R.D. CongoZambia

Firmato contratto di concessione della strada con lo Zambia

REP DEM CONGO – Il ministro per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici, Alexis Gisaro, ha firmato con l’azienda Ged Africa/Rdc un contratto di concessione di 25 anni per lo sviluppo della strada Kasomeno-Kasenga-Mwenda, che collegherà la Repubblica democratica del Congo allo Zambia.

(122 parole) - 3,90 Euro

Leggi tutto l'articolo

Bloccato
Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

3,90 Euro

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un'area geografica o un paese.

da 190 Euro

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

da 350 Euro

Ultimi articoli della sezione Africa Centrale

  • R.D. Congo Free

    Ex capo del Mossad fu espulso da Kinshasa per sospetti...

    REP DEM CONGO - Nel 2019, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, ha espulso il capo del Mossad, Yossi Cohen dal Paese africano perché sospettato di aver preparato un colpo di stato militare. 

    Secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz, l’ex direttore del servizio segreto israeliano stava visitando il  Paese africano senza essersi coordinato con le autorità competenti. Questa visita ha destato il sospetto delle autorità  di Kinshasa che temevano che l’agente stesse tenendo incontri con l’ex presidente Joseph Kabila, rivale di Tshisekedi.

    Il quotidiano israeliano riporta che la censura militare israeliana ha impedito sinora la divulgazione dei dettagli delle visite del capo del Mossad nella Repubblica Democratica del Congo nel 2019, “perché la pubblicazione danneggerebbe l’immagine di Israele”.

    Un altro quotidiano israeliano, The Marker, ha confermato che Cohen ha visitato il Congo in compagnia del miliardario ebreo-israeliano, Dan Gertler. Quest’ultimo è attivo nell’estrazione e nel commercio di diamanti ed è accusato dalle autorità britanniche di aver pagato una tangente di 350 milioni di dollari in cambio di concessioni e diritti per la ricerca e l’estrazione di diamanti dalle miniere di diamanti in Congo. Il quotidiano ha anche sottolineato che Cohen non ha però visitato il Congo “per affari privati”, confermando che la sua visita è stata approvata dalle autorità israeliane. Funzionari della sicurezza israeliana, interpellati dal giornale, hanno infatti descritto la visita in Congo come un fatto  di legato alla “sicurezza nazionale”.

    È interessante notare che Gertler è ricercato anche dalle autorità statunitensi e svizzere per accuse di corruzione e Cohen, quando era a capo del Mossad, ha cercato di far revocare e rimuovere i provvedimenti che l’amministrazione statunitense gli aveva imposto nel 2017. [EC]

  • Camerun Free

    Douala, controverso esproprio per lasciare spazio al...

    CAMERUN - Un’ottantina di famiglie, circa mille persone, sono state costrette dai bulldozer a lasciare le proprie abitazioni nella frazione Dikolo, nel quartiere Bali della capitale economica camerunese Douala. Devono lasciare spazio al progetto di costruzione di un hotel Marriott a cinque stelle. La vicenda sta facendo discutere e ha suscitato sgomento, nonostante le promesse di indennizzi. L’area ormai distrutta dai mezzi è oggetto di contestazioni. Una petizione è stata persino lanciata online attraverso la piattaforma Change. Il testo, a firma di Patrick Moudissa Bell, spiega che l’area assegnata ai promotori del progetto alberghiero è in realtà una terra “ancestrale in cui i nativi di Douala hanno vissuto per più di 300 anni. È un sito storico ricco di emblemi, edifici e monumenti sacri, legati alla cultura del popolo Douala che vive in questi luoghi”. La zona è identificativa della comunità Sawa e in particolare del cantone della dinastia Bell, il cui re tradizionale, Eboumbou Douala Manga Bell, ha denunciato una situazione che si sta trascinando da sette anni. Ha denunciato violenze inammissibili subite dalle popolazione con il falso pretesto dello sviluppo economico. Un’ottantina di famiglie hanno appreso, poco prima delle vacanze di Natale, che il loro quartiere, quattro ettari, era destinato a essere raso al suolo per costruire un Marriott Hotel. “Un progetto contaminato da irregolarità, imbrogli e frodi tra alcune autorità amministrative del Camerun e il promotore del progetto che si chiama Olivier Chi Nouako”, sostiene l’iniziatore della petizione. Sul terreno, le autorità hanno emesso una Dichiarazione di Pubblica Utilità, che obbliga gli occupanti ad andarsene nonostante i titoli di proprietà posseduti. Ma il progetto del Marriott, denuncia ancora la petizione, “non riguarda un edificio di pubblica utilità, perché non è né una scuola né un ospedale, tanto meno una strada. Sono espropriati i legittimi proprietari a beneficio di un investitore privato”. Le proposte di compensazione fornite, denunciano ancora gli espropriati di Dikolo, “non corrispondono al valore del terreno secondo il prezzo di mercato. Non è previsto alcun piano di reinsediamento per le popolazioni autoctone cacciate via”. Inoltre, i  rilievi topografici sarebbero stati effettuati in via confidenziale dal promotore privato, mentre la legge prevede che questo sia effettuato dall’amministrazione del catasto. I problemi di fondo, secondo fonti di InfoAfrica a Douala, sono anche altri. Da un lato, alcuni diritti dei residenti non rispettati dalle autorità centrali per far andare avanti un progetto che rialzerà il livello della città; dall’altra, una questione anche comunitaria, poiché il promotore del progetto, un avvocato camerunese che vive in Canada, non appartiene alla stessa etnia e per questo motivo non gode della solidarietà dei locali.  [CC]
  • R.D. Congo Free

    Petrolio, nuovi blocchi all’asta “ospitano” 16...

    RD CONGO - Potrebbero essere pari a 650 miliardi di dollari le riserve di petrolio che la Repubblica democratica del Congo metterà a breve all’asta. Il dato è in effetti una stima che tiene conto di riserve stimate in 16 miliardi di barili che ai prezzi attuali varrebbero, per l’appunto, 650 miliardi di dollari.  A dare questi numeri è stata la società statunitense GeoSgmoid, a riferirli il ministro degli Idrocarburi in carica in questo momento a Kinshasa. Le stime si riferiscono su un tasso di recupero del petrolio del 35% e su un prezzo medio di 107 dollari al barile. [MS]
  • Camerun Free

    I porti marittimi del Camerun (2), Kribi e Limbé

    CAMERUN - E mentre il porto di Douala conferma il suo primato nonostante le difficoltà, il porto autonomo di Kribi (Pak) muove passi decisi verso una futura affermazione. Collocato sulla costa atlantica a circa 285 km dalla capitale Yaoundé ed essenzialmente dedicato all’esportazione del legno, lo scalo è strategicamente posizionato nel centro del Golfo di Guinea ed è circondato dalla zona industriale di Kribi, che copre un’area di 262 km quadrati ed è pensata per ospitare unità industriali e logistiche. Con una banchina di 350 metri e una profondità di 16 metri, il terminal container ha una capacità di stoccaggio di quasi 350.000 teu (circa seimila tonnellate). Tra il 2018 e il 2021, l’importo totale delle entrate raccolte dal settore doganale dell’area Sud II del Camerun, corrispondente al porto in acque profonde di Kribi, è stato di 300 miliardi di cfa (circa 460 milioni di euro), introiti che, stando ai dati diffusi dalle autorità locali, sono cresciuti di dieci volte nel corso dei quattro anni presi in esame. Concretamente, infatti, si è passati dai 16 miliardi di cfa (oltre 24,3 milioni di euro) del 2018 ai 163 miliardi di cfa (quasi 250 milioni di euro) nel 2021. Ciò rende l’area del Sud II il secondo più grande fornitore di entrate doganali del Paese, dopo Littoral I, che copre il porto di Douala. Durante la sua ottava riunione tenuta l’8 settembre scorso a Kribi, la direzione del Pak ha confermato il buon funzionamento del porto anche nel 2020, l’anno della pandemia da covid-19. Il Pak ha notato come il porto abbia mostrato una notevole resilienza e ha presentato un piano di continuità delle attività per mantenere le operazioni nella comunità portuale. Da parte sua, anche il porto di Limbé sta ottenendo buoni risultati, prima di tutto affrancandosi dal porto autonomo di Douala. Situato nella località costiera del sud-ovest del Camerun, ha ormai una propria amministrazione. Il distacco dall’amministrazione del Pad è avvenuto a inizio marzo con l’insediamento di Thomas Ndive Mulongo come vicedirettore dell’amministrazione transitoria del Porto autonomo di Limbé (Pal), celebrato dal vicedirettore generale del porto autonomo di Douala, Charles Michaux Moukoko Njoh.  La nomina di un funzionario responsabile del porto di Limbé giunge due anni dopo un decreto presidenziale che intende riportare in auge il progetto di costruire un porto in acque profonde. Studi condotti più di dieci anni fa – ricorda “Investir au Cameroun” – sono infatti in fase di aggiornamento da ottobre 2019. L’infrastruttura portuale in gestazione nella città di Limbé sarà specializzata nel trasporto di prodotti pesanti come gli idrocarburi, in considerazione della vicinanza alla Compagnia nazionale di raffinazione, la Sonara, che ha intrapreso un piano di ammodernamento dei propri impianti e di potenziamento delle capacità di raffinazione. Accanto agli idrocarburi, lo scalo dovrebbe gestire anche il commercio di prodotti agricoli; la regione sudoccidentale è infatti sede di enormi piantagioni di banane ed è un’importante zona di produzione di cacao. [VGM]
  • Camerun Free

    I porti marittimi del Camerun, tra conferme e nuove...

    CAMERUN - Douala, Kribi, Limbé: lo storico, la promessa e quello da poco autonomo. Sono i tre porti in acque profonde del Camerun, Paese dell’Africa occidentale che si apre all’Oceano Atlantico per 400 chilometri.  Delle tre infrastrutture, a gestire la maggior parte del traffico portuale nazionale è il porto autonomo di Douala (Pad), situato nella capitale economica del Paese e classificato anche come uno dei principali porti del Golfo di Guinea. Lo scalo serve infatti Paesi vicini senza sbocco sul mare come Ciad e Repubblica Centrafricana e rappresenta un importante snodo commerciale per la Guinea Equatoriale, la Repubblica del Congo e il Gabon. Situato sulle rive del fiume Wouri, a circa 24 chilometri dalla foce, e a poco più di duecento chilometri a ovest della capitale Yaoundé, la posizione del porto è strategica anche in virtù delle infrastrutture di cui è dotata la città di Douala, che vanta collegamenti stradali, ferroviari e aerei con tutte le principali città del Paese. Il porto estuario di Douala, collegato all’oceano da un canale di cinquanta chilometri dragato fino a profondità media di sette metri, include tredici magazzini multiuso con una capacità di ricezione di 7,5 milioni di tonnellate e una capacità di stoccaggio di undici milioni di tonnellate. Ogni anno, transitano dalle sue banchine non meno di dodici milioni di tonnellate di merci, che coprono il 90% del commercio del Camerun e buona parte del traffico regionale. Tra i principali prodotti di cui il Pad gestisce l’esportazione figurano legname, cacao, caffè, banane, cotone e alluminio, oltre che prodotti di lavorazione industriale. La maggior parte del commercio estero e le importazioni di carburante, cereali e attrezzature per la costruzione passano attraverso queste strutture.  Il porto ha però le sue debolezze; anche se il governo, a partire dal 1998, ha fatto oltre 150 milioni di euro di investimenti per dotare il Pad di infrastrutture moderne, i canali di accesso devono essere dragati frequentemente per garantirne la profondità. Nel 2018, le autorità hanno persino iniziato a rimuovere decine di relitti che ostacolavano le operazioni del porto e ne riducevano l’efficienza fino al 30%. Il tutto, anche nel tentativo di contenere la concorrenza di altri porti della regione, come quelli di Port Harcourt e Lagos in Nigeria e Libreville in Gabon. In questo contesto, dopo quindici anni alla guida del terminal, il gruppo francese Bolloré ha ceduto nel 2020 la gestione all’autorità portuale. Lo scorso 31 marzo, mentre Bolloré firmava la vendita delle sue attività di trasporto e logistica in Africa, il porto di Douala ha avviato i lavori di costruzione di un nuovo terminal tramite la firma di un accordo siglato nella capitale economica camerunese dal direttore generale del Pad, Cyrus Ngo’o, e dall’amministratore della società britannica Kth, che realizzerà 42 ettari di terminal per portarinfuse miste con una banchina di novecento metri lineari sulla sponda destra del fiume Wouri, nel porto di Douala-Bonaberi. Il progetto, del valore di circa 650 milioni di euro, fa parte del vasto processo di trasformazione del complesso portuale attraverso l’ammodernamento delle strutture e lo sviluppo delle capacità di accoglienza e di movimentazione delle merci. La durata prevista dei lavori è di sessanta mesi. In base agli accordi firmati, il gruppo Kth, selezionato dopo un bando di gara a cui hanno partecipato dieci candidati, gestirà il terminal per 25 anni. Un quadro promettente, a maggior ragione se si considera che il porto ha annunciato un utile netto di 6,3 miliardi di franchi cfa (oltre 9,6 milioni di euro) nel 2020 e di sette miliardi di franchi (oltre 10,6 milioni di euro) nel 2021. [SEGUE]
  • Camerun Free

    Germania impegnata a promuovere il settore del cotone

    CAMERUN - La Germania si è impegnata a promuovere il settore del cotone del Camerun: l’impegno è stato rinnovato in occasione di un incontro che ha riunito le parti interessate a Yaoundé. Attraverso la cooperazione, il Paese europeo cerca di rafforzare la produzione di cotone nelle regioni di Adamawa, del Nord e dell’Estremo Nord. Queste regioni sono considerate le aree più colpite dalla povertà con l’80% delle persone che sopravvive grazie all’agricoltura e all’allevamento. L’incontro – secondo i media nazionali – si è quindi svolto per rafforzare la produzione e la lavorazione locale del cotone. I funzionari hanno anche discusso le misure per migliorare lo sviluppo trasformando il cotone in tessuto. Elena Leonhardt, primo segretario della Cooperazione tedesca, si augura che “questa sia la base per lo sviluppo di questi altri settori, non solo per la produzione di cotone, ma per la trasformazione del cotone in tessile”. [GT]