Ciad

Microfinanza e sicurezza alimentare, fondi banca islamica

CIAD - Il governo di N'Djamena, rappresentato dal ministro dell’Economia, della pianificazione dello sviluppo e della cooperazione internazionale, Moussa Batraki, ha firmato a Jeddah, in Arabia Saudita, un accordo di prestito con l’Islamic Development Bank (Idb). I fondi serviranno al finanziamento del progetto di microfinanza islamica in Ciad (Promifit-2) e al sostegno alla sicurezza alimentare, per un importo complessivo di 20.150.000 di dollari. Il progetto Promifit, che sta entrando nella fase 2, mira a combattere la povertà, migliorare la resilienza delle popolazioni a basso reddito e proteggerle dalle minacce esterne che influiscono sui loro mezzi di sussistenza. Attraverso questo progetto, il governo del Ciad intende fornire ai gruppi più vulnerabili gli strumenti per diventare più resilienti e contribuire allo sviluppo locale. [CC]© Riproduzione riservata

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  • CiadSudan Free

    Ferrovia verso il Ciad, firmato accordo con Gulf...

    SUDAN - Il ministero delle Finanze del Sudan ha firmato un accordo con il Gulf Petroleum Group, con sede negli Emirati Arabi Uniti, per la costruzione di una ferrovia transnazionale che collegherà Port Sudan ad Adre, una città del Ciad orientale. Dalla stampa di settore si apprende che il progetto, del valore di circa 15 miliardi di dollari, prevede una rete a scartamento normale di 2.467 km che servirà il Ciad, senza sbocco sul mare, dal principale porto sudanese. Si tratta di un vecchio piano annunciato diversi anni fa con la Cina come partner iniziale, ma che non è mai decollato. L’infrastruttura sarà costruita secondo il modello Bot (Build-operate-transfer) e si prevede che avrà 134 stazioni che serviranno aree urbane e rurali. La rete ferroviaria avrà anche delle diramazioni verso la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e l’Etiopia, tutti Paesi senza sbocco sul mare che avranno una via di approvvigionamento alternativa attraverso l’hub di Port Sudan. Insieme al nuovo progetto di porto in acque profonde recentemente annunciato dalle autorità, l’infrastruttura potrebbe rendere il Sudan un attore portuale chiave nella regione e incrementare il livello di commercio tra i Paesi. [VGM]
  • Guinea Equatoriale Free

    Oltre il 99% vota Obiang, denunciati brogli

    GUINEA EQUATORIALE - Il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha ottenuto il suo sesto mandato presidenziale alle elezioni generali, tenutesi ieri, con una percentuale di voti che rappresenta un nuovo record assoluto: 99,7%. Il suo partito, il Partito democratico della Guinea Equatoriale (Pdge) ha anch’esso ottenuto la maggioranza assoluta. Questa mattina il vicepresidente Teodoro Nguema Obiang Mangue, figlio del presidente Teodoro, ha twittato giubilante per “la schiacciante” vittoria del padre e del partito al governo. Dopo 43 anni al potere, che lo rendono il leader di un paese non-monarchico più longevo attualmente in carica (il sesto nella storia), Obiang ha ottenuto l’ennesima e schiacciante, annunciata e piuttosto ovvia, vittoria elettorale nel piccolo paese africano. Le elezioni tenutesi ieri in Guinea Equatoriale, che hanno visto accorpare elezioni locali, legislative e presidenziali, si sono svolte in un clima che l’opposizione ha definito “intimidatorio”. Alla tv nazionale è stata mandata in onda la conferenza stampa di Faustino Ndong Esono Ayang, presidente del Consiglio elettorale nazionale, durante la quale ha annunciato la vittoria di Obiang. Tuttavia, i numeri dicono altro e sembrano dare ragione all’opposizione, che sostiene che le persone non sono andate a votare per paura di esprimere il proprio dissenso: la popolazione equatoguineana conta 1,54 milioni di abitanti e su un totale di 427.661 elettori registrati si sono recati alle urne solo in 67.196: “Il candidato del Pdge, Obiang Nguema Mbasogo, e la sua coalizione, hanno ottenuto 67.012 voti, pari al 99,7%, mentre Andrés Esono Ondó del Cpds (Convergenza per la socialdemocrazia) ha ottenuto 152 voti e Buenaventura Monsuy Asumu ha ottenuto con 32 voti”. Il principale partito di opposizione della Guinea Equatoriale, in un comunicato stampa diffuso da molti suoi attivisti sui social, denuncia diverse irregolarità nel processo elettorale: la Convergenza per la socialdemocrazia (Cpds) ha detto che non riconoscerà i risultati di queste “elezioni fraudolente” e che chiunque dichiari il presidente eletto sarà considerato “illegittimo” dal partito. In una dichiarazione di ieri sera, il partito ha detto che il voto “si è svolto tra flagranti e diffuse irregolarità” in tutto il Paese tranne che nella capitale, Malabo. Le autorità elettorali e il partito al governo non hanno commentato le accuse. Secondo la Cpds i suoi osservatori hanno visto molti elettori costretti a eleggere i candidati del Partito democratico della Guinea Equatoriale (Pdge) e all’opposizione è stato impedito di monitorare il processo di voto. In diversi seggi elettorali i funzionari pubblici hanno permesso alle persone di votare per conto dei familiari assenti e sui social è un proliferare di fotografie di persone dotate di due tessere elettorali mentre a molti elettori regolarmente registrati le autorità avrebbero sequestrato la tessera elettorale in sede di voto. Il candidato alla presidenza dell’opposizione, Andres Esono Ondo, ha denunciato “frodi e irregolarità in tutto il Paese, come il voto pubblico e i presidenti o i capi dei seggi elettorali che votano per conto di altri”. Ha anche detto che “alla gente veniva impedito di votare liberamente”. Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, che ora ha 80 anni, ha bandito tutti i partiti di opposizione tranne uno. La Guinea Equatoriale ha uno dei governi più corrotti e repressivi del mondo ed è un importante produttore di petrolio, ma ci sono poche prospettive che il denaro sollevi le persone dalla povertà. [ASB]
  • CamerunCosta Avorio Free

    Olio di palma, accordo per sostenere progetto

    CAMERUN - Il Centro nazionale per la ricerca agronomica della Costa d’Avorio fornirà la propria esperienza nell’ambito di un progetto di palma da olio nel Camerun orientale, secondo un annuncio della Cooperativa di varietà agropastorali di Abong-Mbang (Covagro). L’azienda indica che si tratta di porre i primi passi di un accordo di collaborazione con lo stesso Centro nazionale nel campo della ricerca e sviluppo della coltivazione della palma da olio. “Questa collaborazione costituisce una reale opportunità nella ricerca di soluzioni palliative alle difficoltà che Cavagro incontra nella sua azione” si legge in una nota.

    Il Centro nazionale dovrebbe produrre per l’azienda camerunese semi di palma germinati resistenti all’appassimento di Fusarium. È una malattia delle piante causata da vari funghi che colpiscono molte piante, sia in giardino che nell’orto. Questi semi germogliati sono resistenti alle malattie e hanno una densità di 200 piante per ettaro. Entrano in produzione dopo tre anni. Se si chiude la partnership con l’Ivorian Center, l’azienda camerunense spera di concretizzare tutto il suo progetto di piantare 180 ettari di palma da olio in Oriente, di cui 100 ettari sono in fase di produzione. [GT]

  • Camerun Free

    Opportunità investimenti in Camerun, tre incontri in...

    CAMERUN - Tre tappe per raccontare il Camerun alle imprese italiane. Questo l’obiettivo di un tour organizzato dalla Camera di Commercio Italia-Camerun che prenderà il via da Milano, il 21 novembre, per poi proseguire a Pistoia e a Bologna. “Camerun, terra di opportunità”, questo il tema dei tre incontri, vedrà tra gli altri gli interventi di rappresentanti istituzionali camerunesi e si proporrà anche come momento di incontro fra imprese. L’appuntamento di Milano è in programma il 21 novembre alle ore 15 a Palazzo Visconti (via Cino del Duca, 8). A Pistoia, il 23 novembre alle ore 9:30, l’incontro si terrà presso la Sala Maggiore del Comune. A Bologna, il 24 novembre alle ore 15, presso la sede di Unioncamere, in via Aldo Moro, 62. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per prenotazioni scrivere a info@mccic.it oppure telefonare a 3511957702. [MS]
  • Camerun Free

    Accordo tra concessionaria ferrovie e università...

    CAMERUN - Camrail, concessionaria delle ferrovie camerunesi, e l’Università di Douala, capitale economica del Camerun, hanno stretto una partnership. Questa partnership, che si è concretizzata in due accordi firmati con la National Polytechnic School of Douala e la Higher School of Economics and Commercial Sciences (Essec), mira a rafforzare la ricerca e lo sviluppo, l’innovazione e la formazione nel settore ferroviario in Camerun.

    Secondo quanto si apprende dalla stampa locale, con un mandato rinnovabile di due anni, lo scopo di detti accordi è definire e specificare i termini di cooperazione tra Camrail e le due istituzioni dell’Università di Douala. I settori di intervento oggetto di tali accordi riguardano la gestione delle organizzazioni, la manutenzione del materiale ferroviario, i sistemi informativi, l’ambiente e l’ingegneria civile, la ricerca, la formazione, i tirocini accademici e l’acquisizione di ogni altra competenza tecnica. [GT]

  • Ciad Free

    Nessuna sanzione a N'Djamena da parte dell’Unione...

    CIAD - Il Ciad è stato risparmiato dalle sanzioni del Consiglio di pace e sicurezza dell’Unione africana, riunitosi in sessione straordinaria venerdì ad Addis Abeba, in Etiopia. I 15 membri hanno dovuto decidere in merito a un rapporto contro il potere transitorio del Paese presentato dal presidente della Commissione dell’organizzazione, Moussa Faki Mahamat, che ha chiesto di sanzionare le autorità ciadiane per “salvaguardare un minimo di credibilità” alla sua organizzazione e per essere “coerente” con altri Paesi africani che si trovano nella stessa situazione. Ma nessun consenso è arrivato dopo oltre due ore di dibattito sulla questione: Moussa Faki non è stato seguito dagli Stati membri del Consiglio di pace e sicurezza (Cps) dell’Unione africana (Ua). Solo tre Paesi hanno appoggiato la richiesta di sanzioni contro il governo transitorio ciadiano. Il Sudafrica non ha preso posizione, mentre la stragrande maggioranza dei Paesi membri del Cps, 11 su 15, si sono espressi contro, secondo quanto riportato da Radio France Internationale (Rfi). “È uno schiaffo in faccia, un fallimento personale per il presidente della Commissione, dal momento che, insolitamente, è venuto a presentare e difendere il suo rapporto di persona davanti al Cps, cosa che ha sorpreso più di un diplomatico”, ha detto una fonte citata da Rfi. Il presidente della Commissione Ua era infatti favorevole alla sospensione del Ciad dagli organi dell’Ua. Moussa Faki critica anche la volontà della Comunità economica degli Stati dell’Africa centrale (Eccas) di aver nominato Félix Tshisekedi come facilitatore del processo di transizione in Ciad. Moussa Faki è inoltre contrario all’estensione della transizione (che doveva concludersi a ottobre dopo 18 mesi, Ndr) e all’autorizzazione per i membri del Consiglio militare di transizione di essere candidati alle future elezioni, elemento che va contro la volontà della comunità internazionale. Faki parla di mancato rispetto di “un’esigenza di coerenza con la posizione costante dell’Unione Africana in merito agli altri quattro casi di incostituzionali cambi di governo attualmente in atto in Africa, ovvero Sudan, Mali, Guinea e Burkina Faso”. [VGM]