Africa

Azienda indiana si aggiudica progetti di trasmissione e distribuzione

AFRICA – La società infrastrutturale indiana Tata Projects ha ottenuto ordini per un valore pari a circa 323 milioni di dollari per realizzazione progetti di trasmissione e distribuzione elettrica in tutta l’Africa.

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Ultimi articoli della sezione Africa

  • Africa Free

    Semestre francese Ue, Parigi guarda all'Africa

    AFRICA - L’Unione europea è “il più grande partner commerciale, il più grande investitore straniero e il più grande partner per lo sviluppo dell’Africa”: a ricordarlo, Franck Riester, ministro francese incaricato del Commercio estero, che nei giorni scorsi ha inaugurato il semestre transalpino di presidenza del Consiglio dell’Unione europea con una conferenza dedicata proprio al partenariato commerciale Ue-Africa. Ai primi di dicembre, nel presentare il programma di presidenza francese all’Ue, il presidente Emmanuel Macron aveva parlato della necessità di un “new deal”, un nuovo corso di accordi e relazioni tra l’Unione e le nazioni africane. Promettendo un rapporto “strutturante” tra Africa ed Europa, Macron aveva specificato che intende costruire “un futuro per i giovani africani” e  annunciato per febbraio un vertice in Europa volto ad analizzare e migliorare i rapporti tra i due continenti. Questo, nella scia del Nuovo vertice Africa Francia dello scorso 8 ottobre a Montpellier, dove il Macron si è confrontato per la prima volta, non con i suoi omologhi africani, ma con diversi rappresentanti della società civile e della gioventù africana, suscitando in Africa reazioni contrastate. In attesa dell’incontro fissato a Bruxelles per il prossimo 17 e 18 febbraio, tra i 27 e i leader africani, la conferenza del 10 gennaio a Parigi ha tracciato linee guida. “La scelta di cominciare il nostro semestre di presidenza non è banale”, ha esordito Riester,”la rifondazione del partenariato tra Africa ed Europa sta al centro delle nostre priorità; l’approfondimento delle relazioni commerciali fra i nostri continenti ne è una componente importante”. Il ministro ha spiegato l’intento di favorire l’emergenza di catene di valore in Africa e allo stesso tempo rispettare gli imperativi della transizione ecologica. Secondo Riester, esiste un’ambizione comune di sviluppare un potenziale di prosperità, facilitando ulteriormente gli investimenti e gli scambi. Sottolineando il carattere tempestivo, a un anno dell’entrata in vigore della Zona di libero scambio continentale africana (Afcfta), ma anche a due anni dall’inizio della pandemia, la ministra keniana per l’industrializzazione, il commercio e lo sviluppo del Kenya, Betty Chemutai Maina, ha ricordato che l’Africa rappresenta solo il 4 percento del commercio mondiale. “L’Africa ha il sentimento che il resto del mondo abbia negato al continente la possibilità di salire nella gerarchia del commercio mondiale”, ha denunciato, accogliendo con favore l’intenzione di rivedere i partenariati tra l’Africa e il resto del mondo. “Negli ultimi tre decenni, i nostri principali partner commerciali hanno approfittato delle nostre materie prime, ne hanno preso possesso e li hanno rivenduti ai Paesi africani come prodotti finiti. Il nostro obiettivo è invertire la tendenza, procedendo a tappe, contenute ma determinate”, ha detto chiaramente la ministra keniana alla platea, per la maggior parte collegata da remoto. Ryad Mezzour, ministro dell’Industria e del Commercio, ha dal canto suo sottolineato che è tempo di rivisitare, definendo un nuovo equilibrio, gli accordi di associazione conclusi tra l’Ue e i Paesi del Mediterraneo meridionale, che hanno più di 25 anni. Secondo Mezzour, è innegabile che questi accordi abbiano favorito la crescita delle relazioni commerciali e degli investimenti tra Africa ed Europa, così come è innegabile che l’Ue è un partner importante per lo sviluppo del continente. “Tuttavia, oggi assistiamo a un’accelerazione della tettonica industriale e commerciale globale, accompagnata dall’inasprimento delle catene del valore, da nuove questioni di sovranità e dall’attuazione di misure volte a raggiungere la neutralità carbonio”. Ma, “per riuscire a decarbonizzare, rafforzare il tessuto industriale, migliorare la competitività delle imprese africane e creare posti di lavoro su entrambe le sponde del Mediterraneo, dobbiamo costruire una nuova partnership win-win”, ha proseguito l’esponente marocchino. Secondo Mezzour, cooperazione Nord-Sud-Sud, deve anche essere parte di un approccio congiunto e complementare con in particolare il mantenimento e lo sviluppo delle industrie europee stabilite in Africa, un trasferimento delle catene del valore asiatiche nell’Africa euromediterranea sfruttando la vicinanza geografica, la riduzione dei costi logistici, un aumento della competitività, nonché la riduzione dell’impronta ambientale. Suggerisce inoltre di garantire la costituzione di settori industriali innovativi congiunti che promuovano in particolare l’industria 4.0, la mobilità sostenibile e la transizione energetica e garantire un migliore accesso al mercato europeo. Suddivisa in diverse tavole rotonde, la conferenza ha affrontato le sfide economiche e commerciali del partenariato Ue-Africa, il potenziale e le prospettive per approfondire le relazioni commerciali e di investimento tra l’Unione europea e il Nord Africa, da un lato, e dall’altro i Paesi della zona subsahariana. Parola finale al ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian: “condividiamo legami umani, immense sfide, dall’emergenza ambientale, al fenomeno migratorio, al terrorismo” che spingono l’Europa e l’Africa a dover lavorare per rafforzare l’interdipendenza” preservando allo stesso tempo le rispettive sovranità. Gli obiettivi francesi sulla carta sembrano voler correggere dannose ipocrisie e megacontratti che nella realtà, finora, hanno favorito soprattutto il business dell’Europa a discapito di quello africano. Sarà interessante come le società civile africane, e in particolare le ex colonie francesi, reagiranno a questi proclami, in un periodo molto teso e delicato sul fronte diplomatico e securitario, in particolare nella regione del Sahel. [CC]
  • Africa Free

    Seconda conferenza su investimenti tra Africa e Gran...

    AFRICA - Si terrà giovedì prossimo, 20 gennaio, la seconda Conferenza sugli investimenti in Africa organizzata dal dipartimento per il Commercio internazionale del governo britannico.

    La conferenza, che si svolgerà in modalità esclusivamente online, si propone di illustrare le opportunità di investimento esistenti nel continente africano, mettendo in particolare evidenza le competenze delle aziende del Regno Unito.

    L'evento si svolge due anni dopo il primo vertice sugli investimenti tra Gran Bretagna e Africa promosso a Londra dal primo ministro Boris Johnson, durante il quale erano stati annunciati 27 accordi commerciali e di investimento per un valore di 6,5 miliardi di sterline e ulteriori impegni per un valore di 8,9 miliardi di sterline.

    Secondo le informazioni rese note, il dipartimento del Commercio internazionale britannico sta dando priorità alla costruzione di solide relazioni commerciali in Africa, avendo firmato nove accordi commerciali con 17 Paesi africani ed avendo assicurato accesso continuo al mercato domestico alla maggior parte delle restanti nazioni del continente attraverso lo Schema di preferenze generalizzate del Regno Unito. E' stato inoltre firmato anche un memorandum d'intesa con l'Africa Continental Free Trade Area (AfCFTA), il primo del suo genere con un Paese non africano.

    Ulteriori informazioni sull'evento, comprese le modalità di registrazione per partecipare, sono disponibili cliccando qui. [MV]

  • Africa Free

    Presidenza francese Consiglio Ue, l’Africa è...

    AFRICA - È stata dedicata al partenariato commerciale Ue-Africa la prima conferenza del semestre francese di presidenza di turno francese del Consiglio dell’Unione europea. “La relazione tra l’Europa e l’Africa sta al centro delle nostre priorità”, ha detto a Rfi, Franck Riester, ministro delegato per il Commercio estero, a margine dell’evento svoltosi ieri a Parigi. “Abbiamo bisogno di rafforzare le nostre relazioni economiche e commerciali con l’Africa”, ha aggiunto il ministro, sottolineando i legami culturali, storici, di fratellanza, e la “forza delle diaspore” africane. Il ministro ha affermato che l’Ue è impegnata nel sostegno all’attuazione della zona continentale di libero scambio (AfCfta) e nella volontà di adattare e modernizzare gli accordi regionali esistenti, per renderli più sostenibili, responsabili. “Dobbiamo favorire l’emergenza di catene di valore in Africa”, ha aggiunto Riester, riferendosi particolarmente alla trasformazione delle materie prime in prodotti finiti e citando un esempio emblematico e concreto, quello del cacao. [CC]
  • Africa Free

    Ue-Ua nuovi partenariati commerciali, evento a Parigi

    AFRICA - Relazioni commerciali Ue-Africa: verso nuovi partenariati, è il titolo di una conferenza in programma oggi presso in centro congressi ministeriale a Parigi, e alla quale partecipano sia esponenti europei che africani. Questa conferenza internazionale mira a mettere in luce il partenariato europeo con l'Africa nel campo del commercio e degli investimenti, a poche settimane dal vertice Unione Africana-Unione Europea. Suddivisa in più tavole rotonde, la conferenza affronterà innanzitutto le questioni economiche e commerciali del partenariato Ue- Africa, partendo da un inventario prima di discutere le potenzialità e le prospettive di approfondimento delle relazioni commerciali e di investimento tra l'Unione Europea e il Nord Africa da un lato, e i paesi della zona subsahariana dall'altro. Tutte le discussioni saranno trasmesse in diretta dalla piattaforma online in modo da consentire al pubblico di interagire con i relatori. L’evento è organizzato dalla Direzione generale del Tesoro per conto del Ministero per l'Europa e gli Affari Esteri. L'iniziativa si svolge nell'ambito della presidenza francese del Consiglio dell'Unione europea. Per approfondire, cliccare qui. [CC]
  • AfricaComoreEritreaKenya Free

    Ministro cinese in visita in Kenya, Eritrea e Comore

    AFRICA - Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, visiterà Eritrea, Kenya e Comore dal 4 al 7 gennaio. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, nel briefing con la stampa.  Un viaggio, ha rimarcato Zhao, che “conferma la tradizione dei ministri degli Esteri cinesi di scegliere l'Africa per la loro prima visita all'estero”, e questa sarà “la 32esima volta consecutiva”. Wang torna in Africa dopo aver partecipato, un mese fa, all’ottava conferenza ministeriale del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (Focac) che si è tenuta in Senegal. “La visita del ministro degli Esteri Wang Yi in Africa un mese dopo mira a promuovere l'attuazione dei risultati ottenuti alla conferenza, a collegare nuove misure per la cooperazione pratica tra Cina e Africa e a sostenere i Paesi africani nella lotta al Covid-19 e in una rapida ripresa economica”, ha spiegato. [SS]
  • Africa Free

    Le tendenze dei mercati africani nel 2022

    AFRICA - La pandemia da Covid-19 potrebbe essere un grosso ostacolo all'aumento del commercio e degli investimenti nella regione subsahariana dell'Africa nel 2022. Secondo le previsioni dell'Economic Intelligence Unit, "la continuità degli affari, gli investimenti e le prospettive di generazione di reddito potrebbero essere compromesse da ondate successive di infezione e dal flusso e riflusso delle misure di contenimento, comprese le restrizioni prolungate ai viaggi internazionali". Come precisa Business Insider Africa la minaccia posta dalla pandemia è particolarmente reale dato il tasso di vaccinazione "spaventosamente basso" nel continente. Inoltre, la nuova variante del virus Omicron ha portato a divieti di viaggio nella maggior parte dei Paesi dell'Africa subsahariana che contribuiranno a rallentare la ripresa economica secondo le medesime fonti. Un'altra tendenza economica che dovrebbe essere prevista nel 2022 in tutti i mercati della fascia subsahariana del continente "è l'infelice pressione causata dai tassi di cambio e dai rimborsi del debito estero". L'Economic Intelligence Unit prevede infatti che la pressione dei tassi di cambio e del debito susciterà molto probabilmente richieste di ristrutturazione del debito, contro i rinvii del servizio del debito. Inoltre, le tensioni e i conflitti politici continueranno ad essere un problema importante per i Paesi della regione nel 2022. Ci sono già molti punti caldi di conflitto nel continente, tra cui l'Etiopia che si sta gradualmente destabilizzando di giorno in giorno. Oltre a questi conflitti politici, la previsione della Economic Intelligence Unit vede le attività dei jihadisti e delle milizie armate continuare ad essere una seria sfida per la regione. Passando alle note positive: un boom delle materie prime è previsto nel 2022 nella regione secondo le medesime fonti. Inoltre, la trasformazione digitale delle economie della regione dovrebbe continuare. Infine, la previsione dell'Economic Intelligence Unit dice che c'è una probabilità che i viaggi e il turismo rimbalzino l'anno prossimo. Tuttavia, la variante Omicron appena scoperta potrebbe frenare tale crescita. [VGM]