanti alla storia, alla comunità nazionale e internazionale. Il Movimento, che riunisce tutte le forze di difesa e di sicurezza, ha così deciso di porre fine al potere di Roch Marc Christian Kaboré, questo 24 gennaio 2022”. Il clima era teso già da sabato, con il divieto delle autorità burkinabé per la manifestazione di protesta contro l’insicurezza e i primi ammutinamenti nei campi militari di Sangoulé Lamizana e Baba Sy, a Ouagadougou, negati dal governo in numerosi comunicati stampa andati avanti anche tutta la giornata di domenica. Lunedì mattina gli ammutinati sono passati all’azione, bloccando Kaborè ed arrestandolo e occupando la sede della tv nazionale e di altri centri di potere. A capo del Mpsr c’è il 41enne tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, uno tra gli ufficiali di fanteria che guidano le truppe burkinabé sul fronte della guerra interna contro i gruppi islamisti. I golpisti avrebbero anche liberato il generale Gilbert Diendéré, che già nel 2015 instaurò un regime militare, attualmente al sicuro a Laminzana. Diendéré è anche uno degli imputati eccellenti nel processo Sankara. La carriera di Damiba, in un certo senso, dice molto della complessità del Burkina Faso di oggi: ex-elemento dell’Rsp (la guardia pretoriana di Blaise Compaoré) ne è uscito dopo gli ammutinamenti del 2011. Uscito dal Paese dopo il golpe contro Compaorè, è rientrato nell’esercito poco tempo dopo. In seguito alla tragedia di Inata (a novembre, quando 19 agenti della Gendarmeria e un civile hanno perso la vita in un attacco nella provincia di Soum) è stato nominato comandante della 3a regione militare, che copre Ouagadougou, Koudougou, Fada N’Gourma e Manga. In quel ruolo Damiba è stato responsabile in particolare del sistema antiterrorismo nella zona orientale del Burkina e della sicurezza della capitale Ouagadougou. Era stato nominato a questo incarico con un decreto firmato per mano di Roch Marc Christian Kaboré, che aveva operato una vasta riorganizzazione nella gerarchia militare il giorno dopo l’attacco a Inata, la peggiore perdita per le forze antiterrorismo burkinabé dal 2015, da quando il Paese sta affrontando un aumento degli attacchi terroristici che hanno finora provocato oltre 1,4 milioni di sfollati interni. La situazione della sicurezza si è deteriorata ulteriormente negli ultimi mesi, con diversi attacchi contro l’esercito e i civili: oltre 500 soldati burkinabé sono morti dall’inizio delle violenze, decine di migliaia invece sono i civili vittime del terrorismo. A partire dal 28 maggio 2021 gli attacchi hanno anche provocato la chiusura di 2.244 scuole e interessano 304.564 studenti in diverse regioni del Paese. Nel 2021 violenza ha costretto circa 17.500 persone a espatriare e, ad oggi, lo stato di emergenza è attivo in 14 delle 45 province del Paese. Nella seconda metà del 2021 le criticità sono venute fuori tutte assieme: la paura crescente attacco dopo attacco, il malcontento tra le truppe, la corruzione dilagante e l’inflazione, che ha fatto schizzare i prezzi in un Paese dove il 40,1% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. L’8 gennaio scorso un piccolo gruppo di militari, una dozzina, era finito agli arresti, accusati di aver tentato di organizzare un colpo di Stato, ma le autorità giudiziarie avevano detto la scorsa settimana di essere in cerca di altri presunti golpisti. C’è poi tanto Mali, in questo colpo di Stato in Burkina Faso: il crescente malcontento per la sicurezza inesistente, il sentimento antifrancese sempre più diffuso, la crisi economica del Paese, la corruzione. E “la restaurazione”, che incredibilmente appare ancora una volta come “la soluzione”. [ASB]
  • Costa Avorio Free

    Al via programma integrazione giovani nel nord

    COSTA D'AVORIO - Un programma di sostegno all’integrazione dei giovani delle aree di confine settentrionale, in Costa d’Avorio, è stato lanciato dal primo ministro Patrick Achi a Tougbo, nella regione di Bounkani. Il programma fa parte dell’asse 1 del Programma sociale del governo relativo alla “Lotta alla fragilità delle aree di confine settentrionali”. Il piano è  dedicato alle regioni confinanti con il Mali e il Burkina Faso, dove i gruppi jihadisti stanno cercando di reclutare giovani. Mira ad amplificare gli interventi statali in termini di integrazione e occupazione dei giovani – circa 19.000 –  nelle Regioni Bounkani, Tchologo, Poro, Bagoué, Kabadougou e Folon. La visita alla città di Tougbo si è svolta sotto la massima sicurezza e una forte presenza militare. “Sappiamo tutti che la causa più profonda della maggior parte delle crisi e dell’instabilità nel nostro subcontinente è l’ozio, che qualcuno ha detto essere la madre di tutti i vizi. Spinge alcuni giovani disperati – attratti da un miraggio di facili guadagni – a compiere atti destabilizzanti”  ha spiegato alla stampa il presidente ivoriano. Patrick Achi ha aggiunto che “queste azioni che stiamo attuando consentiranno, oggi e nei mesi a venire, a tutti questi giovani e a tutte le donne di costruire una vita dignitosa e un benessere attraverso l’accesso ai beni sociali di base e un inserimento duraturo in vita professionale”. Tougbo e le aree circostanti hanno subito diversi attacchi estremisti e la regione è stata classificata come zona rossa. [CC/GT]
  • Togo Free

    Energia, obiettivo 50 per cento rinnovabili entro il...

    TOGO - Il Togo spera di raggiungere un mix energetico con il  50 percento di rinnovabili entro il 2025: lo ricorda oggi il sito filo governativo Republic of Togo, precisando che l’esecutivo si sta concentrando principalmente sull’energia solare. Simbolo di questo impegno è la centrale Blitta, inaugurata di recente, la cui capacità dovrebbe raddoppiare. Un altro progetto è il collegamento di oltre 300 comuni a mini-grid solari e la costruzione di centrali elettriche a Kara, Sokodé, Mango e Dapaong. Infine, l’iniziativa Cizo incoraggia le famiglie nelle zone rurali a dotarsi di kit solari. Diverse aziende commercializzano già queste soluzioni. Il Togo intende investire oltre 4,1 miliardi di franchi Cfa (625 milioni di euro) per la promozione delle energie rinnovabili entro il 2025. [CC]